Ben venga nuovo programma di governo

Senza Verdini, La Russa e Bondi, migliorerebbe il PdL e faciliterebbe il dialogo con Futuro e Libertà per l’Italia.

Fisco, giustizia, federalismo e piano per il Sud, sono la base di partenza su cui si può convergere se Berlusconi scegliesse la via della discontinuità, più volte indicata da Casini.

di Italo Bocchino

Italo Bocchino

ROMA – L’ipotesi che il governo si presenti al Parlamento per chiedere la fiducia su un programma per la seconda metà della legislatura è estremamente positiva e ci vede attenti e interessati. E’ una mossa che va incontro, seppur tardivamente, alla richiesta che Gianfranco Fini aveva affidato a Giuliano Ferrara alla vigilia della rottura quando propose un nuovo programma su cui convergere.

Il ministro Angelino Alfano ha detto che i pilastri sono fisco, giustizia, federalismo e Mezzogiorno e che la base di partenza è quanto su questo è scritto nel programma di governo.

E’ evidente che su questi punti i parlamentari di “Futuro e libertà per l’Italia” sono pronti a convergere, sia perché li condividono nel merito sia perché fanno parte di quel patto elettorale al quale sono vincolati e i gruppi sono pronti a discuterne all’interno del perimetro della maggioranza e anche all’esterno, rivolgendosi a quell’area della responsabilità che potrebbe condividere alcuni percorsi se Berlusconi scegliesse la via della discontinuità che Pierferdinando Casini ha più volte indicato.

Lavorare in Parlamento alla riforma del fisco ci interessa molto, convinti come siamo che una semplificazione delle aliquote e l’introduzione del quoziente familiare rappresentano una scommessa per la maggioranza. Riteniamo indispensabile anche cambiare la giustizia in Italia, ovviamente non in chiave punitiva verso la magistratura, che per noi è uno dei baluardi della legalità, ma per evitare le distorsioni evidenti del sistema, per accorciare i tempi del giudizio, che poi in sede civile significa aiutare il sistema e economico italiano.

Siamo altresì interessati al federalismo, che ci ha visti già impegnati in Parlamento, ma ci permettiamo di ribadire quel che Fini disse nella famosa direzione nazionale dello strappo, cioè che deve essere solidale e compatibile con le finanze pubbliche. Sul Mezzogiorno ne abbiamo fatto una bandiera e siamo felici che il governo lo proponga tra i quattro pilastri, magari presentando quel Piano per il Sud sempre annunciato e mai portato in Parlamento.

Su questo passaggio parlamentare non ci saranno sorprese interne alla maggioranza, dunque, e attendiamo che un vertice dei gruppi parlamentari che sostengono il governo affronti nel merito le questioni.

Ci permettiamo però di suggerire al governo che questa saggia scelta combinata all’affacciarsi della cosiddetta “area della responsabilità” potrebbe essere l’occasione per appellarsi anche ad altri soggetti moderati che hanno mostrato di non condividere lo scontro massimalista dell’Italia dei Valori a cui si accoda troppo spesso il Pd. Sarebbe una doppia novità in questa legislatura, con un governo che rifà il programma, allarga i suoi orizzonti e si rafforza a livello parlamentare.

Una considerazione va fatta anche su quello che leggiamo sul Pdl. Nella ormai nota intervista a Ferrara il presidente della Camera propose a Berlusconi di resettare il partito per rilanciare tutto. Allora fu letta come una provocazione ma adesso il presidente del consiglio chiede un passo indietro ai coordinatori per puntare su tre volti nuovi.

Non sappiamo se Berlusconi riuscirà a far dimettere Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi, va però detto che questa mossa cambierebbe in meglio il Pdl e renderebbe più facile il dialogo con “Futuro e libertà per l’Italia” e gli altri componenti dell’area della responsabilità. Tra l’altro puntare su tre colombe come Alfano, Gelmini e Meloni che hanno guardato e guardano con interesse a Fini per ragioni sia politiche sia generazionali è un fatto assai positivo. Non sappiamo se i colonnelli e i falchi consentiranno a Berlusconi questa bella mossa, ma non sarebbe male. Abbiamo letto che per ora gliel’hanno impedita ed è un peccato che non sia riuscito a farla.

da Generazione Italia

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