Cecilia Francese: Il Trasporto scolastico fondamento del Diritto allo studio

Il Trasporto scolastico, per la leader di Etica per il Buongoverno Cecilia Francese è come fondamento del Diritto allo studio.

La decisione della Commissione Straordinaria sulle tariffe, le modalità, il rimborso trimestrale e quella di essere in regola con il pagamento di tasse e tributi, rispetto al servizio di Trasporto scolastico lasciano perplessi.

Trasporto scolastico EAC Battipaglia

Trasporto scolastico EAC Battipaglia

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – «Il trasporto scolastico – si legge in una lunghissima nota di Etica per il Buongoverno, il Movimento politico fondato da Cecilia Franceseè uno degli elementi fondamentali per garantire il diritto allo studio, per questo le scelte operate su questo terreno dalla Commissione Straordinaria che governa il Comune di Battipaglia con le delibere n°113 del 30/7/2015tariffe del servizio del trasporto scolastico in base alle fasce di reddito  – e n°  150 del 25/9/2015- modalità del servizio e  di accesso alle tariffe differenziate -, ci lasciano forti perplessità.

A nostro parere, – si fa rilevare nella nota e non si può non cindividerne le motivazioni che adducono Etica per il Buongoverno e Cecilia Franceseesse generano forti rischi di discriminazione fra i fruitori di tale servizio e colpiscono ulteriormente le famiglie in difficoltà! In particolare, è nella delibera 150 che ci sono i presupposti di discriminazioni ingiustificate ed essa determina il rischio di privare del servizio un numero sempre crescente di famiglie, soprattutto quelle in difficoltà economiche.

Trasporto scolastico EAC Battipaglia

Trasporto scolastico EAC Battipaglia

Con quella delibera infatti – si prosegue – si stabilisce che chi usufruisce del trasporto comunale acquista il blocchetto mensilmente pagando in base alle fasce di reddito, mentre chi abita in zone non servite, deve fare ricorso al servizio di linea assicurato dalla società EAC.

Poiché il Comune non ha rinnovato la convenzione con tale ditta, – si fa rilevare – dovrà pagare per intero l’abbonamento e poi chiedere al Comune il rimborso rapportato alla fascia di reddito di appartenenza. Il rimborso è, però, previsto ogni tre mesi.

Un cittadino quindi – e quì si giunge all’assurdo – deve anticipare per intero 30 euro al mese per 3 mesi (90 Euro) e poi chiedere il rimborso della parte eccedente l’aliquota dovuta in base alla propria fascia di reddito. Se i figli sono due, quindi,  il cittadino dovrà partecipare 180 euro e poi chiedere il rimborso.

Il primo interrogativo e conseguentemente:

  • Perchè il rimborso non può avvenire mensilmente?
  • Perchè il cittadino che abita in zone servite solo dal trasporto di linea deve subire tale discriminazione, rispetto a chi può usufruire del trasporto comunale che paga, e quindi usufruisce delle fasce di reddito, mensilmente?

Nella delibera 150 si legge, ancora, che il cittadino per poter chiedere il rimborso deve dimostrare di avere l’abbonamento ” a decorrere dal mese di settembre”.

Qui sorge un secondo interrogativo:

Cecilia Francese

Cecilia Francese

  • Perchè chi usufruisce del servizio di linea dovrebbe fare un abbonamento a partire da settembre per poter accedere al riborso?
  • Perchè non gli può essere rimborsata la somma dovuta se vuole fare l’abbonamento per il solo mese di ottobre, o di novembre, come invece è nella facoltà di chi utilizza, i Pullman comunali, il quale può decidere di comprare il blocchetto solo per un mese o solo per due mesi?

La  delibera 150 prevede, infine, – aggiunge Etica – che per potere accedere al rimborso il cittadino deve dimostrare di essere in regola con il pagamento dei tributi locali. In linea di principio questo ci sembra giusto. La lotta all’evasione ed all’elusione fiscale è indispensabile per risanare le casse comunali.

Tuttavia, – per Cecilia Francese e il suo movimento – di fronte ad una crisi economica che morde sempre di più le famiglie, soprattutto nel mezzogiorno d’Italia, e con la tassazione comunale alle stelle, a Battipaglia ha raggiunto la cifra annua di euro 517,01 per abitante, che peggiora ulteriormente la situazione finanziaria delle famiglie, sempre maggiore è il numero delle famiglie che non riescono a fronteggiare tale onere.

Chiedere alle famiglie in difficoltà, in sede di rimborso, di dimostrare di essere in regola con il pagamento dei tributi significa correre il rischio di tenere fuori dal trasporto scolastico un gran numero di esse, soprattutto quelle in difficoltà, che sarebbero penalizzate due volte. Una prima volta dalla tassazione insopportabile; una seconda volta perché a fronte di tale situazione si perde anche il servizio di trasporto scolastico.

Per evitare questo noi riteniamo che occorra riconoscere al cittadino la possibilità di rateizzare la propria situazione debitoria nei confronti del Comune e che si debba chiedere, pertanto, in sede di rimborso della tariffe del trasporto scolastico o di rilascio dell’abbonamento ridotto, di dimostrare di essere in regola col pagamento delle rate di rientro  dal debito.

E’ nel rispetto della tempistica del rientro dal debito che, a nostro avviso, si manifesta la attendibilità del debitore del Comune troppe volte in difficoltà nel pagamento delle tasse comunali per cause non dipendenti dalla sua volontà. Inoltre, crediamo che la lotta all’evasione e all’elusione fiscale debba concentrare la sua attenzione su altri fronti e non sulle famiglie in difficoltà!

Queste questioni  – concludono Etica per il Buongoverno e Cecilia Francesediscusse in diversi incontri coi cittadini di Serroni Alto ci hanno portato ad una Istanza popolare rivolta alla Commissione straordinaria, di modifica della delibera 150/2015, che in queste ore sta acquisendo le firme dei cittadini per essere depositata entro il mese di novembre, nella convinzione di una positiva valutazione da parte dei commissari.»

Battipaglia, 9 novembre 2015

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