Eboli – Battipaglia: Giulia Guarino, una donna da ricordare

Tratto da NERO su BIANCO, quindicinale di Battipaglia edito da SFIDE. www.nerosubianco.eu

Simbolo della emancipazione femminile, l’ebolitana Giulia Guarino fu la prima donna architetto dell’America Latina.

di PAOLA DE VITA

Poco più di 10 anni fa le poste dell’Uruguay emisero due francobolli dedicati ad altrettante donne divenute, nella prima metà del novecento, il simbolo dell’emancipazione femminile in tutta l’America latina. Una delle due donne era la nostra conterranea Giulia Guarino, figlia di Eduardo, un medico veterinario che nei primi del ‘900 si trasferì con la sua famiglia in Uruguay. Fu in quella terra che Giulia Guarino crebbe e si formò anche culturalmente, tanto da diventare la prima donna architetto, non solo dell’Uruguay, ma di tutta l’America Latina. Questo singolare ma importante primato (non erano molte le donne che in quegli anni avevano l’opportunità di studiare e tanto meno di laurearsi) non rimase fino a se stesso, poichè la Guarino seppe affermarsi nel suo lavoro, che la portò in giro per il mondo; e quindi anche in Italia, dove rinsaldò i legami, mai recisi, con i suoi parenti più prossimi, nel frattempo trasferitisi a Battipaglia da Eboli. Tra questi cera anche il nipote Ferdinando decano dei giornalisti battipagliesi, con il quale ha intrattenuto una fitta relazione epistolare fino al 1985, anno della sua scomparsa.

Il testo che segue(tradotto dalla fonte www.barrioatahualpa.com.uy) è un “affresco” di quella che è stata la vita di Giulia Guarino, un’italiana che con il lavoro, l’abnegazione e l’esempio ha dato lustro al suo paese d’origine.

“Prima Architetta del nostro paese con brillante e ampia carriera. nata a Eboli il 17 Luglio del 1897. Tutti nella sua famiglia studiavano, e nessuno trovò strano che scegliesse questo indirizzo universitario visto che amava il disegno, la matematica e il costruire. Si iscrisse alla facoltà di Architettura e contemporaneamente dava corsi in scuole superiori ed integrava esami giuridici all’università. Si vedeva in lei, oltre alla conoscenza professionale, l’amore per questo lavoro apparentemente prosaico, ma in fondo, pieno di poesia nella creazione di forme, e nel dare loro bellezza. Nel 1920 lavorò come disegnatrice nel Dipartimento di Architettura presso il Ministero dei lavori pubblici e partecipò in un concorso di progetti per la costruzione di frigoriferi ed un macello comunale da installare nei pressi di “La Tablada”. Gareggiò con architetti Uruguayani e di tutto il mondo. Nel 1923 si laureò con il massimo dei voti diventando così il primo architetto del paese e del Sud America. Entrò come tecnico nel Ministero dei Lavori Pubblici, fino a raggiungere la carica di vice direttore. Nel 1958 è stata borsista per l’Europa, in particolare per l’Italia, in missione studi, occupandosi di custodia infantile in case di cura e di adolescenti con problemi. Giulia Guarino è stata fondatrice e dirigente dell’associazione di donne laureate all’interno dell’Ateneo, approfondendo lo studio della salute pubblica, del benessere sociale, della vita culturale, della comprensione internazionale per la difesa dei lavoratori di sesso femminile, rappresentando l’Uruguay e il Perù in un congresso tenutosi a Parigi lo stesso anno, dividendosi in una serie di conferenze tenute nell’auditorium dell’Università insieme ad altre donne coraggiose. In una dei suoi interventi su (Mundo Operaio) nel 1958, dichiarava: Nella mia vita c’è qualcosa di più, quello che io ritengo di maggiore importanza. I tre figli di mio fratello rimasero senza madre, e così diventarono miei. Mi sono presa cura di loro come se si trattassero dei miei figli e mi amano come lo fossero realmente. Loro con i rispettivi figli, hanno riempito questa casa – costruita dalla stessa Guarino – ed i miei giorni. In questo è racchiuso il mio principale trionfo e la mia felicità”. Il “nomenclatuor di Montevideo” ha insignito Julia Guarino Fietcher del titolo di Architetto per i lavori sulla strada Guardia Orientale, sita nella 8^ sezione giudiziaria, nella Città di Montevideo.

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Salve, La ho conosciuta e vista in persona da piccola, Lei era molto in casa da mie nono e mia mama famiglia Guarino (mio nono è suo nipote)PArlo Dall Uruguay

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