Pompa di benzina in Città la resa preventiva della Sindaca

Approvazione in tempi rapidi per l’impianto di distribuzione di carburanti adiacente il Liceo Medi, rileva l’Associazione CivicaMente. 

La giustificazione del Sindaco per CivicaMente: “Il privato, avendo il permesso dell’ASL e dei Vigili del Fuoco, si sarebbe opposto al TAR ad un eventuale diniego da parte dell’amministrazione, la quale sarebbe costretta a pagare le spese legali”. 

POLITICAdeMENTE

BATTIPAGLIA – Il Sindaco Cecilia Francese, tramite i propri canali social, ha difeso il progetto approvato tramite delibera n.79 dell’08/4/2022 che prevede la costituzione di un nuovo impianto di distribuzione di carburante nello spazio adiacente al Liceo Scientifico Medi. 

Dalla delibera n.79 si evince che la consecutio temporale appare molto serrata, e che tutto l’iter viene concluso in sei mesi. Infatti nella delibera si nota che: 

  • Il contratto preliminare di vendita tra la società Cascone C. S.r.l. e gli eredi De Biase è stato stipulato il 4 giugno 2021 e registrato in seguito il 25 ottobre 2021;
  • La richiesta della pratica edilizia è stata protocollata il giorno 20 dicembre 2021 con protocollo n°91915;
  • La società Cascone C. S.r.l., con sede legale a Scafati (Sa), acquista il terreno adiacente al Liceo Scientifico Enrico Medi il giorno 9 marzo 2022 (rogito del 15 marzo 2022)

Il Sindaco in diretta televisiva giustificava l’approvazione della Giunta Comunale come un’azione di razionalizzazione delle casse comunali. Infatti, Cecilia Francese affermava che il privato, avendo il permesso dell’ASL e dei Vigili del Fuoco, si sarebbe opposto al TAR ad un eventuale diniego da parte dell’amministrazione, la quale sarebbe costretta a pagare le spese legali. Il Sindaco di fatto non solo giustificava il progetto, anteponendo l’interesse privato a quello generale, ma riusciva anche a prevedere l’esito di un eventuale procedimento giudiziario, in un clima di resa incondizionata senza alcun tentativo di difesa. Tale propensione alla salvaguardia delle casse comunali ci ha procurato non poco stupore, dati i recenti ricorsi al TAR relativamente ad atti dei quali si conosceva già ex-ante la non impugnabilità.

Sempre il Sindaco, tramite i suoi canali social, ha provato a spostare l’attenzione della questione sulla donazione da parte del nuovo proprietario del terreno di una parte di esso di circa 4.500 mq per la realizzazione di un’area verde urbana. Ci teniamo a precisare che su tale area “donata”, vista la natura del terreno stesso e la vicinanza al fiume Tusciano, sussiste un vincolo ambientale e di sicurezza che impedisce alcuna edificazione, parliamo di terreni che hanno un valore prossimo allo zero e possibilità nulle di divenire in futuro profittevoli.

All’interno del progetto, come si può notare dalle tavole, oltre al distributore di carburante è intenzione della società costruire un punto ristoro (bar, ristorante) di 120 mq. Va precisato che la realizzazione del distributore crea i presupposti affinché venga insediata una attività commerciale. Senza il distributore, in alcuna maniera su quel terreno si sarebbe mai potuto edificare un fabbricato con destinazione commerciale.

Infine, il Sindaco e il suo movimento di riferimento, ci comunicano che tutti gli “enti preposti” hanno rilasciato dovuta autorizzazione, impedendo alcuna azione di diniego da parte dell’amministrazione comunale e che il progetto, dal punto di vista urbanistico, risponde ai piani vigenti (Piano Regolatore Generale del 1972, in attesa che la maggioranza riesca ad estrarre il Piano Urbanistico Comunale dal cassetto in cui è incastrato da oltre un anno)

A questo punto, ci sorgono alcune domande:

È vero o non è vero che l’opera risulterebbe essere “legittima” perché ricadente in zona B con valore D4, ossia “zona di completamento” “satura e non satura”? È vero che questa “zonizzazione” descrive una via Domodossola risalente al PRG degli anni 70? È vero che se l’amministrazione avesse provveduto ad approvare il PUC in questi 6 anni, probabilmente non sussisterebbe il titolo di “legittimità” a cui fa riferimento?  

Tra gli strumenti di pianificazione urbanistica esiste il cd. Piano di razionalizzazione della rete di distribuzione del carburante (art. 2, co. 1, del D. Lgs n. 32/1998). Esiste nel nostro comune? Poteva essere adottato dall’amministrazione per evitare la sussistenza di “legittimità” della richiesta presentata da parte di una società privata?

Se il PUC fosse stato approvato, magari inquadrando l’area come riservata a verde pubblico (dati i numerosi programmi di realizzazione di Parco Fluviale ascoltati nei comizi della campagna elettorale) sarebbe stato possibile escludere la localizzazione di un impianto di questo genere?

Ed ancora sul PUC, se avesse inquadrato l’area come finalizzata al soddisfacimento degli standard urbanistici, previsti dal D.M. n. 1444/1968, la localizzazione dell’impianto poteva avere luogo?

Infine, nel calcolo della metratura “donata”, presentata dalla convenzione con la Cascone C. Srl, rientra anche la parte di terreno rientrante nella zona di rispetto?   
Vi siete accorti che l’attestazione di conformità presentata dal tecnico dell’impresa sia errata e riferita al Comune di Castellamare di Stabia? Qualcuno all’Ufficio Tecnico ha mai letto la pratica?

Fatte queste prime, doverose, domande, ci chiediamo a questo punto se il Sindaco di Battipaglia e la sua maggioranza hanno già compreso, dopo soli sei anni di amministrazione, di essere un “Ente preposto” alla regolamentazione urbana.

Battipaglia, 11 giugno 2022

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