Marino BCC Aquara: Piccole Banche punto di forza dell’economia

Crisi delle Banche venete e il confronto con le piccole Banche e le BCC: “Punto di Forza delle piccole Banche è il controllo dei cittadini”.

10miliardi di euro per le Banche venete. 9 per il Monte Paschi Siena. 31 miliardi di euro in pochi anni per salvare le banche: Cifra utile a ridurre di almeno un punto e mezzo il debito pubblico, pari a 2 punti di Pil. Cifre assurde per Marino: “Nelle piccole banche, c’è un controllo più efficace sugli amministratori. Ed è il controllo della comunità

Antonio Marino-DG-BCC Aquara-

Antonio Marino-DG-BCC Aquara-

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – L’ultimo salvataggio delle banche venete: Veneto Banca e Popolare di Vicenza; ha riaperto un nuovo capitolo sul sistema bancario italiano e di come si usano i nostri soldi, capitolo che ha segnato un nuovo ripetuto e incomprensibile record nche tocca la storia recente dei disastri degli istituti italiani in crisi hanno saputo mettere a segno. E ovviamente arriva la “Croce Rossa Bancaria“, che incurante dei disastri e anzichè analizzarli e colpire i responsabili, i colpevoli e chi ci ha speculato, mette mano alla “Cassa” e per evitare il collasso delle due venete si spendono una barca di soldi, basta pensare che fino ad ora sono stati spesi oltre 10 miliardi di euro, una cifra ragguardevole, ma tutto è relativo se si pensa che  per salvare la prima vera Banca malata delle banche italiane, il Monte dei paschi di Siena, sono stati necessari quasi 9 miliardi di euro, e nemmeno in quel caso si è posti la domanda: Ma cosa hanno fatto sti mariuoli per far correre il rischio di far fallire la Banca più antica del Mondo, se non ci fosse stato l’arrivo dell’aiuto statale?

pop-vicenza-veneto-banca

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E questo accade e accadeva nonostante per anni si è sempre detto che il sistema bancario italiano era stato definito “solido“, eppure finora sono stati necessari oltre 31 miliardi di euro per allontanare l’implosione dell’economia nazionale. Una cifra oscena se si pensa che quel denaro sbeffeggia quelle banche sane, i correntisti parsimoniosi e onesti, e che quei soldi sono a carico dei contribuenti che affidano allo Stato i loro risparmi perchè ne facciano buon uso. Una montagna di denaro abbastanza grande utile a ridurre di almeno un punto e mezzo il debito pubblico, l’equivalente di due punti di Pil.

Se poi si aggiunge cosa é accaduto negli ultimi 30 anni rispetto al sistema bancario italiano allora si comprende quale sia stato il disegno perverso portato avanti dalle politiche “nordiste” portate avanti da un Parlamento nordizzato nelle mani dei burattinai e spregiudicati banchieri, complice di incapaci ed inesistenti parlamentari del mezzogiorno, cosí si é proceduti sistematicamente a distruggere il sistema bancario del Sud, distruggendo le grandi Banche del Sud come il Banco di Napoli, di Sicilia, di Bari e tutto il sistema delle Casse di risparmio, egregiamente sostituite dalle BCC oggi determinanti nella struttura economica del mezzogiorno e dell’Italia. E per assurdo si é tentato di smontare questa organizzazione diffusa e radicata sul territorio come la stessa BCC di Aquara.

Monte paschi Siena

Monte paschi Siena

Problema che affronta il Direttore Generale Antonio Marino, prendendo spunto dal salvataggio a spese nostre delle Banche venete, oggi e tutti gli altri interventi di Stato, ignorando di affrontare il problema vero, quello di concedere il credito alle imprese, alle famiglie, investire sui giovani e promuovere le loro iniziative, piuttosto che investire su titoli speculativi e proporli ai clienti, ignorando per contro che se ci sono degli utili tutto va bene, se ci sono perdite allora interviene lo Stato che spalmando la cifra su tutti gli italiani (circa 700 euro per italiano).

E di questo e del ruolo delle piccole Banche, quelle di “vicinato”, quelle dietro l’angolo, quelle dal volto umano, che il Direttore Generale Antonio Marino ne parla nell’intervista che segue.

Banco Napoli

Banco Napoli

Il dg Antonio Marino: “Nelle piccole banche, c’è un controllo più efficace sugli amministratori. Ed è il controllo della comunità” Antonio Marino, direttore generale della Bcc di Aquara, interviene sulla vicenda delle banche venete.

«Intanto bisogna dire che parliamo di due banche venete e non delle banche venete. La cosa che mi stupisce di più è che parliamo sempre di grosse banche. Le piccole, come le nostre, non hanno mai dato problemi. Eppure abbiamo dovuto subire una riforma che alla fine penalizzerà le piccole non certo le grandi. Se c’è stato qualche problema alle Bcc, abbiamo sempre fatto fronte con la sussidiarietà interna al movimento cooperativo. Abbiamo messo un po’ di soldi ciascuno ed abbiamo risolto il problema, non abbiamo certo chiesto soldi allo Stato».

Pagano sempre i cittadini, non pagano mai coloro che hanno combinato i disastri?

«Proprio ieri su un primario giornale nazionale c’era la notizia che il Signor Zonin è stato visto a fare shopping a Milano in Via Monte Napoleone. Zonin, per chi non lo sapesse, è il grande industriale dei vini ed ha governato a lungo una delle banche in questione. Ebbene, con questa notizia, si dimostra che a “soffrire” sono sempre e solo i cittadini, mentre chi ha fatto i guasti vive la sua spensieratezza. Nelle piccole banche, soprattutto nelle Bcc, c’è un controllo più efficace sugli amministratori della banca. Ed è il controllo della Comunità in cui è inserita la banca. Lì ognuno conosce gli amministratori della banca e questi sanno che se fanno una fesseria ne parla tutto il paese. E questo è l’unico controllo che funziona, più di ogni altro controllo istituzionale. Non è così per le grosse banche dove nessuno conosce nessuno e tutti vissero felici e contenti, tranne i risparmiatori (veneti)».

Di recente uno studio di Cga di Mestre ha detto che nel Sud Italia una persona su due è a rischio povertà. Che ne pensa?

«Penso che siamo messi male. Quelli che la sera in televisione parlano di ripresa e di crescita mi danno l’impressione di vivere in un’altra nazione. Il problema esiste. I ricchi possono diventare sempre più ricchi ed i poveri possono solo crescere (di numero). Abbiamo bisogno di riforme vere non di piccoli cambiamenti senza nessun effetto pratico. C’ è un grande bisogno di riscoprire il merito a cominciare dagli abitanti del Parlamento che devono essere scelti per merito culturale e/o manageriale e non più solo per capacità di ubbidienza.

riforma bcc-le mani sul credito cooperativo

riforma bcc-le mani sul credito cooperativo

Abbiamo bisogno di competenze per competere; a cominciare dal ceto politico. Le persone a rischio povertà al Sud sono soprattutto nelle zone interne, sempre più spopolate. Anche qui le grosse banche se ne vanno e restano – dove possono – solo le piccole banche. Siamo noi il vero presidio alla concessione del credito nelle zone svantaggiate. A Capaccio – ad esempio – c’erano sei banche. Oggi sono rimaste solo le due BCC, le banche nazionali se ne sono andate. Questo deve far riflettere».

Che c’è nel futuro della BCC di Aquara?

«Il corrente anno sarà molto importante per noi. Stiamo aprendo due nuove filiali: una a Pontecagnano e l’altra a San Gregorio Magno. Trasferiremo la sede amministrativa da Aquara a Capaccio, con evidenti benefici operativi. Stiamo facendo un buon bilancio semestrale. I prestiti alle famiglie e alle imprese sono in forte crescita, il numero dei nuovi conti correnti aperti è pure in crescita. Il numero di clienti della banca cresce significativamente. Siamo fiduciosi di replicare l’ottimo utile d’esercizio dello scorso anno. Possiamo essere, dunque, ragionevolmente fiduciosi nel futuro»

Salerno, 4 luglo 2017

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