Salerno: Oltraggio alla tomba di Cecchino Cacciatore socialista e maestro

Oltraggiata nel Cimitero di Salerno la tomba di Cecchino Cacciatore, parlamentare socialista e maestro politico di intere generazioni. 

Solidarietà e sdegno negli ambienti culturali e politici dal Sindaco di Salerno all’Associazione Memoria in Movimento all’On di FI Gigi Casciello: “Vergognoso oltraggio alla memoria di Cecchino Cacciatore. Solidarietà alla famiglia, cimitero di Salerno in balia dei ladri”. Solidarietà anche da POLITICAdeMENTE. 

Francesco Cacciatore detto Cecchino

Francesco Cacciatore detto Cecchino

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – “Vergognoso e inquietante l’oltraggio alla memoria di Cecchino Cacciatore. Alla sua famiglia va tutta la mia più sincera solidarietà”. Dichiara l’onorevole Gigi Casciello, deputato di Forza Italia, rispolverando nel suo passato anche una vena socialista, nel commentare quanto accaduto presso il cimitero di Salerno laddove ignoti e irresponsabili ladruncoli hanno asportato la testa bronzea dalla tomba dell’ex parlamentare socialista del PSI prima e poi del PSIUP – “una figura simbolo della storia e della politica non solo cittadina al di là delle specifiche appartenenze politiche che pure mi vedono distante”.

Gigi Casciello

Gigi Casciello

Difficile pretendere rispetto dai ladri – prosegue il parlamentare forzista Casciello -. Doveroso, invece, e invocare controlli e attenzione, nella struttura di Brignano, da parte di chi è preposto a garantire la sicurezza, per fare in modo che in questo tempo disadorno si lascino in pace almeno i morti”.

A Casciello e tanti altri si aggiunge nche l’associazione Memoria in Movimento che avverte la necessità di esprime: “la totale e incondizionata solidarietà alla famiglia Cacciatore. Questi oltraggi alla memoria antifascista e al movimento operaio salernitano devono finire. Anche in città abbiamo una emergenza fascista. “, scrivono in una nota”.

Vincenzo Napoli 2

Vincenzo Napoli 2

Dal Comune di Salerno giunge il messaggio del Sindaco Vincenzo Napoli, a ch’egli nel suo recente passato militante, attivista e rappresentante politico socialista: “La Civica Amministrazione di Salerno, certa di interpretare i sentimenti dell’intera Cittadinanza, esprime sdegno per la profanazione della tomba della Famiglia Cacciatore. A tutti i congiunti un abbraccio di fraterna solidarietà. Piena disponibilità del Personale e dei Servizi Cimiteriali per contribuire allo svolgimento delle indagini che si confida possano individuare presto i responsabili e la matrice del vile episodio“.

Ma per i giovani è importante raccontare anche chi era Cecchino Cacciatore? Sicuramente lo è, e non solo per coloro i quali sono appassionati di politica, ma a tutti gli altri, specie a quelli che oggi popolano le Assemblee elettive senza essersi “abbeverati” nella storia recente e meno recente, e qui la concezione platonica dell’essere e del divenire ponendoci ancora oggi la domanda che si poneva Platone: “si può essere mai un buon politico e un buon amministratore senza conoscere i fatti e senza che si sappia del passato?” La  risposta la lasciamo ai lettori noi invece proseguiamo nello sdegno che ci ha procurato la notizia e accenniamo una breve nota del personaggio tratta da Wikipedia, ma non prima di aggiungervi un piccolo aneddoto che mi riguarda e che ci riconduce al passato e alla figura di Cacciatore. Ero appena 14enne e sebbene avessi come mito oltre che mio Padre, mio Zio Mario Del Mese, un vulcano di intelligenza, ero attratto dal pensiero socialista e rimasi incantato alle 23.00 di una sera del 1964, allorquando Cecchino Cacciatore, elegante, sobrio, sicuro, accattivante ma forte nei toni e nei messaggi, esponente politico e fondatore del Partito Socialista di Unità Proletaria, arringó la Piazza di Eboli, fucina politica provinciale, nella chiusura della Campagna elettorale del 1964, che lo portò ancora in Parlamento, parlava di diritti, di tutele, di lavoro, ma anche di politiche e di alleanze e ne rimasi estasiata al punto di dimenticarmi che si era fatta mezzanotte ed io non ero ancora rincasato. Aspettai, facendomi coraggio e lo salutai, gli strinsi la mano e lui in segno di affetto mi passó la sua mani sulla testa e mi scompiglio’ i capelli. Ero contento, e a nulla valse raccontare a mia madre e mio padre che avevo fatto tardi per Cacciatore, mi presi la mia dose di pantofolate.

Ennio D'Aniello

Ennio D’Aniello

Tuttavia Cacciatore non fu il mio maestro, semmai fu il mio ispiratore, il mio maestro fu Ennio D’Aniello anche lui prima Socialista e poi Repubblicano, medaglia d’oro al valore civile Primo Sindaco laico di Salerno e Deputato al Parlamento per il PRI. Allora il mondo socialista era in continuo fermento poiché non si comprendeva come al contrario anticiparono gli inglesi che si potesse essere socialisti e Liberali al tempo stesso (in seguito battezzato (Lib-Lab) e quindi il mondo socialista non seppe collegarsi o non volle collegarsi alle altre culture politiche liberali e democratiche, laiche e repubblicane, e Cacciatore con il PSIUP ci provò assurdamente allontanandosi dal PSI che si accingeva a votare il Governo Moro: era molto avanti nel tempo. E oggi con la profanazione della sua tomba, da parte di ladruncoli da quattro soldi, mi fa sentire come avessero scoperchiato e profanato anche il mio passato e quel ragazzino che ripose ammirazione a Cacciatore. Alla famiglia ovviamente va la mia più sincera solidarietà, unitamente a tutto lo staff di POLITICAdeMENTE, blog libero e autonomo come i pensieri che ci hanno insegnati i nostri padri politici

Francesco Cacciatore, detto Cecchino,

nato a Mercato San Severino, il 19 gennaio del 1904 – Salerno, 3 marzo 1983), è stato un politico e sindacalista italiano del Partito Socialista Italiano e dal 1964 fu fondatore ed importante esponente del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP).

Biografia
Fratello di Luigi Cacciatore, che aveva quattro anni in più, nel 1923 si iscrisse alla Federazione giovanile socialista di cui divenne segretario regionale. Venne arrestato con Luigi e costretto a rifugiarsi a Napoli dopo essere stato vittima di violenti pestaggi. 

Dopo essere riuscito a sfuggire ai tedeschi mentre veniva trasportato in Germania, Cecchino è tra i promotori del CLN di Salerno, segretario della sezione socialista, fondatore de «Il Lavoro», il primo giornale del partito nella Italia liberata. Egli fu uno dei padri fondatori della istituzione democratica municipale a Salerno, non solo durante il governo dell'”esarchia”, ma anche dopo, quando in seguito alle elezioni amministrative del novembre 1946 fu all’opposizione della giunta di centro-destra. Restò consigliere comunale per vent’anni. Eletto deputato nel 1953 con il PSI; mantenne il seggio parlamentare fino al 1972, quando l’indebolimento del PSIUP e i meccanismi della legge elettorale privarono l’intero partito di ogni rappresentanza. Nel 1957 venne designato membro del Comitato Centrale del PSI.

Raccolse il testimone politico lasciatogli dal fratello Luigi (assertore delle posizioni di Lelio Basso e Rodolfo Morandi, collocati all’estrema sinistra nel PSI) quando il 17 dicembre 1963, insieme con gli altri deputati della “sinistra socialista”, negò il voto di fiducia al governo Governo Moro I che avviava il centro-sinistra in Italia. Era il preludio alla sua convinta partecipazione alla nascita del PSIUP nel 1964, di cui seguì le vicissitudini sino alla confluenza nel Partito Comunista Italiano nel 1972. La sua ultima battaglia politica è stata combattuta a Montesano sulla Marcellana, di cui fu sindaco nel 1974-1975.

Cecchino Cacciatore morì il 3 marzo 1983.

Salerno, 30 luglio 2019

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