Rucola IGP campana conquista la Fruit Logistica di Berlino

Con oltre 800 milioni di euro di fatturato, su circa 4000 ettari di terreno, la rucola della piana del Sele conquista la Fruit Logistica di Berlino, la più importante fiera internazionale dell’agroalimentare ed è pronta ad imporsi sui mercati, grazie al riconoscimento del marchio IGP. Busillo (Coldiretti): “Previsioni entusiasmanti. Un successo straordinario“. 

Vito Busillo-Fiera Agroalimentare Berlino

Vito Busillo-Fiera Agroalimentare Berlino

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

BERLINO – Straordinario successo per la presentazione dei dati al Fruit Logistica di Berlino, la più grande fiera europea del comparto ortofrutticolo per la rucola IGP della Piana del Sele. A snocciolare i numeri, da capogiro, è stato Vito Busillo, presidente di Coldiretti Salerno e tenace sostenitore del riconoscimento IGP alla rucola della piana del Sele, numeri che hanno consentito il sucesso sul mercato di un prodotto a marchio europeo che nel 2018 ha visto uns produzione di ben 400 milioni di chili provenienti da 430 aziende, a maggioranza (oltre il 60%) guidate da giovani imprenditori, altro dato straordinario che ha impresso per questo una forte spinta innovativa e tecnologica di grande valore sia rispetto alla sostenibilità ambientale che alla gestione stessa dell’imresa.

I muneri che hanno impressionato gli addetti ai lavori e i visitatori al Fruit Logistica di Berlino, la più grande fiera internazionale dell’agroalimentare sono: Gli oltre 800 milioni di euro di fatturato; I circa circa 4000 ettari di terreno; Un business di tutto rispetto, ma anche una scommessa di Vito Busillo che ha creduto nelle potenzialità della rucola della piana del Sele di Salerno e negli imprenditori che lo hanno seguito nella scommessa del riconoscimento IGP, ed ora da Berlino è pronta a irrompere su tutti i mercati del Mondo irrompe do nelle vette dei prodotti a marchio IGP simbolo del made in ITALY, dei prodotti di eccellenza e soprattutto di un’area geografica che parte dal cuore della Piana del Sele si trascina tutta la pianura salernitana. . Oggi al Fruit Logistica di Berlino la presentazione dei numeri che l’imminente riconoscimento dell’Igp saràin grado di generare.

Rucola

Rucola

Al convegno ospitato nell’area Italian Fruit nella capitale tedesca, laddove si è tenuta la più grande fiera europea del comparto ortofrutticolo, è stato un più che soddisfatto e raggiante Vito Busillo presidente di Coldiretti Salerno e presidente dell’associazione che ha promosso il riconoscimento dell’indicazione di origine protetta di quello, per i numeri che ha raggiunto viene identificato come l’oro verde della pianura salernitana, hanno partecipato anche il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e il vicepresidente Gennarino Masiello, è altri componenti della federazione regionale della Campania, e dei principali consorzi di tutela salernitani.

La rucola del Sele sebbene abbia da poco ricevuto il riconoscimento IGP si è imposta sul mercato conquistando, come ha detto Busillo nel suo intervento Berlino circa l’80% della produzione nazionale, di questa produzione circa il 40% finisce nei canali dell’export, ragiungendo punte massime nei mesi invernali. Altro dato che consolida il successo è che l’85% della produzione è assorbita dalla grande distribuzione italiana e straniera confermandone la conquista popolare che rende la rucola prodotto di tutte le tavole. E se il fatturato del 2018 e’ stato di circa 700 milioni di euro, impegnando una forza lavoro di circa 5 mila addetti diretti e 4 mila orbitanti nell’indotto, si comprende come nell’area di produzione dell’IGP che comprende i territori di Eboli, Battaglia, Pontecagnano Faiano, Montecorvino Rovella, Montecorvino Pugliano, Bellizzi e Capaccio – Paestum il lavoro con queste produzioni non manca e continuerà a non mancare.

Vito Busillo

Vito Busillo

Le previsioni sono entusiasmanti – ha spiegato Busillo nel suo intervento e dai microfoni della Rai che lo ha intervistto Busillo – con una crescita che stimiamo intorno al 20%, confermata anche dagli studi di Ismea, pubblicati recentemente rigusrdanti le performance dei prodotti a marchio, prevediamo che l’IGP contribuirà a spingere il fatturato della nostra rucola a 850 milioni di euro, posizionandola al terzo posto tra i prodotti a marchio, bandiere del made in Italy. A confortare la previsione di crescita e’ anche il trend positivo del consumo della quarta gamma, che in Italia vede coinvolti circa 20 milioni di consumatori, con un incremento di 2 milioni l’anno”.

La Rucola Igp è frutto di un’agricoltura 4.0, di precisione, con l’impiego di microprocessori per irrigazione e raccolta, nonché tracciabilità totale del prodotto, è per i numeri, le tecnologie, gli impieghi e soprattutto il prodotto la Rucola si appresta a posizionarsi al terzo posto della  “top five” italiana dei prodotti a marchio simbolo del made in Italy (fonte Ismea), subito dopo il Grana Padano DOP è Parmigiano Reggiano che hanno raggiunto rispettivamente 1.4 e 1.2 milioni di euro di fatturato, precedendo altri prodotti blasonati del Made in Italy come il Prosciutto di Parma, l’aceto Balsamico di Modena e la Mozzarella di Bufala Campana.

Se non è un successo è solo una cosa straordinaria, che sottolinea  come si possono scalare le vette, anche quelle più alte, ma dalle vette ci piacerebbe che si possa guardare e aspirare ad un mondo migliore che riesca a far convivere innovazione, lavoro e qualità della vita e dell’ambientale. È troppo? Intanto accontentiamoci di questo successo.

Berlino, 10 febbraio 2019

5 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Ma perché scrivete e riportate lecazzate di vituccio a bomboniera???affinché si possa asserire che la rucola igp sia nelle top five degli igp c è bisogno che le aziende aderiscano e commercializzino con il marchio igp, ad ora non conosciamo alcun numero

  2. Attenti a dire le cose: due cavolate, la prima quello di un numero enorme di giovani imprenditori,qui credo che bisogna togliere la parola giovani e se di giovani si tratta sono gli eredi di quei latifondisti incalliti che passano l’attività ai propri figli.Quindi la spinta verso la nuova occupazione è zero. Inoltre ci si vanta della produzione della quarta gamma ,e va bene ma a che prezzo ripagato per gli abitanti della piana e dell’impatto ambientale della stessa. Mi spiego meglio gli 8.000.000 di euro di cui parla Busillo in che misura vengono ripagati nell’ambiente e negli abitanti del territorio della Valle del Sele ?
    l’impatto ambientale non rispetta l’equilibrio idrogeologico per la copertura di km quadrati di terreno che coprono con impianti serricoli , inoltre non si rispetta la biodiversità per la tutela dell’ambiente e la natura e quindi per la vivibilità della zona.Insomma vantarsi di made in Italy prodotto per riempire le tasche di pochi e distruggendo la natura l’ambiente e schiavizzando gli abitandi è una grande porcata. non nascondere nulla sig ….per coprire i malfatti. sappiamo tutti che il 70 % di chi lavora in quelle aziende è frutto di caporalato, ijnoltre gli impianti di serre sono abusivi perche non rispettano nessuna normativa nazionale e regionale, infatti non c’è un censimento degli impianti nella valle del sele , ne rispettano le regole del protocollo , inoltre come vengono concimati i terreni e come trattati per far si che cresca solo la rucola e nemmeno un filo d’erba? E poi ci lamentiamo che in questa zona si sviluppano tumori. l’acqua per irrigare i campi è sicura ,cioè non inquinata.
    Siamo realisti anche i figli dei potenti latifondisti del sig….. respirano la stessa aira, calpestano lo stesso terreno, e mangiano gli stessi prodotti, quindi pensateci non li sottraete dalle malattie cancerogene pagate a 8.000.000. di euro . Pensateci ,ne vale veramente la pena.

    • SEI UN PArziale ignorante , o meglio si vede che vivi il settore ma credo come operai che soffre per il ruolo che occupa e per il titolo di studioche hai. caro ma la scala socile ti dice niente? studiala tu sei nel primo pilo quello più lungo. sei pieno di acredine verso i figli degli imprenditori che a 27/30 anni viaggiano in cayenne o X5. se stai nel primo piolo fattene una ragione ci guadagni in salute ed eviti l’epatologo. EVVIVA LA LIBERTà. TI CONSIGLIO :https://www.youtube.com/watch?v=7MDY-8DVqjs

  3. Per Avvelenata non si capisce un c…zo sii piu esplicito non credo che non si capisce quello che scritto puoi non condividerlo ok ma fatti capire quando parli.

    • scusa ma sono rumeno. Dicevo che sei molto invidioso, e, mi chiedevo se conosci la scala sociale. Se non la conosci ti invito a studiarla! Nello strumento di cui parlo Tu sei posto alla base, ossia, sul primo piolo di una scala verticistica, quello che raccolgie più persone, mentre , io sono posto in alto all’ultimo piolo.

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