Di che colore è la pelle di Dio ai tempi di facebook ?

Una storia brece di accoglienza, di carità cristiana in un momento nel quale facebook ci “avvicina”, ci allontana e ci rende sempre più soli.

Con un racconto semplice Antonella Dell’Orto si chiede e ci fa chiedere: “Di che colore è la pelle di DIO ai tempi di facebook?

Gesù nero-Gesù Bianco-

Gesù nero-Gesù Bianco-

di Antonella Dell’Orto
per POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Pubblichiamo una riflessione breve sull’accoglienza e sulla “carità cristiana” di Antonella Dell’Orto. Un racconto breve di una circostanza che si è svolta nel corso delle feste pasqualie che si propone nella sua realtà a sottolineare come si può vivere male e come si può vivere male ma in compagnia, con la certezza che c’é chi ti aiuta in cambio di niente se non di un sentimento semplice che si chiama “accoglienza” e che un credente chiama carità cristiana.

Di questi tempi, con tutti i barconi stracolmi di profughi: uomini, donne, bambini; che cercano di sfuggire alla miseria, alla fame e ora più che mai alla morte per mano degli “Uomini neri“, che arrivano e con tutte le paure che si collegano a chi viene dall’altra parte del mare o solo da un’altra parte è quanto mai raro. Una rarità possibile che ci fa riflettere e ci fa poi anche vergognare di aver pensato magari che quelle persone possono farci del male solo perché vengono da altre parti.

E così Antonella Dell’Orto ci racconta la sua storia semplice, quella che potrebbe sembrare da “Libro Cuore” ma che invece può aprire un altro spaccato, e farci vedere in quell’uomo o donna, scuro o chiaro di pelle che sia, nostro Signore Gesù Cristo, e avvicinarci di più agli altri ed allontanarci da quell’atroce dubbio che spesso ci assale: E se gesù fosse stato di pelle scura?

«Una delle ultime applicazioni di facebook è quella di riportarti immagini e post che ti riportano ad avvenimenti accaduti e che hai condiviso con il popolo di facebook, che poi ancora non ho capito di quale popolo è espressione e se il condividere è il primo passo per una crescita di consapevolezza o solo apparire.

Antonella Dell'Orto

Antonella Dell’Orto

Non mi potrà comparire nessun post che riguarda però come ho trascorso la Pasqua scorsa e questo perché l’ho vissuta in maniera intima ma, voglio condividerla perché penso che possa aiutare a riflettere sul vero senso e valore di Cristianità.

Era il venerdì Santo, un amico mi chiama e con voce flebile mi dice: “Sono malato, ho la febbre alta, ho hisogno di aiuto”. E io “Ti vengo a prendere” Per andare mi sono dovuta dirigere verso la litoranea di Eboli, addentrarmi e orientarmi in quel dedalo di traverse che sembrano tutte uguali e contengono una umanità variegata ed eterogenea e lo vedi dai tappeti e dai panni stesi ad asciugare o dai profumi “diversi”che ti portano in paesi e culture diverse… una serie di casupole e baracche che molti “italiani” affittano a chi arriva sul nostro territorio in cerca di lavori; in cerca di futuro…

Arrivo dal mio amico e lo carico in macchina… Mi racconta il decorso della sua febbre …adesso è a 40 …lo porto in ospedale? Mi immagino già… periodo Pasquale, straniero, ospedale… No, penso vieni a casa mia. Lo sistemo nella stanza più accogliente e luminosa tra lenzuola che profumano di bucato fresco e con panni di lino bagnati, brodo caldo, yogurt e frutta comincia “la cura” …La febbre era alta e lo stato di semi incoscenza …portavo i panni bagnati di fresco e lui si cingeva la testa alla maniera araba …ma di che colore era Gesù, mi sono chiesta?

Se uno pensa a Gesù, non so voi ma io penso a quell’immagine di Gesù di Nazareth con occhi celesti capelli lunghi e biondi…

No…prendendomi cura del mio amico io ho assaporato cosa vuol dire spirito cristiano e da allora quando penso a Gesù lo penso con i tratti arabi e lo penso come mio fratello».

Eboli, 7 aprile 2016

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. APPREZZO E MI CONGRATULO PER IL COMPORTAMENTO DELLA
    SIGNORA DELL’ORTO.HO GRANDE RISPETTO PER LA SUA RELI-
    GIOSITA’ E PER LA SUA FEDE.
    EVIDENZIO I TERMINI CHE’ MI HANNO COLPITO:GESU’CRISTO,
    CARITA’CRISTIANA E ACCOGLIENZA-
    GIA’ LA FILOSOFIA HA SEGNALATO L’ABBANDONO DEL”FIGLIO”
    GRIDATO SULLA “CROCE”;ESSO DENUNCIA L’IMPOTENZA DI DIO
    A REDIMERE IL MALE DEL MONDO. DIFRONTE ALL’IMPLORA-
    ZIONE DEL CRISTO ,DIO RESTA MUTO,AFFINCHE’ SI COMPIA IL DISEGNO.E IL “CROCIFIGGE” URLATO DALLA FOLLA NEL
    PROCESSO A GESU’ NON E’STATO ALTRO CHE IL MOMENTO
    CULMINANTE DI QUEL SILENZIO-L’ONNIPOTENZA DI DIO ERA
    L’ONNIPOTENZA DELLA FOLLA CHE SI ERA INNALZATE DA
    PLEBE CHE ERA A DIO: VOX POPULI,VOX DEI
    COME SI ESPRIME DOSTOEVSKIJ,CRISTO SA CHE IL MALE DEL
    MONDO NON E’ REDIMIBILE.QUESTA CONSAPEVOLEZZA NON E’ INDIFFERENZA,MA COMPRENSIONE DELLA SOFFERENZA.
    IL CRISTO PRIGIONIERO DEL GRANDE INQUISITORE SI DILE-
    GUA NEGLI OSCURI MEANDRI DELLA CITTA’ DI SIVIGLIA
    NELLA PASQUA DEL 1492.LA CITTA’ E’IL LUOGO DEL MALE
    NECESSARIO.
    E VENIAMO ALLA “CARITA'”.PAPA RATZINGER,BENEDETTO XVI,
    IL PAPA TEOLOGO ,NEL 2005,CON LA SUA PRIMA ENCICLICA,
    HA SPIEGATO AGLI UOMINI DEL TERZO MILLENNIO,CHE “DEUS
    CARITAS EST”,RICORDANDO LA PRIMA LETTERA DELL’APOSTO-
    LO GIOVANNI. QUINDI SI DICE “CARITAS” MA NON SI PUO’
    FARE A MENO DI RISALIRE AL CONCETTO GRECO DI “AGAPE'”,
    CHE E’ UNA DELLE FORME DELL’AMORE :EROS,PHILOS O PHILIA (AMICIZIA) E AGAPE’.
    QUINDI CARITAS E’ AMORE CON DIO. L’ACCOGLIENZA E’ UNA
    MANIFESTAZIONE DI “CARITAS”
    ACCOGLIERE LO STRANIERO E’ UN ATTO D’AMORE.
    NESSUNO E’ STRANIERO IN SENSO ASSOLUTO: IN REALTA’
    SI APPARTIENE SEMPRE AD UNA PATRIA.MA CHE COSA SUCCEDE SE LA PATRIA DI FATTO NON C’E’?,SE ESSA VIVE
    COME UNA SORTA DI NOSTALGIA?.
    CHE COSA ACCADE SE LA PATRIA E’ ELEA?
    IN PLATONE LO “STRANIERO” DI ELEA,CHE E’ UN DISCEPOLO DI PARMENIDE ,E’ UN PARRICIDA:IL FIGLIO NON PUO’
    EVITARE DI ASSASSINARE IL PENSIERO DEL PADRE. MA COSI’ FACENDO TAGLIA I PONTI,LO STRANIERO DISTRUGGE ELEA,LA PATRIA
    -E’ DIVENTATO UN “SENZA PATRIA” .LIBERO ,
    COSCIENTE DI APPARTENERE AL MONDO ,DI CUI CERCA DI
    INPOSSESSARSENE,IN TUTTE LE SUE FORME E IN TUTTI I SUOI ASPETTI.
    EGLI HA LASCIATO OGNI SUO BENE AD ELAA,ELESA STESSA E’ IL BENE E IN TUTTO CIO’ CHE INCONTRA NE’ CERCA
    IL SEGNO ,L’INDIZIO ,LE VESTIGIA.IN ATTESA CHISSA’
    QUANDO,CHISSA’ COME,DI FARVI RITORNO.
    MA LO STRANIERO DEI NOSTRI TEMPI NON RITORNERA’ AD
    ELEA ,NON TORNERA’ IN PATRIA..
    9 aprile 2016 peppe leso

  2. DESIDERO RINGRAZIARE IL DIRETTORE DEL BLOG PROF. MASSIMO DEL MESE PER LA SUA OSPITALITA’.PECCATO CHE POCHI SIANO INTERESSATI A SCRIVERE DEI “MIGRANTI, E
    QUINDI MI SCUSO SE RITORNO SULL’ARGOMENTO.TALE E’
    L’ASPETTO EPOCALE DELLE MIGRAZIONI ,ANCHE ALLA LUCE
    DELL’ATTUALE SITUAZIONE AL CONFINO DEL BRENNERO.
    “INDIGENI DI TUTTI I PAESI SOTTOSVILUPPATI,UNITEVI”-
    QUESTO ERA IL GRIDO DI FRANZ FANON ,MARTINICCA,1925
    NEURO-CHIRURGO E NEURO-PSICHIATRA.FILOSOFO,CITTADINO
    E MILITANTE DELLA RIVOLUZIONE ALGERINA ,TEORICO DELLA
    VIOLENZA RIVOLUZIONARIA.DENUNCIO’NEI SUOI SCRITTI
    LA DISUMANIZZAZIONE SISTEMATICA DELL'”ARABO” SOTTO
    LA DOMINAZIONE COLONIALE FRANCESE IN ALGERIA.
    NEL 1961 ,PUBBLICA ,A PARIGI IL LIBRO”LES DAMNES
    DE LA TERRE” MANIFESTO IDEOLOGICO PER COPMPRENDERE
    LA GRANDE RIVOLUZIONE ANTIMPERIALISTICA E ANTICOLONIA-
    LE ,NEL CORSO DEL ‘900,DEL POPOLI DEL TERZO MONDO E
    PER CAPIRE LE CULTURE CHE STANNO DIETRO ALLE ATTUALI
    MIGRAZIONI-
    PER FANON ,LO”STRANIERO”,VENUTO DA FUORI,SI E’IMPOSTO
    CON L’USO DEI SUOI CANNONI E DELLE SUE MACCHINE.
    NONOSTANTE L’APPROPRIAZIONE, IL COLONO RIMANE SEMPRE
    UNO STRANIERO.COME AD ILLUSTRARE IL CARATTERE TOTALITARIO
    DELLO SFRUTTAMENTO COLONIALE IL COLONO FA’ DEL COLONIZ-
    ZATO UNA SPECIE DI QUINTESSENZA DEL MALE.MA NON APPENA
    IL COLONIZZATO SCOPRE LA SUA UMANITA’ COMINCIA AD
    AFFILARE LE ARMI PER FARLA TRIONFARE.IL COLONOZZATO
    IL NEGRO,LO SCHIAVO,NON VUOLE PIU’ ESSERE UNA “CO-
    SCIENZA INFELICE”MA COME HA INSEGNATO UN PADRE DEL-
    L’EUROPA ,IL TEDESCO HEGEL, IL SERVO,CHE E’IL MEDIA-
    TORE DEL RAPPORTO CON LA NATURA PER CONTO DEL PADRONE,
    DIVENTA”PADRONE DEL PADRONE “ATTRAVERSO IL LAVORO.
    NEL MOMENTO IN CUI IL SERVO SI CONCILIA CON SE STESSO ,CIOE’ QUANDO LA “COSCIENZA INFELICE” RIENTRA IN SE MEDESIMA,IL SERVO HA CONQUISTATO LA SUA AUTO-
    NOMIA DAL PADRONE.
    UN ALTRO PADRE DELL’EUROPA ,IL MAESTRO VIRGILIO,CHIAMA
    “MIGRANTIS” (ENEIDE ,LIBRO QUARTO) I TROIANI IN PARTENZA VERSO L’OCCIDENTE.ENEA NON E’ PIU’ UN EROE.
    NON E’ ANCORA UN CITTADINO,NON E’ NEPPURE UN NOME ,E’ SOLO UN MIGRANTE.ENEA SI CHIAMAVA UNA VOLTA ,ORA SI
    CHIAMA “ANONIMO”-
    ENEA NON RIVEDRA’ PIU’ IL PADRE ANCHISE NEI CAMPI ELISI,PERCHE’ LA SIBILLA E’ MORTA E L’ADE E’ CHIUSO,
    AL SUO POSTO VI E’ IL FONDO DEL MEDITERRANEO,OVE SI
    PUTREFANNO I CADAVERI DEI MIGRANTI CHE NON HANNO
    AVUTO FORTUNA. L’EUROPA CHE NACQUE DALLA CIVILTA’
    DI ENEA (ROMA) NON VUOLE PIU’INTRUSI;QUELLE GENTI
    ORA SONO RICCHE PERCHE’ I POVERI SONO FUNZIONALI AI
    RICCHI.ESSI NON VOGLIONO GENTE PIU’ POVERA DEI LORO
    POVERI,PERCHE’ ESSA SVALUTEREBBE LA LORO RICCHEZZA E
    TURBEREBBE L’EQUILIBRIO TRA RICCHI E POVERI CHE MANTIENE LA LORO SOCIETA’
    ENEA E’ UN MIGRANTE PARTICOLARE,UN ESULE,UN PROFUGO,
    IL CUI DESTINO NASCE DALLA DISTRUZIONE ,DALLA FUGA ,DALL’ESILKIO.QUESTO DESTINO SI FA STORIA E
    CIVILTA’
    CHE DIRE DEL “GHIBELLIN FUGGIASCO”,UN PADRE DELLA
    PATRIA ITALIANA:”TU LASCERAI OGNI COSA DILETTA PIU’
    CARAMENTE ……TU PROVERAI SI COME SA’ DI SALE LO PANE ALTRUI,E COME E’ DURO CALLE LO SCENDERE E L’SALIR
    PER L’ALTRUI SCALE. (PARADISO,XVII,55–66)

    12 APRILE 2016 PEPPE LESO

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