Parità di Genere in Giunta a Battipaglia: Cecilia Francese esulta. E’ una vittoria?

La Commissione Straordinaria del Comune di Battipaglia ha modificato lo Statuto comunale affermando l’obbligo della Parità di genere nella Giunta.

Cecilia Francese (Etica per il Buon Governo) esulta e rivendica la battaglia ostacolata dalla Amministrazione Santomauro: “Pari opportunita’………ci volevano i commissari?”. E’ un successo o una limitazione la parità ottenuta per Legge?

Cecilia Francese

Cecilia Francese

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – «Etica per il Buon Governo – Il Movimento politico fondato da Cecilia Francese con una nota politica – saluta come un fatto di grandissima importanza la decisione assunta dalla Commissione Straordinaria, che oggi regge le sorti del Comune di Battipaglia, di modificare l’articolo 46 dello Statuto Comunale recependo il principio delle Pari Opportunità ed affermando l’obbligo della presenza di entrambi i sessi nella Giunta Comunale.

E’ una decisione che ha posto fine ad un periodo di “oscurantismo” innazitutto culturale e poi politico che ha caratterizzato chi ha governato Battipaglia negli ultimi anni persino in violazione della normativa vigente.

Con la legge n° 215 del 23/11/2012 il Parlamento Italiano ha stabilito che nelle Giunta degli enti locali (e non solo nelle Giunta) fossero presenti sia uomini che donne, demandando agli Enti Locali il compito di adeguare in tal senso i propri Statuti.

Picone-Ferrara-Iorio

Picone-Ferrara-Iorio

Il Movimento di Etica, già prima della approvazione della legge, aveva provato a sollevare, senza ricevere risposta, alla maggioranza a guida Santomauro la questione della parità di genere nella composizione della Giunta.

Il nostro Movimento risollevò la questione, dopo l’approvazione della legge, e ponendosi a sostegno della proposta di modifica dello Statuto presentata dalla Consulta Comunale delle pari opportunità.

La proposta della Consulta – spiega Cecilia Franceseprevedeva di modificare lo Statuto “garantendo nella Giunta Comunale la presenza paritaria di uomini e donne“. Ma neanche il fatto che fosse la Consulta ad avanzare quella proposta fu sufficiente a scalfire il “maschilismo” marcato di cui quella maggioranza era portatrice. Il Consiglio si trovò, quindi, a discutere su una proposta “minimalista” presentata da esponenti del PD che prevedeva la “garanzia di presenza di ambo i sessi nella Giunta Comunale“, senza specificare le percentuali. Neanche questa soluzione riusciva, però a trovare il consenso di tutta la maggioranza.

donne carcerate

donne carcerate

Per cui, fino alla delibera assunta dalla Commissione Straordinaria, lo Statuto del Comune di Battipaglia, in violazione alla legge, ha continuato a prevedere che fosse il Sindaco (bontà sua!) a decidere se le donne potessero o meno fare parte della “sua” Giunta Comunale.

Finalmente una altra vergognosa pagina della epoca Santomauro è stata rimossa.

La amarezza sta tutta, ancora una volta, in poche domande su cui forse in tanti dovrebbero riflettere: “Ci voleva la Commissione Straordinaria, per affermare nello Statuto comunale e rendere, quindi, operativo un principio riconosciuto in tutti i paesi democratici ed evidente “cartina di tornasole” del livello di crescita civile e culturale di una comunità, quale quello della parità di genere? ci voleva la Commissione Straordinaria per ricondurre la nostra città nel rispetto della legge?

Anche su questa vicenda, così come su tante altre di questi ultimi mesi, leggiamo una durissima sconfitta della vecchia politica cittadina. – conclude Cecilia Francese leader di Etica per il Buongoverno – Forse è giunto il momento di cambiare!»

berlusconi_donne-parlamentari

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Bene fa come donna Cecilia Francese ad esultare, per una conquista che doveva essere patrimonio morale ed etico della società civile e democratica, e che oggettivamente  stabilita per legge conferma la sconfitta di un qualsiasi avanzamento. Quindi da una parte bene e dall’altra male. Si può mai pensare di risolvere il problema della partecipazione egualitaria di genere regolamentandola per Legge?

La politica come il crimine non è donna, e potremmo magari estendere questo concetto ad altri settori di impegno civile ed economico, e non basterà nessuna legge che consentirà un eguale impegno se non attraverso la consapevolezza delle proprie potenzialità e del proprio valore  che ogni singola donna deve dimostrare.

Pertanto solo prendendo ad esame il crimine, ebbene a fronte dei dei 64.323 i detenuti reclusi, nei 205 istituti di pena italiani, comprendendo nel totale anche quelli in semilibertà, dai dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) all’ottobre 2013: 22.770 non sono italiani; la componente femminile è di 2.821 unità, pari al 4,3% del totale della popolazione carceraria, di cui 1.102 straniere ovvero; si comprende come è assurdo cercare di apreggiare determinati conti.

renzi-napolitano-e-le-otto-ministre

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Allo stesso modo, indipendentemente dal punto di vista della Francese, in politica non è che cambia molto e ricordiamo, prendendo solo ad esempio il Parlamento italiano che:

  • al SENATO le Elette Senatrici sono 86 su 315, pari al 27,3%. Nella precedente legislatura erano il 18,7% con unaumento del 46%;
  • alla CAMERA, le Elette Deputate sono 198 su 630, pari al 31,4%. Nella precedente legislatura erano il  21,3% con un aumento del 33,33%.

Introducendo la Legge che contempla la parità di genere, seguendo le inclinazioni naturali delle donne risulta che siano ampiamente favorite non le donne in generale ma una sparuta minoranza che in ogni caso seguendo le abitudini italiote sono molto appartenenti a parentele varie: mogli, figlie, fidanzate, amanti o semplicemente amiche, che come nel caso della legge che nomina i Parlamentari arrivano a sedersi al Senato o alla Camera senza passare nemmeno per il corpo elettorale.

39donneallacamera

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E’ parità questa? Immaginiamo se si dovesse applicare obbligatoriamente anche per le donne carcerate, dovremmo obbligare molte di loro a commettere un crimine per pareggiare i conti. Ci arriverà mai una casalinga appassionata di politica al Parlamento?

La vicenda è molto pià complessa e nella storia degli uomini e delle donne, in tempi non sospetti donne straordinarie si sono affermate non per imposizione, ma per le loro capacità e il loro valore, sia nel mondo della Politica che in tutti gli altri settori della società e mi risparmio di fare l’elenco che invero mortificherebbe quella che oggi sembra una conquista.

Cecilia Francese è una donna che nel suo campo si è affermata non per legge ma per valore e per bravura, sarebbe stata la stessa cosa se il successo le fosse stato attribuito per legge pensanfìdo ad uno stupido equilibrio tra sessi? E se per caso si volesse pensare all’equilibrio, per esempio anche nella scuola dove si registra l’80% della presenza femminile, che dovremmo fare le dovremmo licenziare per equilibrare il genere?

Battipaglia, 10 aprile 2015

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Nelle amministrazioni pubbliche italiane le donne sono spesso una minoranza o sono del tutto assenti, come nelle ultime giunte di Battipaglia.
    Il motivo è spesso la subcultura che, nella nostra città, voleva che il sindaco decidesse la presenza o meno delle donne in giunta, o che mantenesse per sè la presidenza della commissione pari opportunità (quando tutte le altre commissioni nominavano autonomamente il proprio presidente). Lo stesso sindaco che poi scambiava la casa comunale per una casa di piacere.

    Di fronte a questa misoginia, da sempre combattuta da Cecilia, unica rappresentante femminile nell’ultimo consiglio comunale, che ha subito in prima persona maschiliste offese anche personali, neanche la legge italiana, che già allora imponeva le “quote rosa”, portò alla dovuta modifica dello Statuto, grazie a infiniti rinvii e mancanze del numero legale.

    Poniamoci una domanda: se ci fosse stata una più nutrita rappresentanza femminile nell’amministrazione di Battipaglia, davvero la presidenza della commissione pari opportunità sarebbe rimasta in mano al sindaco, o si sarebbe rimandato all’infinito il recepimento della legge sulla composizione della giunta?

    Oggi una nuova legge rafforza le quote rosa e a Battipaglia la commissione non fa altro che applicare, né più né meno, quello che dice la legge.
    Le quote rosa sono un bene perché avvicinano le donne alla politica? Sono un male perché travalicano il merito, che non è prerogativa delle donne quanto non lo è degli uomini?
    Qualunque sia la risposta, le quote rosa oggi sono una strada affinché la politica si avvicini di più alle donne e, soprattutto, affinché le donne si interessino di più di politica.
    Questa sì, è una vittoria. Non solo per Cecilia, non solo per Etica per il Buon Governo, ma per la collettività.

    Aspetto il giorno in cui non ci sarà più bisogno di quote rosa e queste saranno abolite, perché il sistema avrà trovato un proprio equilibrio riconoscendo spontaneamente a ciascun politico, uomo o donna che sia, il proprio merito, come già avviene in altri Paesi. Ma fino ad allora non vedo altri modi per limitare il maschilismo che ha caratterizzato l’ultima amministrazione.

  2. Sono cittadino ebolitano ma voglio fare un commento che prescinde da questo. Se io fossi una donna mi vergognerei di essere considerata alla stregua di un diversamente abile o di altre categorie privilegiate . Esiste un principio costituzionale che dice che i cittadini sono uguali senza distinzione di sesso etc. . Molte donne rivendicano la parità o il privilegio a seconda della convenienza del momento.

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