“Sud”. Conte e Signorile presenta a Roma il nuovo Manifesto per il Mezzogiorno

Sud presenta a Roma il nuovo Manifesto per il Mezzogiorno, un Patto tra 40 associazioni e movimenti per l’Italia meridionale. 

“L’Italia mediterranea” è il titolo di un manifesto per il Mezzogiorno proposto da Claudio Signorile e Federico Conte, che lo presenteranno giovedì 15 dicembre, alle ore 14, presso la sala stampa della Camera dei deputati.

Federico Conte – Claudio Signorile

POLITICAdeMENTE

ROMAUn “Patto tra movimenti e associazioni contro l’autonomia differenziata e per una perequazione delle infrastrutture e dei servizi tra le varie parti del paese”, è il senso della proposta. All’iniziativa parteciperanno oltre 40 associazioni, tra le quali Mezzogiorno Federato, Cittadino Sudd, Sud chiama nord, Coordinamento 2050, Equità territoriale, Confederazione italiani nel mondo (cim), Fondazione muovo mezzogiorno, Fondazione mare nostrum, Forum riformista, Nuovi orizzonti, Risorgimento napoletano, Unità siciliana, Ecologia e diritti.

Con le elezioni del 25 settembre – dice Federico Conte, ex deputato di Liberi e Uguali e presidente dell’associazione Cittadino Sudd -, si è consumato l’ultimo atto dell’antipolitica a danno del Mezzogiorno. L’autonomia differenziata, espressione dell’antimeridionalismo di sistema, è diventata infatti, con la complicità delle opposizioni, il tema qualificante del nuovo Governo. Il manifesto per l’Italia Mediterranea non nasce per avanzare una mera rivendicazione contro il Nord ma per promuovere una politica che, attraverso il Mezzogiorno, hub naturale e strategico, unisca l’Italia e l’Europa intorno al Mediterraneo, bacino di civiltà e ricchezza sul quale si affacciano Europa, Africa e Asia. I fatti della storia che stanno cambiando il mondo e l’Europa rappresentano una nuova, grande occasione per rilanciare il Sud come un protagonista della civiltà del futuro. Tocca al basso della società, al mondo dell’associazionismo attivo, farsi carico di un nuovo risorgimento meridionale”.

IL MANIFESTO PER IL MEZZOGIORNO

Il fronte delle forze riformatrici è il Mezzogiorno, il loro campo d’azione è il Mediterraneo, il loro obiettivo è portare l’Italia unita in Europa, e l’Europa nel Mediterraneo. 

Il Mezzogiorno non è un “non ancora”, è “un’altra modernità”, sostenibile sul piano sociale, ambientale ed economico.

L’Europa non è solo metodo e procedura, ma storia e futuro; non solo mercato e spread, ma identità, autonomia e unità.

Il Documento di indirizzo per le politiche di coesione 2021-2027 prevede cinque grandi obiettivi: Europa più intelligente, Europa più verde, Europa più connessa, Europa più sociale, Europa più vicina ai cittadini. Ne va aggiunto un sesto: Europa mediterranea. 

L’Italia non deve avere due politiche, una per il Nord che compete con l’Europa del Reno, a trazione franco-tedesca, e una per il Sud come un’appendice distante e sottostante.

L’Autonomia differenziata divide l’Italia, quindi la indebolisce e la porta tutta a margine dell’Europa, rafforza il regionalismo del Nord e danneggia il Sud, che senza una preventiva perequazione sociale ed economica, basata su procedure e criteri oggettivi, ne pagherebbe tutte le conseguenze.

Il Parlamento deve riformare le Regioni, suddividerle in sistemi urbani e federarle per obiettivi funzionali. 

Il Mezzogiorno ha un potenziale strategico che va oltre i suoi confini, è una piattaforma economico-logistica naturale che, sviluppata, attrezzata e interconnessa, può funzionare come “sistema – paese”. 

Non si tratta più, ormai, di integrare il Sud nel resto del Paese, si tratta di ripensare l’unità nazionale nel segno di una Nuova Europa, rilanciando il progetto di un “Partenariato euro-mediterraneo”. 

Per queste ragioni e per questi obbiettivi, il Mezzogiorno deve diventare un polo riformatore, capace di promuovere lo sviluppo sostenibile proprio e dell’Italia, in tutte le forme possibili, locali e nazionali.

Roma, 14 dicembre 2022

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