Cecilia Francese interroga i Commissari sull’alluvione del Tusciano del 2014

Cecilia Francese presenta con un’interrogazione-denuncia popolare alla Commissione straordinaria sull’alluvione del Tusciano del 2014.

La Candidata Sindaco del centrodestra a fianco dei cittadini di via De Crescenzo, via Clarizia e del Parroco Mon. Marcello De Maio, colpiti dall’alluvione del 22 settembre 2014 del fiume Tusciano.

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da (POLITICAdeMENTE) il Blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA. Restano interdetti al pubblico, ormai dal 26 settembre 2014, i locali al piano terra della parrocchia Maria Santissima del Carmine di via G. Clarizia nel quartiere Stella di Battipaglia dopo l’esondazione del fiume Tusciano che avvenne in quella circostanza. Al parroco monsignor Marcello De Maio è impedito, con un’ordinanza emessa dalla Commissione Straordinaria, di utilizzare i locali. I fatti si riferiscono all’alluvione che causò numerosi danni nella zona il 22 settembre del 2014. In quella circostanza non soltanto i locali della parrocchia furono interdetti all’uso, ma anche i piani interrati di due fabbricato di via A. De Crescenzo. Ora Etica per il Buon Governo, attraverso la candidata a sindaco Cecilia Francese, ha deciso di presentare una interrogazione popolare alla Commissione Straordinaria del Comune di Battipaglia guidata da Gerlando Iorio, Ada Ferrara e Carlo Picone.

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«Chiediamo spiegazioni ai Commissari – tuona Cecilia Francese -. E’ passato poco più di un anno e qualche mese e ancora nessun intervento è stato effettuato per la sicurezza dei cittadini di Battipaglia. Tra l’altro i locali della parrocchia, in particolare, sono stati interdetti e ai cittadini, non solo del quartiere, è impedito portare avanti attività di aggregazione sociale che si volgevano».

I locali della parrocchia furono interdetti con la motivazione inserita nell’ordinanza “fino a quando non vengano ristabilite le condizioni di sicurezza venute meno a seguito della scarsa sagomatura della linea fluviale ed a causa del riempimento del letto del fiume con detriti litoidi, sabbie e limi, trascinati dall’evento calamitoso”.

«Il problema è che in più riprese il maltempo ha creato ulteriori precipitazioni, in particolare il 4 e 5 dicembre 2014 senza che nessun danno o esondazione del fiume Tusciano è avvenuta – continua la candidata a sindaco di Etica -. Ben più importanti sono state, infatti, le precipitazioni di quei giorni».

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Il 4 dicembre 2014 e 5 dicembre 2014, infatti, furono registrate precipitazioni pari rispettivamente a 50,8 millimetri e 34,4 millimetri contro i 2,6 millimetri del 22 settembre 2014 (dati estratti dal dito della protezione civile della Regione Campania – dati storici valori pluviometrici: http:/centrofunzionale.regione).

«Chiediamo ai Commissari quali interventi sono stati effettuati per la sicurezza dei cittadini di Battipaglia e non solo di quella zona – dice ancora Cecilia Francese -. E se qualche intervento è stato previsto e già messo in cantiere. Ma chiediamo soprattutto la revoca delle ordinanze perché quei locali tornino a disposizione dei cittadini visto che nessun altro evento disastroso è avvenuto nella zona dal settembre 2014».

La petizione popolare è già stata firmata da centinaia di cittadini e nei prossimi giorni sarà presentata all’attenzione dei Commissari Straordinari del Comune di Battipaglia.

Battipaglia, 10 marzo 2016

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