Rinvio a Giudizio? Cariello smentisce

Cariello smentisce: “Nessun rinvio a giudizio”. Fake giudiziaria”, caso voluto, superficialità per battere la concorrenza mediatica?

La faccenda riguarda il progetto doposcuola solidale e i finanziamenti alla Croce Rossa e la chiusura di una indagine, una notizia giudiziaria falsa data in pasto all’opinione pubblica,  e ritorna il bisogno etico di verificare prima le notizie. Il Sindaco Massimo Cariello sdegnato: «Difenderemo la città e tutti gli ebolitani».

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – «Una notizia “travisata” che getta sconcerto e preoccupazione, tentando di condizionare l’opinione pubblica». Così il sindaco di Eboli, Massimo Cariello, si sfoga dopo quello che definisce l’ennesimo attacco mediatico subito nelle ultime ore. La notizia di “conclusione indagini” su un’indagine disposta dalla magistratura viene fatta passare per “rinvio a giudizio”, in questo modo non solo veicolano una notizia falsa, ma induce nell’errore anche chi legge e per questo si tenta di condizionare l’opinione pubblica.

«La magistratura sta facendo in suo dovere  spiega il sindaco di Eboli -, ma far passare per rinvio a giudizio la semplice notifica di conclusione indagini è un atto gravissimo, che getta sconcerto e preoccupazione sui cittadini e sugli amministratori. Un danno enorme per l’immagine della città e per i suoi cittadini, rispetto al quale non staremo con le mani in mano».

Conclude amareggiato il Primo Cittadino: «Chi ha voluto manipolare la notizia dovrà rispondere del suo operato, spiegando i motivi per i quali ha messo in moto questa macchina della menzogna con una città che invece brilla per trasparenza ed iniziative culturali. Difendo innanzitutto Eboli ed i suoi cittadini, ma non sono disposto a far passare messaggi sbagliati su chi rappresenta questa città».

Non ci soffermiamo sull’inchiesta che riguarderebbe un falso ideologico e un abuso di ufficio, presunti, sul progetto di doposcuola solidale, voluto in simbiosi con la Croce Rossa, questo sito non si occupa di cronaca giudiziaria, ma facciamo solo delle brevi riflessioni di merito: In origine le fake news erano veicolate dai telegiornali di Stato, specialmente quelli delle dittature totalitarie, ma con il nuovo millennio e la diffusione di internet e consequenzialmente dei social media, si è visto un aumento esponenziale del numero di notizie a cui ogni cittadino è connesso giornalmente, facendo lievitare la possibilità di incorrere in una falsa informazione. I sospetti che delle “fakes” abbiano potuto agevolare da un lato e danneggiare dall’altro dei concorrenti politici e partitici in una competizione elettorale in Occidente, è molto forte, si pensi al caso dell’elezione del presidente americano in carica, Donald Trump, ove per mesi e serpeggiata sui media statunitensi, il cosiddetto Russia-gate, ossia una probabile interferenza di hacker (fatta di proposito per influenzare l’opinione pubblica) provenienti da quella che una volta era chiamata “oltre cortina”, manovrati dal presidente russo Vladimir Putin, per agevolare l’elezione  alla Casa Bianca di “amico” dell’inquilino storico del Cremlino.

Attenzione dunque ne va della credibilità degli operatori dell’informazione, il giocattolo delle instant news sul web è bello e comodo, ma attenti, che un uso incontrollato potrebbe questi romperlo, causando anche delle tragedie personali coinvolgendone innocenti, se la penna ferisce più della spada, figuriamoci i social! Ma si può mai pensare di vivere e prosperare sulle false notizie o almeno notizie che hanno un fondamento di verità, ma che vengono usate “ad usum delphini” per modo che, nell’immaginario collettivo, passi la notizia “semmai dell’accusa”, senza tener conto delle ragioni della difesa, e qui nasce il problema. Il problema che ci dice quanto squilibrio di peso vi è tra la Pubblica accusa e la difesa. Ma queste notizie da dove partono? Ovviamente dagli Uffici Giudiziari. È possibile pretendere che gli “uccellini” cinguettino solo quando vi sia una sentenza definitiva? Nel caso contrario più che “uccelli” si tratta di “Corvi”.

Inoltre, idipendentemente dalle smentite del Sindaco Cariello e dal fatto che POLITICAdeMENTE non si occupa di cronaca giudiziaria, non ne abbiamo parlato e non lo faremo in nessuna altra occasione, perché non si condivide affatto il ricorso allo scandalismo per abbattere il proprio avversario politico. Allo scandalismo preferiremmo si utilizzasse una opposizione, semmai anche ferma ed incalzante ma che spieghi le sue ragioni, che in alternativa facesse delle proposte, che pretendesse da parte della maggioranza di discuterle  e quest’ultima semmai anzichè arroccarsi si apra e accolga ogni contributo, e se poi ognuno se ne riconosce tanto di guadagnato, questa è la politica. La politica, si fa nei palazzi della Politica non nelle aule Giudiziarie.

Eboli, 12 dicembre 2018

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