E’ morto Ciriaco De Mita: il Filosofo delle Magna Graecia

E’ morto l’ex Presidente del Consiglio e Segretario della Democrazia Cristiana Ciriaco De Mita: Il “filosofo” della Magna Graecia.

Aveva 94 anni. Storico segretario della Democrazia Cristiana, leader della corrente maggioritaria “Sinistra di Base” e leader politico indiscusso degli anni ’80 e’ 90, si è spento nella sua Nusco, di cui ne era Sindaco. Unanime il cordoglio provenienti da tutti gli ambienti politici. Il PD di Veltroni non lo candidó, gli preferì Pina Picierno: aveva fatto una tesi su De Mita.

Ciriaco De Mita con Giulio Andreotti

POLITICAdeMENTE

ROMA – L’ex presidente del Consiglio e segretario della Dc, Ciriaco De Mita, il “filosofo della Magna Graecia, è morto questa mattina alle 7 a Nusco, in provincia di Avellino, città di cui era sindaco. Lo ha reso noto il vice sindaco, Walter Vigilante. De Mita era stato sottoposto a febbraio scorso a un intervento chirurgico per la frattura di un femore a seguito di una caduta in casa.

Secondo quanto si è appreso successivamente, De Mita è morto nella casa di cura Villa dei Pini di Avellino. De Mita stava seguendo un percorso di riabilitazione dopo la frattura del femore per la caduta dello scorso febbraio. Aveva 94 anni.

Si terranno domani alle 18.30 nella chiesa di Sant’Amato a Nusco i funerali dell’ex leader democristiano. Alla cerimonia funebre parteciperà anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

De Mita Aveva 94 anni. Storico segretario della Democrazia Cristiana, leader della corrente maggioritaria “Sinistra di Base” e leader politico indiscusso degli anni ’80 e’ 90, si è spento nella sua Nusco, di cui ne era Sindaco. Unanime il cordoglio da tutti gli ambienti politoci. Il Partito Democratico di Walter Veltroni, non volle inserirlo nella lista bloccata compilata a Roma, in nome di un finto rinnovamento non lo candidó, gli preferì Pina Picierno ora parlamentare europeace Vice Presidente UE: aveva fatto una tesi su De Mita. Da quel momento per un ventennio si sono eletti decine e decine do Deputati e Senatori, di cui nessuno ne ha memoria, regalando un primato immetitato ai vertici dei Partiti che a loro volta hanno contribuito alla fine deo partiti stessi e della notdizzazione del Parlamento.

Ciriaco De Mita-Pina Picierno

Il ricordo e il cordoglio del mondo della politica 

La notizia della scomparsa di Ciriaco De Mita è motivo di grande tristezza. De Mita ha vissuto da protagonista una lunga stagione politica. Lo ha fatto con coerenza, passione e intelligenza, camminando nel solco di quel cattolicesimo politico che trovava nel popolarismo sturziano le sue matrici più originali e che vedeva riproposto nel pensiero di Aldo Moro. Il suo impegno politico ha sempre avuto al centro l’idea della democrazia possibile. Quella da costruire e vivere nel progressivo farsi della storia delle nostre comunità, della vita concreta delle persone, delle loro speranze e dei loro interessi. Nasceva da questa visione della democrazia come processo inesauribile l’attenzione per il rinnovamento e l’adeguamento delle nostre istituzioni, che non a caso fu bersaglio della strategia brigatista che, uccidendo Roberto Ruffilli, suo stretto consigliere, alla vigilia dell’insediamento del suo governo, intese colpire proprio il disegno riformatore di De Mita. Dobbiamo ricordarne l’impegno incessante per un meridionalismo intelligente e modernizzatore. Così come la vivacità intellettuale, la curiosità per le cose nuove, la capacità di dialogare con tutti, forte di una ispirazione cristiana autenticamente laica. L’attenzione alle nuove generazioni per un rinnovamento della politica fatto di scelte coraggiose e concrete, anche favorendo, da segretario del suo partito, un profondo ricambio di classe dirigente. Non meno importante fu, soprattutto nella sua azione di governo, la sua visione internazionale e, in modo particolare, l’attenzione che ebbe per ciò che la leadership di Gorbaciov stava producendo in Unione sovietica alla fine degli anni Ottanta. Ai suoi familiari rivolgo, con intensità, il sentimento di cordoglio mio personale e della Repubblica“. Lo scrive in una nota  riportata dall’ANSA il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa di Luigi Ciriaco De Mita. Presidente del Consiglio tra il 1988 e il 1989, più volte ministro, protagonista della vita parlamentare e politica italiana nella sinistra democristiana, fino all’ultimo è stato impegnato nelle istituzioni locali, come Sindaco del comune di Nusco. Alla famiglia, le condoglianze di tutto il Governo“. Lo comunica Palazzo Chigi.

Il mio cordoglio per la scomparsa di Ciriaco De Mita, protagonista della vita politica e della storia recente del nostro Paese, una mente raffinata, un leader dal grande carisma. Ai familiari giunga la mia vicinanza“. Così sui social il Presidente del Senato Elisabetta Casellati per la scomparsa di Ciriaco De Mita.

Un appassionato di politica. Un grande leader che non si è mai tirato indietro nel compiere scelte difficili. E che ha investito come pochi altri sull’apertura della politica ai giovani in un tempo in cui avveniva esattamente l’opposto. Tanti, intensi ricordi“. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta, ricordando Ciriaco De Mita.

Pensavo che la sua determinazione gli facesse superare anche questi acciacchi. Abbassiamo la bandiera, lo ricordiamo e lo onoriamo come merita“. Così Paolo Cirino Pomicino al “Vg21 Mattina” su Canale 21, ricorda l’ex presidente del consiglio ed ex segretario della Democrazia Cristiana Ciriaco De Mita, scomparso questa mattina all’età di 94 anni. “Nella sua idea di politica un conto erano le divisioni tra i partiti su alcune questioni, anche importanti, ma un’altra era la ricerca di tutte le intese possibili per perseguire una battaglia politica. In questo senso, pur avendo un carattere spigoloso, possedeva una dimensione tale da diventare il segretario più longevo nella storia della DC. Come leader – spiega Pomicino – ha gestito la perdita di sei punti alle elezioni del 1983, costruì l’alleanza che dopo la solidarietà nazionale diventò l’asse portante del governo del Paese. In questo, pur avendo il triplo dei voti, ebbe la capacità tutta politica di intuire che andava rafforzata l’alleanza di centro sinistra, offrendo a Bettino Craxi la presidenza del consiglio. In quell’occasione nacque l’alternanza tra DC e PSI alla guida del governo e, nonostante i loro rapporti non fossero dei migliori, questo non ha mai intaccato la politica di quell’alleanza“. Secondo Pomicino “la prova più evidente fu nell’84 sulla scala mobile: per raffreddare l’inflazione il governo la modificò, ci fu uno scontro duro con il PCI ma De Mita non esitò minimamente a spostare il partito sul governo, tanto che si andò al referendum e si vinse tra i lavoratori e nella società civile“.

Con Ciriaco De Mita scompare un grande protagonista della politica italiana. Spesso non ho condiviso le sue scelte e le sue idee, ma ho condiviso con lui anni al Parlamento europeo nel gruppo del Partito popolare europeo dove avevamo costruito un bel rapporto umano. Una preghiera. Riposa in pace“. Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, vicepresidente del partito popolare europeo.

Uno degli ultimi grandi democristiani se n’e’ andato spegnendosi nella sua Nusco, quel paesino della montagna avellinese che per tanti anni e’ stato il crocevia della politica italiana. Ciriaco de Mita e’ stato a lungo al governo del Paese, ma in realta’ ha concentrato le sue energie alla guida della DC e nel tentativo di rinnovarla, in anni molto difficili per la Repubblica. In lui la passione per la politica e l’amore per la sua terra non sono mai venuti meno: si e’ sempre definito, solo e semplicemente, un democratico cristiano, anche dopo la morte della Democrazia cristiana‘. Lo dice Pier Ferdinando Casini in una nota.

Con Ciriaco De Mita scompare un interprete della prima Repubblica e, segnatamente, delle vicende politico-istituzionali degli anni Ottanta. Legato profondamente alla sua terra natia, uomo del Sud, la storia De Mita è quella di una personalità figlia dei partiti, di quei partiti che fungevano anche da ascensore sociale, e di quella DC caratterizzata dal forte radicamento territoriale. Restano vivi nella memoria i suoi duelli interni al mondo democristiano e, ancor più, gli scontri con i socialisti e con Craxi del quale fu certamente avversario ma di cui riconobbe sempre la caratura, l’ingenerosa alterazione del giudizio e l’ingiusto epilogo giudiziario di una vicenda politica. Quello tra i due fu un conflitto politico aspro ed a tutto campo, frutto di visioni e mondi diversi, a tratti inconciliabili, ma all’insegna della politica come terreno di confronto tra i migliori. È questa la lezione che personaggi come De Mita consegnano al nostro tempo. Alla sua famiglia ed ai suoi cari il mio pensiero“. Così, Stefania Craxi, Senatore di Forza Italia (FI) e Vicepresidente della Commissione Affari esteri.

Ciriaco De Mita-Corrado Matera

A ricordare Ciriaco De Mita è anche il Consigliere Regionale ed ex Assessore regionale Corrado Matera :

«Ho appreso con grande dolore questa mattina la notizia della scomparsa de Presidente Ciriaco De Mita. L’ltalia perde un uomo e un politico di grande spessore, protagonista della storia nazionale degli ultimi decenni. Il Presidente De Mita è stato un «maestro» di politica, di vita, di pensiero e di azione. Lo è stato profondamente per me, fin da quando, ancora ragazz0, aderii al Movimento giovanile della Dc e hacontinuato a esserlo, come punto di riferimento essenziale, per ogni giorno della mia carriera politica.

ll presidente De Mita è stato un «maestro» per intere generazioni di politici a livello campano e sul piano nazionale. Un uomo che ha unito alla lucida e fertile capacità di «ragionamento» e di «immaginazione del futuro» la più salda e avvertita capacità di stare con i piedi per terra nell’indicare le strade da percorrere nel presente per arrivare a risultati che rappresentassero il bene delle nostre comunità e di quella nazionale.

II Presidente De Mita ha sempre messo la sua intensa voglia di ragionare e di riflettere al servizio del bene comune e della sua terra, come l’ha messa al servizio dell’intero Paese quando ha avuto le altissime responsabilità di governo e di partito lungo tutti gli anni Ottanta.
E’ un dolore vibrante, dunque, quello che si può provare oggi di fronte alla sua morte. Un dolore e una nostalgia per la dipartita di un «maestro», ma anche di un amico vero con il quale ho avuto ‘onore e il piacere di condividere vita politica e vita privata per molti anni.
Nelle tante occasioni di incontro mi colpiva la sua capacità di analisi, la sicurezza con la quale sapeva indicare e definire il percorso politico da seguire. Era una guida autorevole ma allo stesso tempo disponibile al dialogo, capace di coinvolgere tutta la squadra nelle scelte, di far sentire ognuno protagonista di un cammino comune. Per me va via un uomo che mi ha dato infinitamente tanto sul piano umano e su quello della comune militanza politica. Ma scompare anche e soprattutto un protagonista indiscusso della politica nazionale del dopoguerra e un grande meridionalista nel senso ampio e fattivo dell’espressione. Con lui il Mezzogiorno è stato negli anni Ottanta davvero al centro dell’attenzione del Paese come mai prima.

Mario Polichetti

E’ un giorno molto triste per la politica nazionale, per la perdita di un punto di riferimento che ha sicuramente scritto una pagina di storia della Repubblica Italiana».

Mario Polichetti (vice segretario Udc Campania) : Con Ciriaco De Mita la Campania e l’intero Paese perdono una mente brillante e una persona al servizio delle istituzioni. La sua memoria, in terra Felix, si vedrà nelle decisioni che hanno prodotto grandi opere”. “La sua figura, discussa certamente, fa parte a pieno titolo della storia d’Italia. Per quanto mi riguarda De Mita è stato uno statista, una persona capace di dialogare coi grandi della terra e allo stesso tempo non ricordare le sue radici a Nusco. Oggi manca una scuola politica, quella che è servita a De Mita per diventare l’uomo potente che tutti hanno amato, temuto o combattuto. Lascia un vuoto in tutti noi”.

Roma, 26 maggio 2022

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