La FGS Campania favorevole a un “Decreto anti-furbetti”

Il Presidente della FGS Campania favorevole al decreto Madia per una stretta sui furbetti.

Per Cicalese Boscotrecase o Pellezzano, solo due esempi rispetto ai troppi: in Campania il pubblico fannullone non va bene neanche a teatro.

Vittorio Cicalese

Vittorio Cicalese

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – La fase di totale rinnovamento dell’assetto delle pubbliche amministrazioni in Campania – scrive in una nota politica il Presidente della FGS Campania Vittorio Cicalese – necessita di un ulteriore slancio. Da mesi imperversano immagini che ritraggono dipendenti pubblici di molti, troppi comuni in Campania che timbrano il loro cartellino per poi pensare alle loro faccende private.

L’ennesimo episodio denunciato dagli organi d’informazione, che ritrae un dipendente di Boscotrecase (NA) impegnato a strisciare il badge con una scatola in testa che gli avrebbe garantito l’anonimato, identifica ormai un contesto sociale non più sostenibile.

Ben venga, da domani, l’attuazione del “decreto anti-furbetti” contenuto nella riforma Madia, purché non sia la prima ed unica azione rivolta al problema. Il contesto regionale (inteso come l’insieme degli enti, Comuni su tutti, che compongono la Campania) necessita delle dovute attenzioni, poiché spesso il settore pubblico presenta defezioni sui livelli occupazionali ed il personale assunto non ricopre adeguatamente le cariche ottenute.

L’ennesimo episodio verificatosi durante la strisciatura del badge rappresenta soltanto la punta dell’iceberg per un sistema che va modificato radicalmente, con pene severe ed un importante contributo della cittadinanza attiva. A Pellezzano (SA), un’anziana signora di oltre 90 anni è stata praticamente costretta ad entrare in un cimitero utilizzando le scale, poiché nessun rappresentante delle istituzioni e/o delle forze dell’ordine si è “assunto la responsabilità” dell’apertura di un cancello che avrebbe consentito l’accesso all’automobile (di domenica il passaggio per le auto non è consentito “da regolamento”). Probabilmente il D.M. 236/89, nello specifico l’articolo 6 riguardante l’accessibilità ad edifici, non faceva parte del libretto d’istruzioni a disposizione del personale, o forse anche il buon senso era in pausa domenicale.

L’iceberg che si è creato in questi anni di parassitismo ed immobilismo hanno portato anche a questo: le istituzioni non risultano ormai al servizio del cittadino, anzi ne limitano la libertà d’azione. Noi giovani abbiamo il dovere di impegnarci affinchè questo non accada, per cui avvieremo un servizio di cittadinanza attiva e controllo su diverse zone della regione, contribuendo alla denuncia dei casi di inottemperanza dei doveri dei dipendenti pubblici, troppo spesso abituati ad avere due pesi e due misure. La cittadinanza è unica, richiede un unico peso, il giusto. Il “pubblico fannullone” non va bene neanche a teatro.

Salerno, 12 luglio 2016

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