L’On. Conte alla Carfagna: Ora un progetto per il Sud

Mezzogiorno, Conte (Art1): “Bene l’evento a Sorrento della Ministra per il Sud Carfagna, ora occorre un Progetto Politico Generale” 

L’On. Federico Conte: “Solo un Mezzogiorno federato intorno a un progetto di “azione”, che sia insieme politico ed economico, può determinare una svolta. In mancanza resterà il caustico realismo delle battute del Presidente De Luca”.

Federico Conte – Mara Carfagna

POLITICAdeMENTE

NAPOLI – «Bene l’evento organizzato a Sorrento dalla ministra per il Sud Mara Carfagna, “Verso sud”, che ha condiviso e rilanciato le proposte avanzate da Articolo UNO in Parlamento e con l’Agorà Democratica svoltasi a Napoli col titolo “L’Italia Mediterranea: trasformare il Sud in un hub strategico”. – ha dichiarato Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali La questione, tuttavia, non è andare verso il Sud “solo” per prendere sole e vento a fini energetici o, peggio, per  dispensare promesse, ma definire un orizzonte geopolitico di un’Europa che dopo l’espansione a Est, ora teatro di guerra, riequilibri il suo sviluppo nel Mediterraneo. Occorrono interventi a regime, per realizzare l’Italia mediterranea, coordinando risorse nazionali ed europee, ordinarie e straordinarie, che uniscano e non dividano le regioni meridionali con finanziamenti a pioggia senza un disegno organico.  Un rischio concreto che corre il PNRR, se non inserito in un progetto politico generale e assistito da una rete istituzionale capace di realizzarlo.

Solo un Mezzogiorno federato intorno a un progetto di “azione”, che sia insieme politico ed economico, può determinare una svolta. In mancanza resterà il caustico realismo delle battute del Presidente De Luca. – conclude Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali che a bassa voce suggerisce a Governo e Regione una strategia – Il futuro del Mezzogiorno non può essere, ancora una volta, affidato a un “Verso” che viene dal Nord o da Roma, ma deve essere costruito sulla sua centralità europea, de linata in progetti e risorse. Non si tratta più di integrare il Sud ma di rifare il Paese insieme all’Europa“».

Purtroppo, pur condovidendo le osservazioni e la proposta politica dell’On. Federico Conte, si deve necessariamente sottolineare che è proprio per colmare il divario tra Nord e Sud che nel Pnrr si sono assegnati gli 82 miliardi a fondo perduto, dei quali solo 40 miliardi sono stati destinati al Sud. Ergo, nessun regalo anzi è proprio il contrario è continuata la “rapina”, aggravata da progetti strategici nazionali, sicuramente utili, che pur assorbendo buona parte dei fondi, non risolvono i problemi comprensoriali, territoriali, provinciali interprovinciali, così che avremo l’Alta Velocità fino a Reggio Calabria, Dio sa con quanti storpi ambientali, e poi per andare a da Buonabitacolo a Vallo della Lucania o si fanno 70 km fino a Eboli e altri 70 per Vallo, oltrimenti ci tocca fare gli alpini e scalare il Monte Carmelo. Non parliamo degli altri divari che attraversano la Sanità, la Scuola, le infrastrutture, i Servizi Generali. Tuttavia prendiamo atto dell’impegno dichiarato dalla Ministra Carfagna alla Convention di Sorrento.

Mara Carfagna

«Per la prima volta, – ha dichiarato dalla tribuna la Ministra per il Sud Mara Carfagna il tema dei divari territoriali è stato posto non come rivendicazione di una parte del Paese contro l’altra, ma come “questione nazionale”, come urgenza nazionale. Una questione non meridionale, ma nazionale, da affrontare e risolvere per far ripartire l’intero Paese, scartando il modello della “locomotiva”, dove poche regioni trainano e tutte le altre vanno a rimorchio».

Riguardo alle diversità territoriali lo ha  ricordato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso alle Camere riunite, il giorno del suo giuramento del suo secondo mandato: «un Paese che cresca in unità. In cui le disuguaglianze, territoriali e sociali, che attraversano le nostre comunità vengano meno». Oltre a Mattarella anche il Premier Mario Draghi lo ha sottolineato: «Per la prima volta abbiamo quantificato, messo in evidenza, vincolato al Sud all’interno del PNRR una quota percentuale di investimenti superiore rispetto alla popolazione residente e rispetto al PIL prodotto: il 40% del totale delle risorse territorializzabili, circa 82 miliardi di euro».

E sulla base di questi due assunto che la Ministra Carfagna arringa il parterre composto da parlamentari, membri di Governo italiani e stranieri, Imprenditori e personalità politiche: «Dimenticatevi il Sud che è esistito fino a ieri. Ne sta nascendo un altro, più giusto, più moderno, più efficiente, più “europeo”, più collegato, capace di offrire pari diritti e pari dignità ai suoi cittadini, ma anche di attrarre investimenti nazionali e internazionali. – ha aggiunto – I nuovi scenari determinati prima dalla pandemia, poi dalla guerra in Ucraina, la crisi energetica, la crisi dell’agroalimentare, la necessità e l’opportunità di reindustrializzare l’Europa, rendono il Mezzogiorno l’asset più importante su cui investire in questo momento». 

Ancora purtroppo, quello che a noi preoccupa è la sistematica non attenzione che segue gli atti governativi prodotti da un Parlamento nordizzato e da un Governo altrettanto nordizzato, basta solo pensare che nella composizione del Governo sono solo 3 i Ministri del Sud, circostanza che chiarisce le “distrazioni” riportate nelle Finanziare degli ultimi 25 anni, consolidate sia negli ultimi 4 a guida Lega-M5S e  sia negli ultimi tre a guida PD-M5S. Che DIO ci salvi.

Napoli, 15 maggio 2022

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