L’inchiesta di Napoli: si cambi la Legge, meno potere a Sindaci e Giunte

Napoli – Se qualcuno, facendo dimettere Rosa Russo Jervolino dalla carica di Sindaco di Napoli, azzerando tutto e andando al voto, pensa di aver risolto il problema del malaffare e della corruzione a Napoli, si sbaglia di grosso. Se i partiti del Centro-destra pensano di conquistare il Comune, intravedendo una vittoria sicura e un tracollo senza eguali nelle storia del Centro-Sinistra, si sbagliano lo stesso. Sollevare una questione morale senza analizzarne il substrato in cui si opera, è come fare il bagno nella pece e pretendere di non sporcarsi. La Jervolino, nella sua caparbietà, continua ad ostinarsi ad andare avanti, ricordandoci le sue mani pulite, ma ignorando il contesto. L’affare “global service” è solo uno dei tanti punti critici di un sistema che fonda le sue radici sulla criticità di un impianto legislativo, che ha conferito poteri eccezionali agli Enti locali (Comuni, Province, Regioni), i quali poteri, proiettati sul territorio, incontrano, si scontrano e si mischiano con interessi paralleli, non sempre basati sulla legalità e anzi spesso legati alla criminalità organizzata. Per assurdo, Rosa Russo Jervolino è, nello stesso tempo, colpevole e innocente. Colpevole perché non ha vigilato bene sugli atti e non si è avveduta dei movimenti che accadevano intorno a lei; innocente perché, pur essendo responsabile e presente nel corpo della delibera non ha partecipato, come sostengono gli inquirenti, al disegno criminoso, che non si è realizzato solo perché vi è stato il sentore dell’intervento della magistratura, ma che comunque poteva realizzarsi in quanto era comunque finalizzato ad una attività criminosa. L’imprenditore Romeo, gli Assessori Di Mezzo e Laudaddio; gli ex Assessori Cardillo e Gambale; il più sfortunato suicida Nugnes e il resto delle 13 persone interessate dalle misure cautelari, hanno solo utilizzato una “pratica” consueta in tutte le Amministrazioni Comunali, di Città piccole o grandi: quella di spese non previste e quindi senza copertura finanziaria, che comunque seguono scorciatoie particolari e vengono poi liquidate, sottraendo fondi ad altri, arrecando un danno ai cittadini, alle finanze del comune e all’Erario. Invece di esultare e spingere il Ministro dell’interno Maroni a sciogliere il Consiglio Comunale di Napoli, sarebbe il caso di pensare alla modifica della Legge per la elezione diretta del Sindaco e del Presidente della Provincia, attribuendo loro meno poteri, conferendone di più alle assemblee elettive (Consigli Comunali e Provinciali), prevedendo appositi organismi con la funzione del controllo degli atti. Il problema è legislativo, è di costume, è morale

3 total pingbacks on this post
Lascia il tuo commento

Inserisci il tuo nome

Il tuo nome

Inserisci una email valida.

Inserisci una email valida (non viene pubblicata)

Inserisci il tuo commento

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese © 2022 All Rights Reserved

2009-2016 Fluidworks Web & Media Solutions

2009-2012 by Fluidworks Web Agency Eboli (Salerno)

PoliticaDeMente