Ecco “Donne per Eboli…” e la politica si tinge di rosa

Nasce il Comitato “Donne per Eboli. Eboli per le Donne”. Un altro genere di Politica. E… la politica in Città si butta sul rosa.

E irrompe in città con una Partita di genere un piccolo esercito di donne semplici: Mamme, mogli, figlie, sorelle, casalinghe, professioniste, imprenditrici; che propone un progetto al femlinile e non esclude di indicare una candidata a Sindaca di Eboli. Scommettiamo che qualcuno pur di candidaresi a sindaco è disposto anche a mettersi il tutù e i tacchi a Spillo? 

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – «Donne per Eboli è un comitato cittadino “al femminile” composto da donne di diversa estrazione politica, professionale e generazionale che si sono ritrovate, ed unite, intorno ad un progetto “di genere” che intende lavorare in maniera partecipata alla costruzione di una nuova visione della città e del modo stesso di fare politica. – si legge in una nota stampa pervenutaci con tanto di logo e “manifesto” che ritrae 26 donne, con la quale si annuncia un progetto insolito ma con una volontà chiara e precisa di non volere affatto un ruolo subalterno in questa campagna elettorale atteso che quella dell’ottobre prossimo eleggerà la nuova classe dirigente e politica che amministrera’ la Città dopo questa brutta avventura – A breve saremo chiamati a scegliere il futuro che vogliamo per Eboli e, di là dal risultato elettorale che designerà il nome del nuovo sindaco e gli altri organi di governo, avvertiamo la necessità di partecipare attivamente al dibattito pubblico – e di alimentarlo – perché la nostra possa essere una città che ci somigli di più: più giusta, meritocratica, moderna, coraggiosa ed inclusiva.

Partendo da un’analisi del contesto attuale della nostra comunità, dei suoi bisogni e dei suoi sogni, abbiamo messo in condivisione energie, competenze e sensibilità, avviando un percorso collettivo che aspira a diventare una vera e propria rete capace di attrarre gli spiriti più civicamente volenterosi e le migliori intelligenze, femminili e maschili, a beneficio e al servizio di tutti. – prosegue la nota che enuncia i principi generali che hanno spinto a voler partecipare alla vita politica cittadina e sebbene non vi è ancora un organigramma, nelle loro intenzioni vi è quella di declinare in maniera autentica e plurale, coerentemente ad un modello di leadership  che sperano essere condivisa, individuando delle tematiche ed assegnando ad ognuna di esse delle referenti che costruiranno tavoli di lavo. – Nel cammino che abbiamo intrapreso con impegno e determinazione ci orienta la ferma convinzione che le donne sono una risorsa fondamentale ed imprescindibile per ogni politica che voglia avere come idea fondante un cambiamento vero, radicale, profondo (e non solo propagandato). Non solo e non tanto una fascia della popolazione da sostenere, ma un soggetto attivo e leve del cambiamento.

Guardare alla politica, e alla città, con sguardo di donna significa mettere al centro le persone, tutte le persone, nella loro ampia diversità; significa prendersi “cura” degli spazi pubblici, fisici ed immateriali; significa immaginare di poter avere un’amministrazione che si pone in posizione di ascolto per capire come organizzarsi o riorganizzarsi; significa abbandonare un modello di leadership tipicamente maschile – l’unico sinora sperimentato – individuale e centrato sulla persona, per preferirgli piuttosto un modello alternativo basato sul lavoro di squadra e sulla costruzione di relazioni; significa iniettare nel tessuto sociale nuove idee e germi di innovazione provenienti da chi finora ha avuto solo (e nel migliore dei casi) un ruolo ancillare e mai protagonista.

Il cambiamento è un mantra trasversalmente invocato, apparso già sui primi manifesti e comunicati elettorali. Ma non si può pensare di essere predicatori credibili senza, prima di ogni altra cosa, realizzare un totale – ed ora non pervenuto – cambio di approccio e di prospettiva. – prosegue la nota – Se è vero che Eboli è una città ferita, che merita di ritrovare equilibrio ed attenzione, allora è vero che non si può che ripartire dalle donne, da quella metà della popolazione, cioè, che sperimenta quotidianamente il lavoro di cura, la capacità di tenere insieme più aspetti della vita; che, istruita, competente, più vocata al sociale e meno corruttibile, vive in maniera fisiologica e dunque più funzionale nel “Noi”.

Città di Eboli

Città di Eboli

Il tema della parità di genere non è affatto un argomento “minore”, come spesso erroneamente si pensa. I suoi snodi sono numerosi, complessi e cruciali. Essi vanno, ad esempio, dal tema della rappresentanza femminile nelle istituzioni alle misure per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; dall’incentivazione dell’imprenditoria femminile al potenziamento dei servizi territoriali legati alla salute, agli anziani, all’infanzia, ai non autosufficienti, alla disabilità; da un progetto educativo globale che attraversa la famiglia, la scuola, lo sport, gli spazi ludici al sostegno ai centri antiviolenza ed ai consultori; dall’uso di un linguaggio antidiscriminatorio all’inclusione delle donne immigrate e delle loro famiglie. – aggiungono ancora “Le donne per Eboli” – La parità di genere è l’idea fondante della nostra visione di città, “il programma di tutti i programmi” che intendiamo scrivere a più mani su tavoli di lavoro pubblici e partecipati, fino ad elaborare un piano di azioni e proposte concrete da porre al centro della riflessione politica e sottoporre a quanti si sono già candidati o si candideranno ad amministrare la città.

Per farlo, per diventare autenticamente rete virtuosa ed incubatore di idee progressiste ed egalitarie, abbiamo bisogno sì delle donne ma anche degli uomini; abbiamo bisogno di nuova alleanza tra i cittadini – donne ed uomini – che non inverta i ruoli ma che provi finalmente a superare una democrazia imperfetta quale è quella in cui le donne non hanno la stessa voce degli uomini. Abbiamo cioè bisogno di un’intelligenza collettiva che, indipendentemente dalla propria identità di genere, appartenenza politica o religiosa, desideri innescare e vivere il processo di cambiamento e di cura di questa città. EBOLI PER LE DONNE è per noi una sfida, un impegno, una necessità. – concludono le Donne per Eboli – E’ per tutti un’opportunità: UN ALTRO GENERE DI POLITICA. Noi ci siamo. Unisciti a noi

margaret thatcher premier e casalinga

E la politica in Città cambia genere: Si tinge di rosa; e a tale proposito POLITICAdeMENTE non può che accogliere con favore questa iniziativa ed in particolare io che, tra l’altro ho sei sorelle ultrasettantacinquenni e ultraottantenni, straordinarie combattenti che hanno conquistato con successo spazi di primo piano nei loro rispettivi campi: professionali, aristici, culturali, sociali; Come manager, pittrici, scrittrici, ricercatrici e “casalinghe”. Parliamo di donne che si sono fatte spazio negli anni ’50, ’60 e primi anni’ 70. E immaginare ancora oggi che le donne per affermarsi in alcuni campi e soprattutto in politica devono far ricorso alle così dette “quote rosa”, ci fa specie e ci dice come siamo ancora lontani dall’abbattere quegli ostacoli che nei secoli si sono fortificati e che impediscono si riconosca e si raggiunga quella agognata parità.

«Ogni donna che sa come far andare avanti una casa è molto vicina a capire come far andare avanti una nazione» 

Disse Margaret Thatcher nel 1979 data in cui è diventata Primo Ministro Inglese. Maggie, la “lady di ferro“. Prima donna a ricoprire quell’incarico e secondo alcuni esperti e conoscitori della società, unica donna ancor più della Regina Madre a lasciare un segno cosi forte e a passare così prepotentemente alla Storia dell’UK.

In quella circostanza alcuni uomini di spirito ma fortemente maschilisti dissero: “Finalmente un uomo vero“; sottolineando come ci fosse stato bisogno in quel momento di una persona forte, che nell’immaginario collettivo non poteva essere che un “uomo” seppur con le fattezze di donna. Altri invece, e soprattutto tra le donne e/o appartenenti a quell’universo femminista dissero: “Finalmente una donna con le palle“, volendo dare valore ad una donna forte, decisa, capace, ma commettendo l’errore di associare a quella forza gli attributi maschili.

Tornando alle nostre miserie cittadine, ecco che irrompe nel firmamento politico locale un piccolo esercito di donne. Donne semplici: Mamme, mogli, figlie, sorelle, casalinghe, professioniste, imprenditrici; semplici ma agguerrite a quanto pare, determinate a voler portate avanti un progetto tutto al femminile, e sebbene non lo dicono in quel progetto vi è anche quello di indicare una Donna che ne assuma la guida e verosimilmente, se condivisa, proporla a candidata Sindaca della Città. Pasionarie, visionarie o realistiche confermano quel bisogno di irrompere in un campo ritenuto fortemente invaso e a trazione maschile.

Simona Naimoli

Ma chi sono queste coraggiose argonaute della politica cittadina? Alcune conosciute, altre meno, ma tutte con la voglia di segnare un nuovo inizio come è nelle intenzioni di: Anna Guida, commercialista esperta di finanziamenti europei in sostegno alle imprese; Giorgia Astone, maestra alla scuola primaria; Gabriella Caruso, psicologa e psicoterapeuta; Anna Latronico, ostetrica; Dina Trotta, insegnante in pensione; Camilla Falcone, pasticciera con la passione della grafica; Francesca Guarracino, studentessa di giurisprudenza, insieme a Fortunata studentessa in medicina, Anna, Maria e tutte le altre firmatarie di quello che è un vero e proprio manifesto politico; ivi compreso, Simona Naimoli già ricercatrice universitaria in diversi progetti, consigliera comunale eletta nell’ultimo consiglio e sebbene di brevidsima esperiensa si distinse con un appassionato intervento pronunciato nella prima seduta di insediamento dell’assise comunale.

Riusciranno le nostre ero”e” nel loro progetto? Noi ci auguriamo di si, e per questo abbiamo dedicato loro questo spazio nella giornata della Santa Pasqua, intanto immaginiamo ci sia già qualcuno che pur di candidaresi a sindaco è disposto anche a mettersi il tutù e i tacchi a Spillo.

Eboli, 4 aprile 2021

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Le politiche di promozione delle pari opportunità di genere finanziate dall’Europa si basano sul cosiddetto “approccio duale” (Dual Approach). Con rammarico, devo/dobbiamo riconoscere che le conquiste finora ottenute non sono sufficienti ed hanno le gambe deboli bisogna mettere ancore solide radici ai traguardi conquistati. Per questo credo che dobbiamo fare un passo avanti nella riflessione. Quindi complimenti per l’iniziativa speriamo abbiano davvero qualcosa da dire.

  2. Ottima iniziativa fuori dagli schemi e dalle lobby politiche ebolitane, complimenti vedo molte giovani donne un plauso all’iniziativa.

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