Lioi: Attivare il Test per il Polimorfismo “IL28B” nell’infezione da Epatite C

Lioi, propone di attivare presso la Biologia molecolare un nuovissimo Test per il Poliformismi “IL28B”, utilissimo nella terapia dell’Epatite C.

L’opportunità di realizzare il Test, secondo Lioi, potrebbe attrarre nell’Ospedale di Eboli, molti pazienti sia per fare il test, sia per la cura delle Malattie Infettive. In Campania viene eseguito solo in qualche struttura ad alta specializzazione.

Giulio Tarro--Antonio Lioi

Giulio Tarro–Antonio Lioi

di Antonio Lioi
Biologo Molecolare
per (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – “Sabato mattina – ci scrive in una sua nota scentifica il Dottor Antonio Lioi, già direttore del Laboratorio di Analisi dell’Ospedale di Eboli e consulente in diverse strutture Sanitarie della Regione Campania per ultimo in alcuni Ospedali di Napoli – ho ricevuto una telefonata per una “richiesta aiuto”.

Negli ultimi anni della mia attività professionale mi sono interessato in particolare di organizzazione sanitaria e di Biologia Molecolare.

La realizzazione, nel 1995, di una Struttura Semplice di Biologia Molecolare nel Laboratorio di Analisi dell’ospedale “M.SS.Addolorata” di Eboli  è nata da una mia intuizione e dal supporto tecnico/logistico ed organizzativo del Direzione Sanitaria  retta all’epoca dal compianto dr. Massimo Majoli e dal dr. Antonio Giordano. I successi sono stati immediati anche perché all’epoca era l’unica struttura in Campania e Regioni vicinorie, ad effettuare tecniche di PCR applicate alla Virologia ed Immunologia,; ricordo una ricerca importantissima effettuata per tutti i Reparti di Malattie Infettive della Campania (Cotugno-Napoli, Caserta. Avellino, Benevento, Salerno, Nocera Inferiore,Vallo della Lucania ed Eboli) sulla Genotipizzazione dell ‘HCV presentata poi ad un convegni internazionale sull’HCV a Stoccolma. Questa esperienza poi è stata alla base della “chiamata” del DG – dr. Enzo Casalino – come consulente tecnico al AORN Cotugno di Napoli, specializzato in Malattie Infettive e ancora oggi a distanza di anni di tanto in tanto si fa riferimento anche alla mia persona associandola alla Biologia Molecolare.

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La richiesta di aiuto era per una paziente calabra che ha bisogno di un modernissimo esame che non trova dove eseguire ed il suggerimento datole è stato: provate con il dr. Antonio Lioi, Biologo Molecolare ad Eboli in Campania. Ma io sono in quiescenza e quindi ho potuto solo mettermi a disposizione per dare le informazioni necessarie. Ma mi sono posto un quesito: è possibile organizzare l’esecuzione di questo importantissimo Test nella Biologia Molecolare ebolitana?

Attualmente in Campania viene eseguito solo in qualche struttura ad alta specializzazione. Ma di cosa si sta parlando? Si parla dell’ analisi dei polimorfismi rs12979860 e rs8099917 del gene IL28B.

L’epatite C, causata dall’infezione da virus dell’epatite C (HCV), rappresenta la causa più comune di malattia epatica progressiva, cirrosi e carcinoma epatocellulare sia in Europa che in nord America. Circa il 50% dei soggetti con epatite C sviluppa infezione cronica. Attualmente la terapia raccomandata nelle epatiti C croniche consiste nel trattamento combinato con interferone (PEG-IFNα) e ribavirina (RBV) e, più recentemente con i DAA (Direct Acting Antiviral), tra i quali i farmaci antivirali della famiglia degli inibitori delle proteasi dell’HCV (telaprevir e boceprevir). Ma l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) stà per autorizzare tutta una nuova serie di farmaci fantastici (sofusbovir, simeprevir, daclatasavir, ombitasvir, paritapriv, ritonavir, dasabuvir)

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L’impostazione del regime terapeutico dipende da diverse variabili cliniche oltre che dalla viral load (carica virale: HCV-RNA quantitativo) e dal genotipo HCV(HCV-RNA genotipizzazione).

Due variazioni di una singola base del DNA umano (polimorfismi a singolo nucleotide o SNPs), localizzati a monte del gene IL28B codificante per un interferone di tipo III (Interleuchina 28B), sono associati ad una aumentata probabilità di ottenere risposta virologica sostenuta (SVR) dopo trattamento con PEG-INFα/RBV (Interferone pegilato con ribavirina) o clearance spontanea del virus in pazienti infetti con HCV genotipo 1. In particolare, si tratta del genotipo del DNA umano rs12979860 C/C e del genotipo del DNA umano rs8099917 T/T, che si trovano su di un braccio del cromosoma 19.

Poiché la terapia con INFα presenta importanti effetti collaterali e costi elevati, il test genetico di questi polimorfismi del gene IL28B risulta molto utile nell’individuare quei pazienti che hanno la maggiore probabilità di risposta e può quindi guidare il clinico nella definizione e della scelta  del regime terapeutico più appropriato.

Il test può essere effettuato in due modi dopo l’estrazione dell’ac.nucleico dal sangue del paziente (prelievo ematico in toto) si analizzano i polimorfismi rs12979860 e rs8099917 del gene IL28B  o con una PCR Real time o con una tecnica Reverse line blot basata sul principio dell’ibridazione inversa su striscia, in base alla quale sonde oligonucleotidiche allele-specifiche immobilizzate su strisce di nitrocellulosa ibridano con amplificati ottenuti mediante PCR multiplex con primers biotinilati delle regioni target del DNA.

Entrambe eseguibili nella Biologia Molecolare di Eboli diretta dalla dr.sa Rosanna Boccagna che si avvale della collaborazione della collega dr.sa Giovanna Pantone diventata in questi anni una molto esperta nelle tecniche di biologia molecolare.

Le apparecchiature ci sono per entrambe le tecniche, le professionalità ci sono, manca solo l’acquisto del kit (INTERLEUCHINA 28-B-Analisi genetica dei polimorfismi rs12979860 e rs8099917).

Sarebbe una cosa molto utile – conclude il dottor Antonio Lioipoter mettere a disposizione degli Infettivologi della Prov. di Salerno e non solo, questo test, a loro utilissimo per valutare gli effetti di una terapia e la sua predittività e potrà fornire una maggiore risposta terapeutica e una riduzione dell’evoluzione verso la cirrosi e l’epatocarcinoma. Se ne avvantaggerebbe anche il Reparto di Malattie Infettive di Eboli e l’Ospedale tutto, considerato che in attesa di sviluppi futuri della sanità ospedaliera della Valle del Sele, la cosà più intelligente da fare è rendere “attrattivi” Servizi e Reparti, per cui spero che in tempi ragionevolmente breve vengano forniti i kit necessari”.

Eboli, 26 gennaio 2015

6 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. OTTIMO DOTTORE, LA PREVENZIONE E’ SEMPRE L’ARMA MIGLIORE IN TUTTE LE PATOLOGIE, SPERO CHE L’APPELLO TROVI UN SEGUITO!

  2. Cari, sono lo Specialista infettivologo dell’Ospedale di Eboli, il dosaggio della IL28 aveva un razionale – non assoluto- nella terapia dela epatite HCV correlata che prevedeva l’utilizzo di Interferone. Tra breve dovrebbero essere a disposizione le cosiddette terapie IFN free, per cui tale metodica non riveste alcun valore. Piuttosto sarebbe utile dotarsi di un apparecchio, di utilizzo mandatario ai fini della terapia, il Fibroscan. Cordiali saluti
    Phd Giancarlo Giolitto, MD

    • Carissimo Giancarlo, condivido in parte il tuo gradito intervento, sia perché la richiesta del Test per il Polimorfismo “IL28B” nell’infezione da Epatite C, è “ancora” in costante aumento, anche perché sono rarissimi i centri che sono in grado di eseguirla, sia perché la sua predittività in caso trattamento PEG-INFα/RBV,per valutare una aumentata probabilità di ottenere risposta virologica sostenuta (SVR) dopo la citata terapia, come ovviamente tu sai.E’ vero che fra poco saranno a disposizione le terapie IFN free, ma i tempi sono lunghi, i centri dove questo sarò possibile sono RARISSIMI e quindi credo che il “tuo” reparto con la collaborazione della biologia ‘molecolare nel frattempo farebbero bene ad avere la possibilità di utilizzare questo test. Infatti ti allego la comunicazione dell’AIFA di fine anno 2014, sperando di essere stato di aiuto. Colgo l’occasione di salutarti fraternamente ed augurarti buon lavoro sapendo le difficoltà che le Malattie Infettive( e l’Ospedale tutto) ha per la carenza di pesonale.
      Attivazione programma di uso terapeutico della combinazione interferon free ABT-450/r-ombitasvir e dasabuvir di AbbVie
      27/10/2014
      Allo scopo di aumentare l’accesso alle terapie antiepatite C, l’Agenzia Italiana del Farmaco, facendo seguito a quanto già pubblicato circa l’uso terapeutico della combinazione interferon free ABT-450/r-ombitasvir e dasabuvir di AbbVie, comunica che tale uso terapeutico sarà inizialmente previsto per individui con infezione da HCV sostenuta da genotipo 1 intolleranti o non eleggibili ad una terapia con interferone che rientrino in una delle categorie di seguito definite:
      • Recidiva di epatite dopo trapianto di fegato (epatite fibrosante colestatica o epatite cronica con grado di fibrosi METAVIR F0-2);
      • Cirrosi compensata (Child-Turcotte-Pugh score A) in assenza di significative comorbidità;
      • Malattia epatica cronica con fibrosi di grado METAVIR F3 in pazienti non responsivi a duplice terapia (PegIFN+RIBA);
      • Epatite cronica con manifestazioni extra-epatiche HCV-correlate clinicamente rilevanti (es. sindrome crioglobulinemica sintomatica di grado moderato-severo o sindromi linfoproliferative), indipendentemente dal grado di fibrosi.
      Al fine di accelerare l’accesso alla terapia, sono stati individuati i centri clinici, omogeneamente distribuiti sul territorio nazionale (IN CAMPANIA IL COTUGNO e IL RUGGI D’ARAGONA di Salerno), presso cui il programma potrà essere attivato e i cui comitati etici hanno già approvato l’utilizzo compassionevole su base nominale di questa medesima combinazione terapeutica oppure nel contesto di sperimentazioni cliniche, già effettuate o in corso.

      Tali centri saranno contattati dalla Direzione Medica di AbbVie, per fornire istruzioni circa l’attivazione del processo di richiesta ed approvazione del protocollo e della terapia interferon-free da parte dei comitati etici nell’ambito di questo programma di uso terapeutico.

      Gli specialisti appartenenti a tali centri potranno procedere alla raccolta di più schede nominali da inviare, insieme alla documentazione amministrativa, al comitato etico competente, permettendo così un tempestivo processo deliberativo e, quindi, un rapido accesso dei pazienti alla terapia.

      I farmaci saranno forniti secondo quanto previsto dal DM 8 maggio 2003.

      Si ricorda che tale programma di uso terapeutico si aggiunge al programma di uso compassionevole su base nominale già attivato da parte di AbbVie. Tale accesso per uso nominale è aperto a tutti i pazienti, per le cui richieste di trattamento i centri non inclusi nella lista allegata potranno contattare la Direzione Medica di AbbVie srl.

  3. Caro Antonio quanto tu dici é corretto per i soggetti in Metavir F1 e F2, non dipende dal Genotipo (1, 2, 3, 4, 5 e 6) e/o sottotipo, mentre per gli F3 e gli F4 è obbligatorio il trattamento che prevede gli antivirali di III generazione: Anche quando é previsto l’utilizzo di IFN con i nuovi farmaci non é importante la genotipia IL28, giacché la SVR non dipende da essa. Inoltre, per quanto riguarda la Regione Campania, nulla é stato ancora deciso.
    Giancarlo
    PS: in ogni caso nella terapia classica PEG-IFN + Riba ti sentiresti di escludere qualche pz in in base alla genotipia IL28?

    • Giancarlo, nell’ambito delle scelte terapeutiche NON MI PERMETTO DI FARE NESSUNA CONSIDERAZIONE, ma in ambito diagnostico ritengo che E’ UTILE la ricerca degli omozigoti CC e TT e l’eterozigosi CT. L’utilità del test come ben sai non la decide il Biologo Molecolare che invece è un sopporto tecnico dell’Infettivologo in questo come in altri casi. Sono stato interpellato sul come effettuare questo test,dalla CALABRIA, perché un infettivologo di chiara fama ne aveva richiesto l’esecuzione (insieme al FIBROSCAN) dell’ IL28B, mi sembrava e credo che sia così, che poter garantire questo test ad Eboli, poteva evitare la “migrazione” di pazienti verso il napoletano ( leggi Cotugno) o a Salerno (Ruggi)( ove fra pochi giorni attiveranno il test)aiutando così anche le Malattie Infettive ebolitane la cui esistenza viene messa sistematicamente in discussione, avendo anche acquisito sia la disponibilità della Biologia Molecolare, sia del D.S. (dr.Calagrese)del Presidio di Eboli, sia della ditta NLM produttrice del kit.

  4. In ogni caso, senza Fibroscan (che al momento a Salerno si fa solo all’Universitá, come struttura pubblica), e senza le “nuove terapie” le “migrazioni” – come giá avviene: ti garantisco – sono assicurate!!!

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