Influenza 2015/2016: Vaccino “SI”, Vaccino “NO”?

Continua la campagna d’informazione sull’utilità dei vaccini, da parte dell’Associazione spontanea delle mamme di Eboli.

Influenza 2015/2016 Vaccino “SI”, Vaccino “NO”? L’utilità o meno di vaccinarsi. Intanto secondo i virologi, nelle prossime settimane quattro/cinque milioni di italiani ne saranno colpiti e saranno allettati: Tra questi bambini e anziani soprattutto.

vaccino-bambini

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Scrive la Presidentessa dell’Associazione spontanea delle Mamme in difesa dell’Ospedale di Eboli Anna Moccaldi continuando la campagna di sensibilizazione e di informazione sulla utilità dei vaccini rispetto all’influenza 2015/2016: «L’influenza 2015, arriverà nelle prossime settimane e secondo i virologi, costringerà a letto circa 4 milioni e mezzo-cinque milioni di italiani, ma se sommiamo anche le “simil-influenze” pur non essendo causate dai virus influenzali, ma che comunque provocano danni all’organismo quasi uguali all’originale avremo un totale di circa 8 milioni di casi.

I bersagli preferiti dall’influenza – avverte Anna Moccaldisaranno naturalmente i bambini, specialmente nei primissimi anni di vita e gli  anziani, A causa della generale riduzione delle difese immunitarie che tipicamente si verifica con l’invecchiamento, le persone con più di 65 anni e, soprattutto, i “grandi anziani” (>75 anni) sono mediamente esposti a un maggior rischio di contrarre l’influenza e altre malattie infettive, andando anche più facilmente incontro a complicanze severe (in particolare, polmonite). Ciò è vero soprattutto se si tratta di persone che già presentano patologie croniche di tipo respiratorio (come asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva) o cardiovascolare (insufficienza cardiaca, malattia coronarica, ecc.), diabete, malattie del sangue, insufficienza renale o epatica.

Anna Moccaldi

Anna Moccaldi

I sintomi – continua – saranno quelli tipici ovvero la presenza di febbre (spesso accompagnata da brividi), tosse, raffreddore, mal di gola, dolori muscolari, cefalea, dolori alle articolazioni e malessere generale, calo dell’appetito. Ancora difficile prevedere il picco dell’influenza, anche perchè questo dipenderà molto dal calo delle temperature, soprattutto se si tratta di una diminuzione stabile, che dura per diversi giorni: indicativamente, l’influenza di questo inverno potrebbe anche rovinarci le vacanze di Natale e di Capodanno, ma potrebbe ritardare fino alla fine di gennaio come accadde lo scorso anno.

Il vaccino – prosegue la Moccaldi – sarà disponibile a partire dalla fine del mese di ottobre, ma è il caso di farlo? Gli specialisti  smentiscono il luogo comune secondo cui il vaccino faccia male: al contrario, viene considerato come l’unico mezzo davvero efficace e sicuro contro l’influenza. Quindi- la risposta  è VACCINO SI ! Non produce effetti collaterali se non qualche sporadico malessere temporaneo che può verificarsi  SOLO in alcuni soggetti. Va ricordato che, per diventare efficace, il vaccino ha bisogno di circa due settimane con una copertura che dura dai sei agli otto mesi.

VACCINO ANZIANI

VACCINO ANZIANI

La vaccinazione delle persone a rischio – aggiunge ancora con dovizia di particolari – permette la prevenzione dell’alta frequenza di complicazioni e di ricoveri riducendoli del 70-80 per cento. L’obiettivo primario della vaccinazione restano gli anziani e gli altri gruppi a rischio, più suscettibili all’infezione e nei quali più frequenti sono le complicazioni. Ma ricordiamo che la vaccinazione è utile anche per tutti gli altri, anche se non hanno un rischio di incorrere nelle complicanze importanti di questa malattia. L’influenza, costringe a stare a letto per alcuni giorni con febbre e altri disturbi.

Questo comporta – conclude l’informativa della Presidentessa delle Mamme Anna Moccaldil’interruzione delle attività quotidiane come andare a scuola o al lavoro. In questo caso la vaccinazione negli adulti sani riduce gli episodi di malattie delle vie aeree superiori, i giorni lavorativi perduti e le visite per malattie respiratorie da parte dei medici di famiglia. Oltre a difendere l’individuo dall’attacco del virus, serve anche per bloccare la sua circolazione e quindi la diffusione del virus

Eboli, 28 ottobre 2015

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