Eboli – Piazza della Repubblica è un obbrobrio, ma ora evitiamo lo scempio urbanistico dell'Ermice

Peppe Rinaldi al comitato “Pro-Ermice”:perché non proponete la “cancellazione” dello scempio di Piazza della Repubblica?

Nel breve corsivo a margine della mia “lettera aperta ad Abdon Alinovi” del 10 u. s., che denunciava lo scempio urbanistico dell’Ermice e la caparbia volontà di continuare i lavori, da parte del Sindaco Melchionda, il Capo redattore di Cronache del Mezzogiorno Peppe Rinaldi, sottolineava in una domanda, che era già una risposta, al Comitato Pro-Ermice, a me e a quanti in questa vicenda stanno “spendendo” le proprie energie per evitare un obbrobrio: come mai non vi fosse stato lo stesso trasporto e la stessa mobilitazione per l’altro obbrobrio di Piazza della Repubblica.

Caro Peppe, “a volte l’uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada” (Churchill). Questo è quello che accade alla maggior parte degli uomini.

Rispondo per me, non potendo farlo per il Comitato e ne per Alinovi. Condivido quasi tutto della tua analisi, e per questo devo ricordare, purtroppo, citando me stesso, che in più occasioni sono intervenuto nel dibattito politico e nelle vicende amministrative di questa Città. Ho sviluppato vere e proprie inchieste, su argomenti delicati e scottanti, senza che vi fosse lo stesso trasporto ambientalistico che fortunatamente riscontro oggi.

Te ne cito solo alcune: l’inquinamento elettromagnetico a seguito delle installazioni di antenne/ponte disseminate sul territorio; Il pericolo amianto in generale e in particolare a seguito dei lavori di “bonifica” dei prefabbricati leggeri, con un cantiere a cielo aperto nella zona 167; il disastro ambientale della costa collinare tra Eboli e Battipaglia, quella “ferita” che costeggia l’autostrada, procurata dallo sfruttamento ad oltranza delle Cave; la vicenda molto delicata e controversa di Iacp Futura; lo stravolgimento di Piazza della Repubblica, che definii un’operazione igienico-sanitaria che non aveva niente a che fare con l’urbanistica, e tutte le mie denunce di ieri e di oggi. Quelle denunce le ho firmate su Cronache del Mezzogiorno e tu puoi, se vuoi, trovarle nell’archivio.

Non mi va di passare per l’ambientalista della domenica. Se allora non vi è stata la stessa mobilitazione, non ne ho colpa, e nemmeno voglio aver ragione dicendo “lo avevo detto”. E’ vero. Quella parte che ora protesta magari non lo ha fatto allora, forse non ha ritenuto di farlo per la Piazza, ma le motivazioni di oggi non sono quelle di ieri, è cambiato il contesto, sono cambiati gli “attori” politici, e fortunatamente c’è stato lo spunto di Alinovi, che ha sollecitato l’orgoglio di chi ora protesta. La parte che non condivido della tua analisi, che varrebbe la pena di approfondire, è che non tiene conto delle motivazioni, del contesto e degli attori. La differenza è sostanziale, allora c’era Gerardo Rosania, ora c’è Martino Melchionda. Vi è una profonda differenza fra i due: il primo, era mosso da motivazioni politiche e ideologiche, condivisibili o meno, e si muoveva in un contesto che era quello di chiudere con un certo passato e aprire una nuova fase; il secondo, non segue una logica politico-ideologica, prova ne è la sua maggioranza composita, sorretta da formazioni residuali e personali, che esclude il suo partito, ma che opera in un contesto ormai impraticabile che attraversa tutte le amministrazioni, ivi compresa quella del Sindaco Melchionda, che è la questione morale. Entrambi provengono dalla stessa cultura: l’uno interventista; l’altro attendista, entrambi, come dici tu, in un mondo che non c’è più. Mentre Rosania non se ne è accorto, Melchionda, si è buttato subito nell’altro mondo. Ciò non toglie che farò il possibile, se mi è dato, di suggerire al prossimo Sindaco di mettere al primo punto della sua agenda politica, il recupero e la restituzione della Piazza, nel suo disegno originale agli Ebolitani. Non mi manca il coraggio e non mi manca la passione.

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. kljfòdskòlfkldscàlfs

  2. una sola domanda…. ma questo Peppe Rinaldi, la conosce la differenza tra centro storico (una parte di città antica salvata dagli eventi e dal progresso) e centro urbano di una città che, comunque, si evolve e rispetta i canoni dell’urbanizzazione?????
    l’opinione sulla “bellezza” della piazza centrale di Eboli, situata nel cuore del centro urbano, rientra comunque nel novero delle opinioni ( anche io ho avuto delle riserve a tal proposito), tutt’altro è la violenza perpretata nell’anima del conclamato centro storico nel quale, in nessuna maniera, si doveva intervenire con così tanta scelleratezza.
    le opinioni abbondano, certo, ma se cominciamo ad avere opinioni anche su ciò che dovrebbe rappresentare un punto fermo si finisce per impazzire.

  3. Ritorniamo ai tempi preistorici dove si usava la clava. Ritorniamo al passato dove tutto era verde! MA ANDATE A LAVORARE invece di perdere tempo a protestare!

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