SEL: I “Centri antiviolenza” per il contrasto alla violenza di genere

Sinistra Ecologia e Libertà con Manzione e Imparato, propone di istituire a Eboli un “Centro antiviolenza” per il contrasto alla violenza di genere.

Imparato: “Il Decreto regionale è un’occasione per fornire assistenza alle donne maltrattate e avviare una discussione e un percorso di politiche sociali”. Manzione: L’Amministrazione colga l’opportunità dei fondi regionali stanziati per istituire i centri antiviolenza”.

Carlo Manzione

Carlo Manzione

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – La sezione ebolitana “E. Melchionda” del partito Sinistra Ecologia e Libertà interviene sulla questione relativa alla violenza contro le donne e sollecita l’attivazione, anche nel nostro territorio di un centro antiviolenza.

In Italia si stima che 6.743.000 donne tra i 16 ed i 70 anni siano vittime di abusi fisici o sessuali e circa un milione abbia subito stupri o tentati stupri e oltre una donna su tre subisce nel corso della propria vita qualche forma di violenza, soprattutto da parte di mariti e fidanzati.

Maria Teresa Imparato

Maria Teresa Imparato

“Il territorio della Piana del Sele, purtroppo, non è esente da questo triste e sconcertante fenomeno, come hanno dimostrato i recenti fatti di cronaca, per questo, chiediamo all’Amministrazione Comunale di intervenire su questo problema prendendo in considerazione l’opportunità  dei fondi regionali stanziati per i centri antiviolenza” dichiara Carlo Manzione, coordinatore di  Sel Eboli.

Con il decreto dirigenziale n. 25 del 17 gennaio 2014 la Regione Campania ha adottato il riparto di risorse, per l’anno corrente, destinato alla creazione di nuovi o al potenziamento di Centri Antiviolenza regionali. La misura è dotata di risorse pari a € 4.500.000.

Il Consiglio d’Europa raccomanda un centro antiviolenza ogni 10.000 abitanti, un centro di emergenza ogni 50.000 abitanti e 5.700 posti letto nelle case rifugio

Il decreto suddetto potrebbe essere un’occasione per il nostro territorio per garantire non solo assistenza alle donne maltrattate, ma anche per avviare un percorso di politiche sociali in promozione del rispetto di genere e dell’educazione sentimentale, insieme ad associazioni di settore, volontari e scuole aggiunge Mariateresa Imparato dell’Assemblea Regionale di Sel.

Eboli, 9 febbraio 2014

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. La violenza di genere è un atto abominevole come ogni forma di violenza e su chiunque si poni,vorrei evidenziare la potenza del linguaggio,che anche scritto sfocia nella VIOLENZA.linguaggio di genere, linguaggio verbale e non verbale… lo so, è faticoso entrare nel merito delle questioni documentandosi, studiando, approfondendo, … ma è uno sforzo che è bene fare e che consiglio in particolare a commentatori e commentatrici degli articoli.Studi recenti S. Pinker ed altri stanno ridimensionando la potenza del linguaggio (come al solito la politica ci arriverà tra decenni…)
    La libertá di pensiero e di giudizio è uno strumento base del giornalismo. Forse dovremmo chiederci perché sia ancora così difficile usarlo quando parliamo di donne e uomini. Molto sta cambiando, ma siamo – noi per primi – in una terra di passaggio. Interrogarsi è un acceleratore.
    Qui siamo nel quarto o quinto mondo mentre nei paesi civili certe cose sono ormai assodate
    E’ stato provato che chi è razzista non cambierà il suo comportamento e le sue idee anche se è costretto dal politicamente corretto a cambiare la parola da “negro” a “nero”, ecc… ecc….

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