Infrastrutture e sprechi: triste primato italico

Meccanismi perversi e tangentizi creano sperpero di risorse pubbliche, corruzioni e ingrasso per lobby e mafie.

Mentre si assiste sgomenti al massacro delle prospettive per giovani e della sicurezza sociale per i meno giovani.

di Erasmo Venosi

Erasmo Venosi

L’imminente manovra di aggiustamento dei conti pubblici colpirà principalmente sanità e previdenza. Uno dei meccanismi che consente invece, la crescita esorbitante di disavanzo e debito pubblico resta integro nella sua devastante opera di vessazione dei contribuenti di oggi e di domani.

L’equità fra generazioni resta un vuoto  tra convegni e seminari, mentre si assiste sgomenti al massacro delle prospettive per giovani e di sequestro della sicurezza sociale per i meno giovani.

I meccanismi perversi e tangentizi che creano sperpero di risorse pubbliche, corruzioni e ingrasso per lobby e mafie non sono toccati. Indipendentemente dal “colore” delle coalizioni che governano. Gli ultimi scandali nel settore dei lavori pubblici sono l’ultimo accadimento, in perfetta continuità con quanto succede in questo settore da almeno 40 anni! Corruzioni, mafie, costi anomali hanno la loro origine nei perversi meccanismi, attivati nelle grandi tragedie nazionali: il terremoto del Belice, del Friuli, della Campania.

Si sperimenta un modello procedurale, dove tutto diventa emergenza che segna programmi e leggi di spesa nei lavori pubblici. L’emergenza genera procedure straordinarie, leggi speciali e Commissari, che diventano di volta in volta il Presidente della Regione, della Provincia, il Sindaco o il “grande” tecnico organico alle cricche. Leggi speciali per le calamità naturali, “ mondiali”, ”le colombiadi”, “i parcheggi”, ”l’Aids”, “le scorie nucleari”, “ le opere strategiche “, “ per Reggio Calabria “, “ per Venezia “. Sono smantellati i pochi presidi a tutela del pubblico interesse: reato di abuso di ufficio (modifica art 323 codice penale), modifica dell’art 513 c.p.p. , depenalizzazione del falso in bilancio ( 2621 c.c.). La legge sui lavori pubblici (109/94) limitatissima negli effetti, che avrebbe dovuto incidere nel settore e uscire da “tangentopoli”, dopo un iter travagliatissimo e con accadimenti inquietanti sui quali mai è stata fatta luce, è svuotata.

La legge è pubblicata sulla gazzetta ufficiale con due settimane di ritardo rispetto all’inderogabile tempo di pubblicazione dopo la promulgazione. La ragione? Una “manina “ sembra avesse modificato il testo (art 8 comma 7) approvato in Parlamento che incideva sulla partecipazione alle gare d’appalto delle imprese indagate per corruzione.

L’applicazione della legge è sospesa con vari decreti. Il problema è risolto dal decreto legge 359 del 1994, con l’introduzione tra l’altro della soppressione di due articoli importanti, gli art. 20 e 21 della legge 57/1962 con la quale si sospendevano o si cancellavano dall’Albo Nazionale dei Costruttori le imprese che erano accusate di reati contro la pubblica amministrazione. Decreto poi reiterato e infine convertito in legge, con il nuovo Governo Dini con la legge 216/1995. Resta infine assente la modifica più incisiva per malaffare e organizzazioni criminali: le norme che disciplinano il subappalto per contrastare le associazioni mafiose.

Queste ultime possono continuare a operare perché la loro attività fondamentale si svolge nei “ contratti di nolo” e di “ fornitura e posa in opera”, che non comporta la richiesta di autorizzazione al committente né la certificazione antimafia. Eppure periodici relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia hanno denunciato che i settori a di influenza della criminalità erano i settori del calcestruzzo, movimento terra e cave . Ininfluenti sono infine i rilievi della Corte dei Conti su alcune società pubbliche.

In una sua relazione di qualche anno fa scriveva “ Elemento preoccupante accertato dalla Corte è il mancato collegamento delle gestioni patrimoniali delle società pubbliche con quelle dello Stato… questo mancato collegamento impedisce chiarezza e trasparenza sugli effetti delle gestioni manageriali delle holding pubbliche, caratterizzate da ricorrenti deficit e da operazioni di “pulizia” ciclicamente sopportate dall’Erario”.

I deficit cui la Corte si riferisce, sovente sono riconducibili a debiti contratti per investimenti infrastrutturali , con costi esorbitanti. Modello esemplare di riferimento è l’alta velocità italiana. Con decreto del Ministero del Tesoro (146206/97) furono posti a carico dello Stato mutui e prestiti per circa 32 miliardi di euro. In seguito ulteriori 13 miliardi di euro e interessi che nel 2006 sono stati pari a 618 milioni di euro , per il fallimento della società Infrastrutture Spa , creata dal Ministro Tremonti e che avrebbe dovuto ridurre la “quota a carico dello Stato” per finanziare l’alta velocità. Incidentalmente l’a.v. doveva essere finanziata con il 60% di capitali privati. Privati insistenti ma necessari per affidare i lavori a trattativa privata.

Anche il Ministro Di Pietro nel 1996 ad un a interrogazione parlamentare che chiedeva il perché il collaudo della linea a.v. , venisse affidato al Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (figura oggi inquietante!), rispose che l’incarico poteva esser accettato essendo l’opera realizzata da un “privato” e finanziata con capitali “ a maggioranza privati!Oggi quell’insistente privato ha scaricato, senza i corposi interessi , la bellezza di 45 miliardi di euro. Sottostima dei costi, sovrastima dei ricavi, dichiarazione di “emergenza”, irresponsabilità dei manager pubblici, legge sugli appalti per le opere pubbliche con vistosi buchi , sono le “bombe” poste sotto il bilancio pubblico dello Stato e della democrazia italiana.

I 16 miliardi di investimenti pubblici per la Expo milanese per costruire due autostrade,due metrò,una nuova tangenziale, stazioni , ferrovie e padiglioni unitamente alle opere strategiche che l’Ufficio Studi della Camera quantifica in 260 miliardi di euro,dovrebbero creare un sussulto di responsabilità nelle Istituzioni .

E la smettano i leghisti di pontificare: in Veneto gli appalti per l’ampliamento della Fiera di Vicenza (vinto con il massimo rialzo sic!) e l’ammodernamento della Mestre –Adria, vinto dall’azienda di cui è proprietario , insieme ai fratelli il soggetto che ha indetto la gara, la Finanziaria Veneto Sviluppo.

In Lombardia l’area della Cascinazza di proprietà del fratello del Presidente del Consiglio , “salvata”dai continui allagamenti da 168 milioni pubblici , per la progettazione di un canale scolmatoio , una volta era per i leghisti , una vergognosa speculazione. Oggi con la variante urbanistica fatta dal sottosegretario al MISE e assessore all’urbanistica del comune di Monza è diventata utilizzabile per la Expo e successivamente come edificato con destinazione direzionale, produttivo , residenziale.

La Procura di Monza è intervenuta, perché l’area era stata venduta a una società in odore di mafia che avrebbe dovuto corrispondere al fratello del Presidente del Consiglio un’integrazione , in caso di valorizzazione dell’area.

di Erasmo
da TERRA

5 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Tipico “modus operandi” italico, Abbiamo paesaggi stupendi, aree archeologiche invidiate da tutto il mondo, la mozzarella di bufala e la pizza, vantiamo un passato di santi, navigatori e poeti, ma quando c’è da organizzare grandi eventi, nessuno meglio degli italiani riesce a trasformarli in un boomerang da milioni di euro. Da Italia ‘90 (senza voler andare troppo indietro) all’Expo 2015 passando per Torino 2006, tutti i grandi eventi svolti o da svolgere all’ombra del tricolore hanno avuto storie controverse, tutte caratterizzate da una gestione in bilico tra l’incapacità e il malaffare. Le province, poi, argomento attuale, sono enti pubblici che annoverano fra le loro funzioni più importanti quelle della gestione territoriale e dell’ambiente. Le loro competenze infatti spaziano dalla difesa del suolo, alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente e alla prevenzione delle calamità, passando per la valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche, al monitoraggio del sistema della viabilità sino al sistema scolastico. Le funzioni di questi enti infatti, oltre che essere dei veri e propri doppioni di altre mansioni esercitate da altri enti territoriali (più alti o più bassi), sembrerebbe che, con minori competenze, siano anche i più inefficienti nel rapporto costi-benefici nel nostro Paese. In parole povere oltre che essere effettivamente molto rari i casi di indispensabilità delle Province nel momento in cui si decide per esempio sull’istallazione di un parco eolico o su questioni di gestione ambientale, allo stesso modo rappresenta una burocrazia lenta e particolarmente onerosa. Forse, anziché promettere mari e monti, sarebbe più giusto iniziare un programma serio per una lenta e inesorabile razionalizzazione delle Province, nella speranza che in un orizzonte temporale più o meno ampio si possa arrivare ad uno snellimento dell’apparato burocratico e ad una redistribuzione più intelligente delle risorse. Detto questo, mi rimane solamente un appunto da fare e si riferisce al titolo di questo post che pone una domanda specifica: la risposta è ovviamente “si”.del resto anche il Pres. della comm.EU ha affermato il 21 di maggio 2010: eliminare gli sprechi pubblici, La proposta del presidente della Commissione Ue contro la crisi. Finendo con il federalismo fiscale, come cura obbligata alla malagestione finanziaria dello Stato, ma molti dibbi arrovellano gli “esperti” d’ogni colore politico…In un momento di crisi economica come l’attuale, che vede la Grecia alle corde e una UE non disposta a dare soldi senza garanzie, con gli Stati Uniti che non saranno sempre disposti ad accollarsi l’onere della nostra difesa, la riduzione della spesa pubblica è il miglior modo per celebrare unanimemente e degnamente l’anniversario dell’unità d’Italia.

    • Per Marco Naponiello-
      Hai ragione, il vero problema è la razionalizzazione e le competenze.
      In Italia purtroppo di tanto in tanto accade che qualcuno si svegli e vuole mettere ordine in qualcosa,. Si fa per dire. In effetti si incomincia tagliare incondizionatamente e si finisce per buttare, come si dice, insieme all’acqua sporca anche il bambino.
      L’attuale maggioranza di Governo si è sempre battuta per eliminare le province, fino a che non hanno vinto le elezioni e adesso, nemmeno quelle piccole vogliono eliminare. E’ fracile parlare fi8no a che non si incomincia ad impiastricciarsi le mani di farina.
      Ma questo Governo è famoso per tante altre cose tranne che la razionalizzazione degli sprechi. Si distingue, per esempio, nel voler a tutti i costi, imbavagliare i giornalisti, bloccare i magistrati, liberare le carceri, far rientrare capitali dall’estero usciti chi sa come, per fare condoni edilizi e condoni finanziari, di tutto e di più tranne che governare un paese, mentre sale la disoccupazione e gli stipendi e i salari sono itra i più bassi del mondo.
      Con la scusa degli sprechi sulla sanità si eliminano conquiste di loibertà e si potenzia la sanità privata.
      Non parliamo di opere pubbliche, si pensa di fare il ponte sullo stretto e in sicilia manca l’acqua, le strade, gli ospedali, il lavoro, la ferrovia, la sicurezza, manca e se c’è e veramente risibile il servizio internet, con zone per niente servite e zone che solo per collegarsi ci vuole un quarto d’ora.
      Potrei continuare ancora caro Marco, e potremmo riscrivere questi post a due mani, ma purtroppo questa è la musica.

  2. LA RINGRAZIO PER LA SINTONIA DI VEDUTE, SAPPIAMO ENTRAMBI INSIEME AGLI AMICI DEL POST, CHE SDILINQUIRSI VERSO IL POPOLO PER UN CONSENSO DI ACCATTO E’ UN CONTO, (COME ACCUSARE I GOVERNI DEL PASSATO COME SEMPLICISTICA GIUSTIFICAZIONE),INVECE METTERE MANO AI PROBLEM, INTACCANDO SEMMAI I SANTUARI E LE LOBBIES RISULTA BEN ALTRO. PECCATO CHE I FONDI PERDUTI LI RIMPIANGIAMO ADESSO CON LE “VACCHE MAGRE”,QUANTO DISAGIO IN MENO SI SAREBBE POTUTO FAR RISPARMIARE AL POPOLO! I MIEI MIGLIORI SALUTI.

  3. gli sprechi ,combattere gli sprechi.
    eliminare i finanziamenti a strutture private ridurre gli stipendi dei parlamentari dei politici regionali e provinciali ,in questo modo netto di ragionare si farebbero due manovre di risanamento finanziario.

  4. AVVISO –
    PER MOTIVI DI LINEA E PER COLPA DELLA TELECOM NON HO POTUTO AGGIORNARE A TEMPO IL BLOG. HO DISDETTO TELECOM E HO SCELTO UNA NUOVA COMPAGNIA, PRIMA DI RIPRISTINARE IL TUTTO CI VORRANNO DEI GIORNI, FARO’ IL POSSIBILE PER APPROVARE ANCHE I COMMENTI.
    FATE LA DISDETTA A TELECOM AGISCE IN CONTINUO ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE

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