Ospedale Roccadaspide: Per la Cisl, riorganizzazione dei servizi in tutela

Ospedale di Roccadaspide: Allarme dalla Cisl-Fp per la Riorganizzazione dell’Assistenza ma in assoluta Tutela. 

Il Segretario Generale provinciale di Salerno della Cisl-Fp Pietro Antonacchio a chiede in una lettera al DS del DEA Eboli-Battipaglia-Roccadaspide avente ad oggetto: Criticità irrisolte e disposizione accorpamento dell’U.O. di Lungodegenza – P.O. Roccadaspide.

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ROCCADASPIDE – «Qualsiasi operazione di riorganizzazione e razionalizzazione della filiera assistenziale va fatta assicurando tutela e sicurezza ad operatori ed utenti. Tale evidente necessità deve coniugarsi compiutamente al fine di individuare percorsi e luoghi dove la messa in sicurezza possa avvenire, riducendo al minimo errori. – scrive in una nota il Segretario generale della UIL-FPL Pietro Antonacchio con la quale si rivolge al: Direttore Sanitario della DEA Eboli-Battipaglia-Roccadaspide; Al Dirigente Responsabile U.O. Medicina Generale; Ai Delegati RSU/RSA/RLS CISL-FP; Ai lavoratori interessati; relativamente alla Riorganizzazione dell’Assistenza degli Ospedali ma in assoluta tutela per i cittadini utenti, riferendosi agli accorpamenti dei reparti di Ortopedia e Chirurgia dell’Ospedale di Eboli e a tutte le disavventure occorse nei vari presidi che hanno generato comunque un abbattimento dell’offerta dei servizi rispetto ad un territorio con oltre 150mila abitanti. – Tale aspetto è evidente anche alla luce del fatto che l’evoluzione della pandemia in atto mostra tutte le sue insidie, molte delle quali collegate al fenomeno nuovo e ancora poco comprensibile della sua evoluzione, per cui è difficile trovare misure da mettere in campo che diano certezze assolute.

Pietro Antonacchio

Per tale ragione abbiamo cercato di dare suggerimenti ai responsabili per limitare al minimo eventuali errori, mantenere l’attenzione sulla struttura ospedaliera quale punto di riferimento periferico della comunità, sia quale residenza deputata all’assistenza che quale centro di sorveglianza attenta a contrastare l’evolversi della pandemia. – conclude Pietro Antonacchio della Cisl – Tale duplice finalità richiede una integrazione di funzioni che si potranno realizzare attraverso un’attenta valutazione dei rischi correlati, alla identificazione di spazi idonei e alla individuazione di percorsi strutturali e funzionali adeguati. In tal senso va il nostro contributo e la nostra attiva partecipazione alle dinamiche».

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Prot. n° 2074 Salerno, 18 novembre 2020

Al Direttore Sanitario DEA Battipaglia/Eboli/Roccadaspide

Al Dirigente Responsabile U.O. Medicina Generale

Ai Delegati RSU/RSA/RLS CISL FP

Ai lavoratori interessati

Oggetto: Criticità irrisolte e disposizione accorpamento dell’U.O. di Lungodegenza – P.O. Roccadaspide.

In riferimento all’oggetto e facendo seguito alla nota protocollo n. 1331/DS, con la quale si dispone l’accorpamento dell’U.O. di Lungodegenza con l’U.O. di Medicina al fine di concentrare le risorse e impiegare parte del personale nella gestione dell’emergenza SARS-COVID-2, si rileva che nella fattispecie specifica i locali dell’attuale U.O. di Lungodegenza verrebbero destinati per l’OBI (Osservazione Breve Intensiva) per i sospetti COVID del Pronto Soccorso, in attesa dell’esito del tampone NOF e/o comunque in attesa di trasferimento verso i centri Hub e il tutto a partire dal 17/11/2020 ore 14.00.

Tale disposizione, per quanto esposto, potrebbe confliggere con la strategia aziendale, atteso che non sembrerebbe supportata da alcun provvedimento della direzione strategica e nell’attuale momento di crisi assistenziale derivante dal porre esclusiva attenzione all’epidemia in atto, potrebbe gravemente minare il diritto fondamentale alla salute per tutti i pazienti NO/Covid che non stanno più trovando punti di riferimento in nessuna struttura residenziale pubblica.

Inoltre è il caso di sottolineare che, qualora nella strategia complessiva aziendale siano date indicazioni riguardo alla identificazione della struttura in quanto Covid, appare evidente che sarebbe opportuno, in primo luogo identificare percorsi e avere le dovute garanzie di avere tutti i dispositivi individuali di protezione, l’identificazione di zone filtro e spogliatoi con doccia. 

Pur tuttavia, nell’ambito di favorire il processo di riorganizzazione della filiera sanitaria ed assistenziale, è opportuno rilevare che i locali in questione si trovano al centro dell’edificio, al 1^ piano, con nessuna possibilità di differenziare i percorsi e i flussi di utenti ed operatori, ma l’elemento preponderante è definito da un impianto di areazione che non permette di essere escluso dalla rete centralizzata in modo tale da contenere la diffusione e il contagio del virus.

Si rappresenta altresì che per mettere in tutela operatori e cittadini occorre:

  1. Tendostruttura (ancora in fase di allestimento e priva di quanto necessario all’attivazione funzionale), un posto di controllo fisso nell’area parcheggio immediatamente dopo il cancello di ingresso principale con la dotazione di una tendostruttura che richiede l’impiego di due unità sanitarie (Infermiere e OSS) fornite dei relativi dispositivi e presidi; questa avrebbe il compito di differenziare i flussi di utenti verso percorsi COVID e COVID–free, minimizzando la promiscuità dell’utenza che accede al Pronto Soccorso e riducendo al minimo il rischio di contagio.
  2. Ridurre i lunghi tempi di risposta circa il processamento del tampone NOF, poiché in alcuni casi rimaniamo in attesa che venga consegnata la strumentazione per il processamento di tamponi molecolari che risulta già acquistata e in fase di approvvigionamento entro il fine settimana;
  3. Identificazione di uno spazio contumaciale unico presso la struttura ospedaliera e anziché dotare ogni reparto di una o più stanze contumaciali come finora accade, per la qual cosa è stato disposto ed eseguito un sopralluogo dei locali dell’U.O. di Ortopedia che risponderebbero alle caratteristiche tecnico-strutturali a garanzia delle norme sulla gestione del rischio clinico per le motivazioni come di seguito elencate:
  1. I locali dell’U.O. di Ortopedia si collocano al terzo piano della struttura, considerato che la degenza ortopedica è stata anzitempo allocata presso il secondo piano nei locali dell’U.O. di Chirurgia e che attualmente l’ex Ortopedia ospita solamente la Sala Gessi, gli studi medici e i servizi annessi utili all’attività ambulatoriale che potrebbero altresì essere collocati nei pressi dell’attuale Lungodegenza come ipotizzato, nelle more di una continuità assistenziale tra percorso Ortopedico-Traumatologico e Riabilitativo annesso, vista anche la messa in opera corrente dei lavori per la strutturazione della riabilitazione a piano terra;
  2. Punto di primaria importanza è considerata la centralizzazione dell’aria condizionata quale elemento di diffusione e contagio del virus ma è stato appurato dal personale tecnico che i locali dell’U.O. di Ortopedia hanno i requisiti strutturali e impiantistici poiché l’impianto può essere escluso dal circuito di areazione della rete dell’edificio;
  3. Possibilità di attivare un ascensore ad uso esclusivo, che percorre tutti i piani compreso il seminterrato, per il trasporto dell’utenza sospetta direttamente dai locali del P.S. verso il reparto in questione.

Per quanto espresso inoltre, si rimarca la necessità che la formazione del personale di un’azienda è determinante per una corretta gestione dei flussi produttivi, e nella fattispecie le aziende sanitarie sono definite, secondo i modelli di organizzazione del lavoro, le aziende a più elevata complessità organizzativa.

Esse richiedono un intervento prioritario e completo nella formazione, nella pianificazione e gestione dei processi assistenziali. 

Allo stato dell’arte, ormai IV fase Covid-19, il processo formativo rispetto ai bisogni del personale sanitario richiede conoscenze e competenze attese e raggiunte in brevissimo tempo. 

Alla luce di quanto riportato sono da considerare dei possibili interventi, tra cui: 

  1. Formazione “preventiva” del personale sanitario, amministrativo e dei servizi esternalizzati che si definisce nel saper riconoscere e utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuali di base e aggiuntivi, identificando inoltre nei vari setting assistenziali, luoghi appropriati per la vestizione e la svestizione dei DPI, considerando modalità e tempi opportuni; 
  2. Necessaria una formazione sulle norme comportamentali al fine di ridurre al minimo il rischio di infezione e contagio;
  3. Revisione dei percorsi; 
  4. Considerata l’obsoleta organizzazione aziendale, si rende necessaria e improcrastinabile l’adozione di una riorganizzazione dei servizi che sulla base della necessità di erogare prestazioni multi specialistiche, possa rivisitare e rinnovare i processi e le procedure assistenziali. 

In conclusione e per quanto esposto, si invita ad attivare ogni utile procedura per la messa in tutela di operatori ed utenti, nell’ambito e nel rispetto del D.lgs 81/2008, al fine di realizzare al meglio la razionalizzazione dei percorsi adeguandoli coerentemente alla riorganizzazione messa in atto per contrastare l’evolversi della pandemia e favorire prioritariamente l’uscita da questa particolare e complessa situazione di crisi assistenziale. 

Il Segretario Generale

Pietro Antonacchio

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Roccadaspide, 18 novembre 2020

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