L’UNDP chiama Francesca Del Mese a supporto del Programma di Sviluppo del Turkmenistan

L’UNDP chiama Francesca Del Mese ad esprime il suo parere a supporto della preparazione del documento “Common Core” del Turkmenistan.

Con Francesca Del Mese di origini salernitane, consulente per il progetto dell’UNDP, con 17 anni di esperienza internazionali nelle aree più difficili del Mondo, le interrelazioni “parlano” italiano, campano, salernitano, ebolitano.

Francesca Del Mese

Francesca Del Mese

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

ASGABAT (TURKMENISTAN) – Il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) con la sua rete globale di sviluppo lavora in 177 paesi e i relativi territori, offre una prospettiva globale e una visione locale per aiutare e potenziare la vita nei singoli Paesi che interessano il programma, allo scopo di costruire nazioni forti, che siano in grado di resistere a crisi profonde interne, ed internazionali, ma anche per costruire le premesse per perseguire l’unità interna e potenziare le cooperazioni internazionali, oltre a sostenere la crescita, tutte condizioni che mirano a migliorare la qualità della vita per tutti, perseguendo un obiettivo che si può riassumere solo  nell’approccio centrato sulla potenzialitò della persona e dello “sviluppo umano“.

Condizioni però che devono necessariamente uniformarsi alle culture e alle politiche di area, oltre che fare attenzione ai rapporti interni spesso difficili. Per questo le Nazioni Unite perchè l’UNDP, il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, possa raggiungere i suoi obiettivi, ha chiesto una opinione a degli esperti per sostenere la preparazione del Documento “Common Core” del Turkmenistan, tra questi alla Dott.ssa Francesca Del Mese, consulente per il progetto dell’UNDP di sostegno “Sviluppo della capacità giuridica e di meccanismi istituzionali” implementato dal 2015.

UNDP-Francesca Del Mese

UNDP-Francesca Del Mese

Con Francesca Del Mese di origini italiane, consulente per il progetto dell’UNDP, con 17 anni di esperienza internazionali nelle aree più difficili del Mondo, le interrelazioni “parlano” italiano, campano, salernitano, ebolitano. Si perchè Francesca Del Mese sebbene è nata in Inghilterra suo padre Gabriele Del Mese, uno degli Ingegneri più bravi e più famosi del Mondo, che ha legato il suo nome alle strutture più complicate ed avveniristiche del Mondo, opere che sono già nei libri di storia e nei manuali di architettura e di ingegneria di tutto il Mondo, anche lui come tanti è un immigrato Italiano, ed è nato a Eboli e tutt’ora pur vivendo in Toscana e lavorando tra Milano e Londra, conserva il sua domicilio nel Centro storico di Eboli, confermando il suo legame con la Città, legame che ha trasmesso anche a Francesca Del Mese che abitualmente frequenta per le sue vacanze.

La Dott.ssa Del Mese è un barrister internazionale con 17 anni di esperienza in tutte le aree più difficili del Mondo, specializzata nella creazione di capacità delle istituzioni nazionali per i diritti umani e la garanzia il rispetto dei meccanismi di controllo di cui al trattato delle Nazioni Unite, la quale nell’intervista quì di seguito ha fornito il suo parere.

UNDP: Qual è il Common Core Document e perché è importante per il Turkmenistan?

Francesca Del Mese: A livello internazionale, ci sono una serie di Comitati delle Nazioni Unite che il controllo dell’attuazione dei trattati delle Nazioni Unite sui diritti umani. Ogni Convenzione ONU / trattato ha un comitato collegato ad esso, ad esempio, il Comitato per la Convenzione per la prevenzione della tortura, che si compone di esperti specializzati nella materia oggetto del trattato. Ogni paese che ha firmato tale convenzione dovrebbe riferire al Comitato che periodicamente, di norma ogni quattro anni. Questo è noto come il ‘ciclo di relazioni’. I paesi sono obbligati a scrivere relazioni individuali per ciascuno dei Comitati, che vanno in profondità su come il paese sta attuando specifici articoli del trattato. Il Common Core Document è una relazione generale che il Turkmenistan sottoporrà a tutti i Comitati, in quanto parla del contesto geografico, politico, economico, religioso, culturale e giuridico del paese. E ‘quindi una parte di una trasmissione parte due, e importante perché racconta il mondo come il Turkmenistan è governato. In sostanza, si tratta di un’opportunità per i paesi per raccontare il resto del mondo sulle loro forze e capacità, così come le aree che richiedono maggiore attenzione e il rafforzamento.

UNDP: Lei ha lavorato in molti paesi del mondo l’assistenza nella preparazione di vari documenti sui diritti umani. Potrebbe commentare le pratiche di segnalazione agli organismi delle Nazioni Unite?

Del Mese: Qualcosa che è molto comune su tutta la linea è la tardiva presentazione delle relazioni da parte dei paesi. Questo può essere per molti motivi, in gran parte a causa della mancanza di capacità e di risorse nel paese interessato. Ci sono stati enormi sforzi da parte della comunità internazionale negli ultimi anni per lavorare insieme ai paesi per garantire la comunicazione tempestiva. La maggior parte dei paesi sono molto ricettivi a questo e hanno notevolmente migliorato i tempi dei loro cicli di reporting. Va inoltre ricordato che, anche se ogni paese ha l’obbligo di riferire alle commissioni competenti se sono uno dei firmatari di una convenzione specifica, il processo non è giudiziario. I paesi non dovrebbero quindi vederlo come una procedura combattiva, ma piuttosto un mezzo esplorativo e costruttivo da cui possono assicurare che rispettino i diritti umani, sia in linea con i loro obblighi e delle norme internazionali.

UNDP: Quali aree di promozione e protezione dei diritti umani sono importanti per i paesi in via di sviluppo?

Del Mese: L’ONU dice che tutti i diritti umani sono interdipendenti e indivisibili. Ciò significa che i paesi non dovrebbero concentrarsi su un diritto umano a scapito degli altri. Ad esempio, se non c’è diritto allo studio, quindi il diritto al lavoro è anche compromessa. Allo stesso modo, se viene violato il diritto alla libertà di religione, poi il diritto alla libertà di riunione sarà influenzato. Quindi la responsabilità degli Stati di mantenere e garantire che i diritti umani sono realizzate è un processo complesso e interdipendente. I paesi in via di sviluppo hanno un numero di esigenze che dovrebbero essere affrontate, anche se è difficile e controverso di definire una gerarchia. Ogni contesto è diverso, tuttavia, ci sono alcune priorità di base. Negli Stati fragili dove c’è un conflitto, anche il diritto più fondamentale – il diritto alla vita, è violata, mentre in Stati che non si verificano conflitti, ma sono comunque in via di sviluppo, può essere importante per concentrarsi sullo sviluppo economico, come un mezzo attraverso il quale la gente di qualità generale della vita può essere migliorata. Questi tipi di problemi devono essere esplorati per ogni paese e di cui piani d’azione nazionali, facendo in modo che nessun settore dei diritti umani è trascurato. In termini di sviluppo quali segnali, ci sono una serie di indicatori che è possibile fare riferimento. UNDP ha un indice di sviluppo umano, che prende in esame questioni quali la speranza di vita, mortalità infantile e istruzione, ecc Questo dà una buona idea di come ogni paese sta facendo dal punto di vista dello sviluppo, e dimostra il legame tra povertà e sottosviluppo e degrado dei diritti umani. Ci sono anche altri indicatori come l’Istituto di statistica dell’UNESCO, e la banca dati della Banca Mondiale, entrambi i quali è possibile accedere on-line. Inoltre, molti paesi hanno i loro servizi statistici e hanno effettuato censimenti, che possono dare una buona idea su temi come l’alfabetizzazione, le concentrazioni di popolazioni, distribuzioni di genere ecc Queste cifre possono informare le politiche e le strategie per i diritti umani iniziative di sviluppo.

UNDP: Cosa succede ai rapporti sui diritti umani presentate dal governo?

Del Mese: I rapporti sono presentati ai singoli dei Comitati, come ho descritto sopra. Quindi il Comitato esamina il rapporto, e pone domande per il paese, altrimenti noto come un ‘Elenco dei problemi’. Il paese ha quindi a rispondere a queste domande specifiche, dopo di che c’è un incontro a New York o Ginevra, in cui una delegazione del paese in questione è presente e vi è un dialogo tra loro e il Comitato per le questioni rilevanti. Infine ci sono ciò che è noto come “Osservazioni conclusive” pubblicati dal Comitato, che indicano i passi positivi che il paese ha preso in materia di diritti umani, così come raccomandazioni per il miglioramento. Si spera che ogni paese lavorerà su queste raccomandazioni specifiche in modo che al momento del prossimo ciclo di relazioni, ci sarà stato qualche progresso positivo in quelle zone.

UNDP: Chi è il relatore speciale sui diritti umani e quale sia il suo ruolo?

Del Mese: Ci sono un certo numero di relatori speciali dell’ONU in materia di diritti umani. Il loro compito è quello di indagare, monitorare e consigliare soluzioni per varie denunce per i diritti umani. Potrebbero essere visti come essere un ambasciatore per il rilascio che essi rappresentano, e come tali sono essenziali nel mettere in luce le preoccupazioni che devono essere affrontate.

UNDP: Come standard dei diritti umani riferiscono al processo di programmazione dello sviluppo?

Del Mese: I diritti umani non sono un problema a sé stante che può essere compartimentato da altre misure di capacity building. Essi sono endemiche al benessere dei paesi e, pertanto, dovrebbe essere integrato in tutte le politiche ei processi programmatici. Non si tratta neppure di un lusso che dovrebbe essere realizzata solo nei paesi sviluppati. Molti paesi, compresi quelli che soffrono di povertà estrema, hanno sottoscritto convenzioni per i diritti umani delle Nazioni Unite, nel senso che hanno l’obbligo di garantire questi diritti sono realizzati nell’ambito della loro giurisdizione. Naturalmente, i paesi avranno bisogno di assistenza, e questo è esattamente ciò che l’Onu sta facendo attraverso i loro vari programmi. Inoltre, difendere i diritti umani non è un concetto ‘occidentali’ ordita da alcuni paesi d’élite. Il sistema delle Nazioni Unite è rappresentato a livello globale, e tutti gli Stati membri hanno la possibilità di modellare, formulare e discutere le convenzioni sui diritti umani e politiche, a prescindere dalla demografia culturali o etici all’interno del paese. Per questo motivo è indispensabile che l’UNDP realizza i suoi progetti per i diritti umani, in modo che possa lavorare insieme ai rispettivi governi per aiutare a raggiungere i gli standard internazionali in materia di rispetto dei diritti umani.

Aşgabat (Turkmenistan), 11 dicembre 2015

 

6 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Ancorchè non ebolitana ma con sangue eburino nelle vene, tutto questo mi inorgoglisce e mi porta a convincermi sempre di più che la nostra città ha delle potenzialità enormi, spesso inespresse. Ci sono giovani talentuosi o grandi professionisti che la politica ha IL DOVERE di far emergere e dar loro la possibilità di potersi esprimere. L’intera comunità ne trarrebbe certamente giovamento spezzando una volta e per tutte la logica che ha sempre caratterizzato questa città: i mediocri a dettar legge trascinando verso il basso i miglior. Massimo auguri per tua nipote nella speranza che tuo fratello, un giorno, deciderà di ritornare per sempre ad Eboli a dare dignità e luce a questa città … che ne ha tanto bisogno!

  2. Un encomio vale a tutta la sua ebolitana famiglia,oltre che è un onore come italiano avere una personalitaà di tanto spessore ai vertici ONU.
    Invero la dottoressa Francesca, un quinquennio addietro avrebbe dovuto tenere un breve corso nel Istituto Comprensivo M.Ripa, una full immersion di diritto internazionale umanitario, ma poi per improrogabili impegni istituzionali tale corso fu accantonat,
    Sarebbe cosa gradita che un giorno magari non lontano ella tornasse nel suol dei suoi avi a tenerne una conferenza in tale campo, la lancio come una proposta propositiva…

  3. Complimenti a Francesca Del Mese per i suoi coraggiosi impegni e complimenti a tutta la Famiglia Del Mese, indubbiamente straordinaria.
    Una famiglia i cui componenti, tutti intelligentissimi, eccellono in tutti i campi e soprattutto estremamebte modesti.
    Complimenti.Veramente bravi.

  4. Brava Francesca e bravi i Del Mese. Bravo il Papà Gabriele e bravo anche allo zio Massimo. AUGURI

  5. complimenti

  6. Complimenti vivissimi alla dott.ssa Francesca. Un’altra Del Mese che si fa onore nel mondo! Un’altra figlia di Eboli. Un’altra italiana che illustra la nostra Patria. Per me è come una metaforica nipotina che riempie il mio cuore di gioa.

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