Arrivano le cartelle TARI: L’Amministrazione ne “prende le distanze”

Partono dal Comune le cartelle esattoriali per la Tari: Per l’Amministrazione è un atto dovuto.

La maggioranza prende le distante: “Il Comune non può omettere atti dovuti”.  “Si precisa infine che si tratta di accertamenti partiti negli anni scorsi il cui iter si avvia a conclusione attualmente“. 

Comune di Eboli – Mario Conte

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLIInoltrare le cartelle esattoriali per la Tari è un atto dovuto. – si legge in una nota ufficiale del Comune di Eboli – Il servizio, secondo la normativa vigente, va coperto interamente attraverso la tariffazione. Purtroppo, – prosegue la nota, quasi a prendere le distanze da provvedimenti che non sono per nulla discrezionali, tranne che non si decida attraverso un atto di indirizzo di rivedere le tariffe o sospenderle o concedere rateazioni significative, tra l’altro in linea con le decisioni adottate dal Governo, sebbene giungano in un momento difficilissimo nonostante il difficile momento che i cittadini stanno attraversando, – non chiedere la riscossione significherebbe incorrere in danno erariale. Sarebbe auspicabile che una forza di maggioranza come il PD, piuttosto che fare demagogia su un argomento così delicato, giacché è presente sia nel governo regionale che in quello nazionale, promuovesse una modifica della normativa in questione. Nel frattempo, però, per quanto sia sgradevole, il Comune non può omettere atti dovuti. 

Quanto alle scadenze e alla prescrizione si specifica quanto segue, sulla base dei pareri chiesti agli uffici competenti: gli atti emessi dall’ente contestano ai contribuenti l’omesso pagamento della TARI. – prosegue ancora la nota – Per l’anno d’imposta 2015 il comune ha emesso la richiesta di pagamento a mezzo raccomandata (quindi con data certa) nell’anno 2017, pertanto è dal 2017 che decorrono i 5 anni previsti dall’art. 1 comma 161 della Legge 296/2006 in base al quale: “Gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni Incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni“.

Pertanto per l’anno 2015 il termine decadenziale spira al 31/12/2022 e, considerata la sospensione dei termini disposta dall’art 67 del D.L. 18/2020, si va al 26/03/2023. Quindi non c’è nessuna decadenza. Anche per l’anno 2016 la richiesta di pagamento a mezzo raccomandata è stata effettuata dall’ente nel 2018. Pertanto il termine quinquennale decorre dal 2018 e la scadenza per emettere un avviso di accertamento per omesso pagamento è fissata al 31/12/2023 e così via per le altre annualità. – conclude la nota dell’Amministrazione Comunale che tiene a precisare non vi sia nessuna sua responsabilità, aspetteremo l’anno prossimo per attribuire le “responsabilità” alle cartelle TARI future – Si precisa infine che si tratta di accertamenti partiti negli anni scorsi il cui iter si avvia a conclusione attualmente.

Eboli, 29 marzo 2022

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