Consalvo e Melchionda coinvolgono i partiti sul “Piano Strategico 2007-2013”

Il Programma integrato “Ambiente Urbano” è il primo passo verso la “distensione”?

Vincenzo Consalvo

EBOLI – “Con le attività poste in cantiere per la prossima programmazione 2007-2013 ….e non solo. Si  tenta di avviare un approccio diverso del progetto Città: più discussione, più dialogo, più confronto, maggiore condivisione e soprattutto la composizione di un quadro complessivo strategico che dia più forza,  più consistenza e più senso alle nostre proposte”, questa è la dichiarazione dell’Assessore ai Lavori pubblici del Comune di Eboli Vincenzo Consalvo, d’accordo con il Sindaco Martino Melchionda, che ha rilasciato a margine della presentazione del Programma integrato “Ambiente Urbano“.

Dopo tutte le polemiche che hanno investito Consiglieri, Assessori, Giunta, Amministrazione e i partiti, questo dovrebbe essere un’apertura, un nuovo corso che tende a coinvolgere un po’ tutti indipendentemente dai ruoli che ognuno ricopre.

L’Assessore e il Sindaco hanno preso carta e penna e hanno scritto ai Capigruppo e ai consiglieri comunali. Ecco che il nuovo corso, coinvolgendo partiti e gruppi, si inaugura su uno strumento strategico per il Comune di Eboli: il Programma integrato “Ambiente Urbano” LIFE PLUS 2011-PSR-FESR.

L’accesso a questi fondi è regolato da bandi aperti ai quali è possibile accedervi con la presentazione di progetti, e perché siano veramente meritevoli di essere finanziati è indispensabile che siano definiti o riconosciuti strategici, rispetto ai territori su cui sono indirizzati.

La strategicità è la condizione  o la precondizione dalla quale partire e per questo, sia l’Assessore che il Sindaco hanno avvertito la necessità di coinvolgere quanti più soggetti politici è possibile,  anche alla luce del fatto che si dovrà operare in sinergia con altri Comuni, e pur avendone il coordinamento hanno  preferito evidentemente intraprendere la strada della concertazione, informando invitando a contribuire con proposte da inserire nel Programma stesso.

E’ un primo passo verso la distensione? staremo a vedere. Il tempo che si dedica al dialogo non è mai perso.

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Ecco la lettera di invito ed in seguito

Ai Sigg. Capigruppo Consiliari

Ai Sigg. Consiglieri Comunali

Ai Sigg. Assessori

Oggetto: Programma integrato “Ambiente Urbano” LIFE PLUS 2011-PSR-FESR.

L’approccio a fondi derivanti dalle programmazioni europee, e non solo, è generalmente guidato dalla disponibilità di bandi aperti, e quindi, accessibili per le candidature di proposte progettuali.

Si ritiene, invece, che il ricorso alla utilizzazione delle richiamate risorse finanziarie, debba avvenire con l’applicazione di un metodo di tipo strategico che definisca obiettivi e percorsi condivisi e sorretti da riconosciute oggettive esigenze territoriali e, magari, con una analisi geografica che tenga conto di una visione “macro” dei territori coinvolgibili.

In tal senso, sono stati già avviati incontri interlocutori con i Comuni di Bellizzi, Battipaglia, Capaccio e Serre, con la costituzione di un tavolo di lavoro il cui coordinamento è affidato al Comune di Eboli.

Dunque, al fine di predisporre un quadro strategico di orientamento partecipato e condiviso fra tutte le forze politiche, in allegato, si trasmette un documento di sintesi che consente una prima valutazione delle opportunità possibili con il ricorso ai programmi di investimento “Life Plus 2011, PSR e FESR”.

Pertanto, si invitano le SS.LL. a voler far pervenire entro il 10 settembre p.v., all’Assessorato ai Lavori Pubblici, indicazioni e proposte per la composizione del quadro strategico del Comune di Eboli.

Cordiali saluti.

Eboli, 18  agosto 2010

L’Assessore ai LL.PP.                                                                                                      Il Sindaco

Vincenzo Consalvo                                                                                              Martino Melchionda

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Ecco il Programma

COMUNE di EBOLI
ASSESSORATO ai LAVORI PUBBLICI

Programmazione Europea AMBIENTEURBANO, Oltre il 2013

PREMESSA

La programmazione 2007-2013 dell’Unione Europea, riprendendo e rafforzando le priorità del periodo 2000-2006, rappresenta per le Regioni d’Europa una sfida senza precedenti.

L’allargamento dell’Unione Europea (27) ha infatti comportato un aumento dei divari nei livelli di sviluppo, rendendo indispensabile l’adozione di politiche capaci di colmare le disuguaglianze tra le diverse Regioni.

In tale contesto la nuova politica regionale assume una valenza strategica per la crescita dell’Unione Europea, integrandosi con le altre priorità comunitarie (economiche e occupazionali).

L’utilizzo dei Fondi strutturali 2007/2013 è stato definito nell’ambito dei c.d. “Orientamenti Strategici Comunitari” (OSC), i quali indicano: i principi e le priorità della politica di coesione, la loro integrazione con le altre priorità europee e suggeriscono le linee guida per permettere alle Regioni europee di sfruttare appieno la dotazione di circa 348 miliardi di euro stanziata ai programmi di aiuto nazionali e regionali per il settennato.

Secondo tali orientamenti, i programmi cofinanziati nell’ambito della politica di coesione devono tendere: ad  incrementare l’attrattiva degli Stati membri, delle regioni e delle città; a promuovere l’innovazione, l’imprenditorialità e la crescita dell’economia basata sulla conoscenza; nonché a creare posti di lavoro più numerosi e qualitativamente migliori.

Nel Giugno del 2005 sono stati poi approvati gli “Orientamenti integrati per la crescita e l’occupazione 2005-2008” sulla base dei quali ciascuno stato membro è stato chiamato a redigere un piano nazionale per la crescita e l’occupazione su base triennale, dove indicare le riforme e le altre misure di competenza nazionale necessarie ad avvicinarsi agli obiettivi della cosiddetta strategia di Lisbona.

Nel Marzo del 2008 il Consiglio Europeo di Primavera ha avviato il secondo ciclo triennale della strategia rinnovata per la crescita e l’occupazione (2008-2010), che viene imperniato sull’attuazione delle politiche, rafforzando l’impegno rispetto agli orientamenti integrati e ai 4 settori prioritari di intervento individuati:

  • § Investire in conoscenza ed innovazione;
  • § Liberare il potenziale delle imprese, in particolare delle PMI;
  • § Creare occupazione per le categorie prioritarie;
  • § Attuare una politica energetica per l’Europa.

METODOLOGIA

I fondi o programmi sono attivabili attraverso la partecipazione ai corrispondenti bandi.

Essi sono proposti a ritmi incessanti, rendendo più difficoltosa l’integrazione tra gli stessi da parte dei      soggetti beneficiari. L’accesso alle risorse citate è generalmente di tipo “contingente”, quello cioè guidato  dalla disponibilità di bandi aperti, rispetto all’accesso di tipo “strategico”, che prevede l’individuazione dei programmi più coerenti rispetto ai fabbisogni dell’Ente. L’utilizzo di un approccio di tipo contingente ai fondi è dimostrato dall’elevato coinvolgimento di consulenti esterni nella gestione delle attività degli uffici “politiche comunitarie” (dove esistono) e da un processo di accesso ai fondi che si basa sulla mera segnalazione dei bandi aperti alle direzioni dell’ente, rispetto a uno più virtuoso e strategico.

L’accesso contingente può essere molto rischioso, in quanto richiede un investimento iniziale anche rilevante per il coinvolgimento di consulenti esterni; la qualità della richiesta di finanziamento può essere di basso livello data la finestra temporale limitata per l’invio dell’idea progettuale (il formulario) e vi è maggiore difficoltà nella definizione di un budget accurato, che permetta di sfruttare adeguatamente gli “asset” di settore come cofinanziamento economico (quasi sempre richiesto) al progetto.

I rischi di una definizione poco accurata del budget sono rilevanti.

Se non si stima in modo puntuale il cofinanziamento economico, vi è la necessità di garantire un apporto finanziario di risorse che devono essere attinte dai bilanci sempre più limitati degli Enti e gli effetti dell’anticipazione del pagamento delle spese rispetto all’incasso del finanziamento può generare tensioni di cassa difficili da gestire.

Infine, tale approccio di solito esclude il cofinanziamento privato, limitando da una parte una crescita sociale e solidale e dall’altra la rinuncia a quei bandi (che sono più numerosi) i quali prevedono il partenariato.

A questo punto l’auspicio di passare da un approccio contingente a uno strategico sarà l’elemento che permetterà di incrementare l’attrazione di fondi europei a gestione diretta e strutturali negli Enti locali, migliorandone anche il tasso di successo.

PROGETTAZIONE

Per ottimizzare la programmazione Europea nel suo complesso (gestione europea – nazionale – regionale), occorre prestare attenzione a non sovrapporre gli innumerevoli strumenti offerti, ma renderli complementari tra loro attraverso proposte e idee (a carattere ambientale) innovative o dimostrative, a tratti sperimentali.

Il tentativo di separare per capitoli lo sviluppo sostenibile nell’ambito di un Ente Locale, è utile al fine di concentrare su una scala di priorità,  investimenti derivanti da un approccio progettuale che vada oltre una mera “ristrutturazione del bene” e che realizzi attese e  fruizioni economicamente e socialmente valide.

Il coinvolgimento dell’intera collettività territoriale sugli investimenti da realizzare nei singoli capitoli, è il primo obiettivo per modernizzare i sistemi di governance degli enti locali.

Nell’ottica descritta prevale l’esigenza di elevare il livello di ragionamento fino a cogliere l’unitarietà della programmazione europea e su di essa applicare una strategia politica/organizzativa tale da consentire appieno l’esercizio del diritto di partecipazione degli Enti locali al generale processo di sviluppo in essa indicato.

La visione strategica consiste nel definire lo sviluppo sostenibile del territorio, confezionare su di esso lo       sforzo progettuale, allocare i progetti nei programmi specifici e integrare i bandi proposti.

Ogni progetto di sviluppo deve contemplere la formazione del personale che sarà chiamato a gestire l’attività prevista.

A tal fine, per poter cogliere il massimo risultato atteso, si auspica la creazione di un“settore dei servizi comunali” per la “programmazione europea” e nel suo ambito la suddivisione della “progettazione” in diverse fasi.

a) Analisi dei Punti di forza e punti di debolezza del settore; Diagnosi dei principali fabbisogni territoriali; Scelta degli Obiettivi e Finalità;
b) Ricerca dei programmi e dei  bandi (meno onerosi per gli enti locali);
c) Definizione delle idee di sviluppo sostenibile, integrato e di filiera;
d) Integrazione tra fondi attivabili e lavorazione del/i bando/i;
e) Verifica dei regolamenti autorizzativi ed ambientale;
f) Progettazione preliminare;
g)     Progettazione cantierabile/esecutiva; Direzione dei lavori.

PUNTI DI FORZA E PUNTI DI DEBOLEZZA

La situazione ambientale e paesaggistica del territorio in esame che è caratterizzata da notevoli  punti di forza, non ultima la presenza di un buon patrimonio ambientale, paesaggistico e architettonico, evidenzia alcuni punti di debolezza:

  • § pressione urbanistica;
  • § azioni nocive per alcuni habitat naturali;
  • § inquinamento atmosferico;
  • § dissesto idrogeologico;
  • § frequenza di incendi;
  • § forme di turismo poco sostenibile;
  • § attuale degrado di una parte del patrimonio architettonico rurale.

Tali punti se non opportunamente affrontati, rischiano di vanificare le notevoli opportunità esistenti   esaltando, al contrario, le minacce che incombono sull’intera area comunale.

A MBIENTE: il principale fabbisogno e IL MIGLIORE  INVESTIMENTO

Quanto più il mondo si globalizza più acquistano forza le specificità territoriali, ma difendere l’immagine di un territorio, conservare il genius loci, non è semplice, occorre una strategia tesa a promuovere uno stile di vita che rimanda a valori e simboli identitari.

Gli attrattori naturali e paesaggistici individuati e di seguito descritti, costituiscono un patrimonio collettivo che pur non producendo profitti diretti (in quanto al momento non fruibili), rappresenta il cardine dello sviluppo sostenibile del territorio, capace di generare condizioni di crescita sociale e di costituire al tempo stesso, una leva strategica per lo sviluppo economico per la comunità locale, attraverso la nascita e il rafforzamento delle filiere imprenditoriali ad esso collegate.

Tra queste, il turismo costituisce certamente uno dei principali settori in grado di determinare lo sviluppo economico del territorio, a condizione che esso venga attuato in modalità sostenibili, capaci di contemperare le esigenze di fruizione degli attrattori, con quelle irrinunciabili della Salvaguardia, della tutela e della valorizzazioneambientale quale centrale entità da preservare ed estendere su tutto il territorio di riferimento.

I fabbisogni necessari a superare le debolezze prima richiamate fanno riferimento, essenzialmente:

  • § alla valorizzazione delle biodiversità.
  • § alla conservazione, tutela e valorizzazione delle risorse ambientale, architettoniche e paesaggistiche;
  • § alla tutela e valorizzazione del territorio;

  • § alla riqualificazione ed al miglioramento dell’ecosistema forestale;

  • § al miglioramento del grado d’infrastrutturazione materiale e immaterial.

È fuori dubbio, infatti, che la solidità e la dinamicità di un sistema territoriale, seppure a forte valenza ambientale, non dipendono solo da elementi materiali e di contesto, ma fondano e rinnovano le proprie radici sulla qualità e consistenza delle reti relazionali, sullo sviluppo dell’associazionismo, sul crescente dialogo con le partnership private e, in ultima analisi, sui sistemi di governance a livello locale.

OBIETTIVI: idea forza

L’obiettivo parte dalla riqualificazione dell’esistente patrimonio di attrattori naturali e  paesaggistici degradati, rafforzandone allo stesso tempo il valore culturale ed identitario per l’intera popolazione e riconoscendo in esso un  fattore chiave sia per il rafforzamento della competitività dell’intero territorio, sia per monitorare i vantaggi derivanti in termini del miglior vivere.

Una idea che, riattivando l’insieme delle potenzialità esistenti lungo tre direzioni strategiche, offre un contributo moltiplicativo alle propensioni dell’intero territorio.

  • § La prima direzione progettuale riguarda l’ipotesi di rafforzare l’integrazione tra natura e potenziali attività per il tempo libero. In tal senso le pratiche di fruizione di spazi verdi ed accoglienti,

consentirebbe di coniugare altre attività complementari in luoghi contigui.

  • § La seconda direzione progettuale assume un valore strategico e di chiave multipla verso le stanze della conoscenza e della consapevolezza dei temi ambientali e paesaggistici. Tale ipotesi potrebbe aggiungere al territorio ebolitano un’area vasta di grande qualità e percepita come nuova contemporaneità dalle grandi organizzazioni internazionali (Unesco, Onu, Comunità Europea, FAO etc.).

  • § La terza direzione progettuale tende a coniugare la riqualificazione ambientale con il grande tema della qualità della vita strettamente connessa con le certificazioni ambientali, le quali costituiscono da una parte un riconosciuto valore aggiunto per il territorio ebolitano e dall’altro una grande occasione culturale.

FINALITA’

La strategia detta « di Lisbona », come accennato in premessa, ha lo scopo di fare dell’Unione Europea l’economia più competitiva e dinamica del mondo e di pervenire alla piena occupazione entro il 2010.

Questa strategia si fonda su tre pilastri:

  • § un pilastro economico che deve preparare la transizione verso un’economia competitiva, dinamica e fondata sulla conoscenza;

  • § un pilastro sociale che deve consentire di modernizzare il modello sociale europeo grazie all’investimento nelle risorse umane e alla lotta contro l’esclusione sociale. Gli Stati membri sono invitati a investire nell’istruzione e nella formazione e a condurre una politica attiva per l’occupazione onde agevolare il passaggio all’economia della conoscenza;

  • § un pilastro ambientale, aggiunto in occasione del Consiglio europeo di Göteborg nel giugno 2001 e che attiri l’attenzione sul fatto che la crescita economica va dissociata dall’utilizzazione delle risorse naturali (sostenibilità).

ELEMENTI ESSENZIALI

Per accedere ai bandi, I soggetti richiedenti devono, obbligatoriamente, tener conto dei criteri di ammissibilità e dichiarare di possedere i requisiti oggettivi e soggettivi indicati dagli stessi bandi.

In particolare tra gli elementi richiesti, si segnalano:

  1. 1. Il PAF (piano di aggiornamento forestale)
  2. 2. Il Piano d’Azione ambientale.

Entrambi gli elementi possono essere considerati alla stregua di un Piano Regolatore Comunale e, come quest’ultimo, regolamentano tutta la materia specifica (ambientale), orientando gli investimenti del settore.

  • § Il PAF , requisite obbligatorio, è richiesto dalle Misure Forestali del Programma di Sviluppo Rurale (PSR).

Esso è redatto dal comune, è validate dalla Regione.

  • § Il Piano d’azione, al momento non obbligatorio, rappresenta un elemento “ essenziale” in sede di valutazione della proposta (per i bandi a gestione Europea) e “qualifica” il soggetto richiedente.

Esso è redatto dal comune, viene acquisito dalla Commissione Europea.

Nel Piano d’Azione saranno inseriti tutti gli investimenti compresi nei bandi , a gestione diretta e indiretta, selezionati per lo sviluppo che si intende realizzare.

BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI

La quasi totalità dei programmi europei, oltre il PSR, prevedono un cofinanziamento da parte dei soggetti beneficiari.

Gli Enti Locali non fanno eccezione.

Generalmente il cofinanziamento si attesta tra il 2 e il 20%.

La Banca Europea Per gli Investimenti (BEI), potrebbe rappresentare un supporto finanziario utile per la copertura del cofinanziamento da garantire e dimostrare in sede di presentazione della proposta progettuale.

PIANO OPERATIVO

Di seguito si riportano ipotesi di investimenti a valenza ambientale affidati ai programmi PSR (gestione regionale) – LIFE PLUS (gestione Commissione Europea) – FESR (gestione regionale).

  • § Al PSR sarà affidata il patrimonio ambientale  e paesaggistico nell’ambito forestale e boschivo, al fine di recuperare spazio utile anche per incrementare il turismo.
  • § Al LIFE PLUS sarà affidata la riqualificazione ambientale dei centri urbani particolarmente inquinati , al fine di aumentare la qualità ambientale e di vita per i residenti.
  • § Al FESR sarà affidata la riconversione ambientale di aree urbane e periferiche degradate e la produzione di energia da fonti rinnovabili, al fine di ottenere uno sviluppo sociale ed economico anche attraverso il risparmio sui costi enegetici.

Tale azione mira, ad oras, ad organizzare la progettualità finanziabile (dell’Ente Pubblico) attraverso il ricorso alla programmazione Europea tout court, attivata ed attivabile, oltre il 2013.

ASSESSORATO LAVORI PUBBLICI

EBOLI PROGETTA:

VERDE,FIORI E MARE

ALL. 1)

psr

PROGRAMMA

Esso rappresenta, agevolazioni dirette al sostegno d’investimenti strutturali e infrastrutturali realizzati da soggetti privati o da Enti pubblici prevalentemente nel settore agricolo, forestale, ambientale.

E’ il secondo in Italia per dotazione finanziarie.

Il Fondo F.E.A.S.R. contempla nel Programma di Sviluppo Rurale PSR 2007-2013 le due Misure 226 e 227, attivabili per la realizzazione della parte relative alla riqualificazione nell’ambito forestale e boschivo.

MISURE SELEZIONATE

a) Misura 226: Ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi.

b) Misura 227: Utilizzo sostenibile delle superfici forestali: investimenti non produttivi.

ELEMENTI DEL BANDO IN SINTESI

  1. 1. Beneficiari: Enti Pubblici, private.
  2. 2. Contributo: 100% a fondo perduto per gli enti pubblici.
  3. 3. Ambito territoriale d’azione: NON SPECIFICO.
  4. 4. IVA: approfondire, in sede regionale, il costo dell’IVA.
  5. 5. Integrazione con altri fondi: tali Misure si integrano con la Misura 323 del PSR; con il LIFE PLUS; con il FESR Asse 1 – Asse 3 – Asse 6.
  6. 6. Obiettivo progettuale: riqualificazione ambientale e paesaggistica. Intervento materiale e immateriale.
  7. 7. Finalità: incremento turistico; realizzazione posti di lavoro per la gestione delle aree; tutela dell’ambiente.
A titolo indicativo si riportano alcune misure e azioni  del Programma:

PSR Misura 226 Azione b).
  • § Diradare il lunghissimo allocato arbustivo;  espiantare le fustaie; livellamento del suolo.

PSR Misura 227

Azione b) punto m.

  • § Allocare e favorire la crescita di vegetazione bassa(giardino botanico) costituente la “macchia mediterranea” (giglio del mare, la stella marina ecc…), implementare la macchia arborata con specie diverse da quelle esistenti
PSR Misura 227

Azione b) punto i.

  • § Realizzare percorsi  vita, piazze di sosta, aree pic-nic; discese al mare con mezzo ecologico; percorso turistico con “passerelle sospese”.

;

ASSESSORATO LAVORI PUBBLICI

EBOLI PROGETTA:

VERDE,FIORI E MARE

ALL. 2)

LIFE PLUS 2010

PROGRAMMA 2010

Anche se proposta di aiuto sarà affidata al bando 2011, considerata la complessità del programma, risulta utile avviare l’attività di progettazione, ad horas, avvalendosi del bando 2010.
Life Plus è il nuovo strumento finanziario per l’ambiente per il periodo 2007-2013, che contribuisce all’attuazione e allo sviluppo della politica comunitaria nel settore dell’ambiente e della legislazione ambientale. Scopo principale del nuovo Programma è quello di offrire un sostegno specifico, a livello comunitario, alle misure e ai progetti aventi valore aggiunto europeo per l’attuazione, l’aggiornamento e lo sviluppo della politica e della normativa comunitaria in materia di ambiente, in particolare per la realizzazione del
Sesto programma di azione comunitario per l’ambiente .

Risorse finanziarie disponibili:

la disponibilità finanziaria totale per i 27 Stati membri dell’Ue ammonta, per l’anno 2010, a 243.243.603,00 euro, di cui almeno il 50% sarà destinato a misure di sostegno della conservazione della natura e della biodiversità.
La quota nazionale per l’Italia, sempre per il 2010, ammonta indicativamente a 21.429.948,00 euro.

ELEMENTI DEL BANDO IN SINTESI

INTEGRAZIONE: Prestare attenzione alle possibile sovrapposizione con gli Assi 1 e 6 del FESR.
TEMPISTICA: Ultimare lavorazione entro dicembre 2010.
BENEFICIARI: I soggetti beneficiari sono enti pubblici e/o privati, soggetti e istituzioni registrati negli Stati membri dell’Unione.
I candidati, beneficiari, sono distinguibili in tre tipologie:

  1. 1. enti pubblici;
  2. 2. organizzazioni commerciali private;
  3. 3. organizzazioni private senza fini di lucro, comprese le Ong.

COMPITI DEL BENEFICIARIO E COFINANZIAMENTO

Il beneficiario, incaricato del coordinamento (soggetto CAPOFILA), e, se del caso, qualunque beneficiario associato sono tenuti a fornire un contributo finanziario ragionevole alle risorse del progetto.

Il contributo finanziario dei beneficiari è considerato dalla CE una dimostrazione del loro impegno finanziario all’attuazione degli obiettivi del progetto e, pertanto, un contributo finanziario molto contenuto potrebbe lasciar intendere, a parere della Commissione stessa, che l’impegno sia scarso o completamente assente.
Saranno, pertanto, automaticamente scartate, in fase di selezione, le proposte in cui il contributo finanziario alle risorse del progetto di uno qualunque dei beneficiari sia pari a 0 euro.
Inoltre, nel caso in cui enti pubblici partecipino a un progetto in qualità di beneficiari incaricati del coordinamento e/o associati, la somma dei loro contributi finanziari al budget del progetto deve superare, di almeno il 2%, la somma dei costi salariali del personale impegnato nel progetto stesso.
La Ce si attende, infine, che tutti i beneficiari di un progetto ricevano una quota del finanziamento comunitario proporzionale ai costi che dovranno prevedibilmente sostenere. Se il contributo finanziario di un beneficiario fosse pari o superiore ai costi da sostenere, potrebbe significare, sempre a parere della Commissione, che le azioni del beneficiario sarebbero state svolte in ogni caso, anche senza il cofinanziamento Life+. Tali azioni potrebbero, pertanto, essere cancellate dal progetto in fase di revisione.
Una volta che la proposta è accettata per il cofinanziamento, il beneficiario incaricato del coordinamento diventa legalmente e finanziariamente responsabile per l’attuazione del progetto e, in tale veste, sarà l’unico punto di contatto per la Commissione, nonché l’unico beneficiario a riferire dei progressi tecnici e finanziari del progetto direttamente alla Commissione stessa.
Il beneficiario incaricato del coordinamento riceve il contributo finanziario comunitario dalla Commissione e ne garantisce la distribuzione secondo quanto specificato negli eventuali accordi di partenariato stilati con i beneficiari associati.

Il beneficiario incaricato del coordinamento deve partecipare direttamente all’attuazione tecnica del progetto e alla diffusione dei risultati del progetto.

PARTENARIATO

I progetti che prevedono partenariati tra beneficiari sono incoraggiati solo nel caso in cui il partenariato apporti un valore aggiunto al progetto. Nel complesso, l’esperienza dei precedenti programmi Life ha dimostrato che i progetti multi beneficiario sono più difficilmente gestibili e comportano rischi tecnici e finanziari superiori. Pertanto, nel presentare una proposta, la CE raccomanda di non superare il numero minimo di beneficiari associati necessari.

Il Programma finanzia progetti con un partenariato min. di 1 e max. di 5 partner. Non è necessario un partenariato multinazionale, a meno che non si dimostri come tale multilateralità rappresenti un effettivo valore aggiunto (problematica ambientale transnazionale risolta solo attraverso un approccio transnazionale): in tal caso il partenariato multinazionale potrà essere valutato con punteggi addizionali.

TEMATICHE
Il Programma è articolato nelle seguenti tre componenti tematiche:

Life Plus “NATURA E BIODIVERSITÀ”
  1. 1. Life Plus “POLITICA E GOVERNANCE AMBIENTALI”
  2. 2. Life Plus “INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE”

OBIETTIVI PRINCIPALI PRESCELTI all’interno del Life+ Politica e governance ambientali:
a) Ambiente urbano: contribuire a migliorare il livello delle prestazioni ambientali delle aree urbane d’Europa.

FINALITA’ DEL BANDO

contribuire allo sviluppo e alla dimostrazione di approcci, tecnologie, metodi e strumenti innovativi;
contribuire a consolidare la base delle conoscenze per la formulazione, il monitoraggio e la valutazione della

politica e della legislazione in materia di ambiente;

  • § fornire un sostegno alla messa a punto e all’attuazione di approcci per il monitoraggio e la valutazione dello stato dell’ambiente e dei fattori, delle pressioni e delle risposte che esercitano un impatto su di esso;
  • § agevolare l’attuazione della politica comunitaria in materia di ambiente, soprattutto a livello locale e regionale;
  • § fornire un sostegno al miglioramento della governance ambientale, favorendo una maggiore partecipazione dei soggetti interessati, comprese le ONG, al processo di consultazione e all’attuazione delle politiche.

Verranno accettate tutte le proposte di progetto riguardanti i summenzionati obiettivi. Tuttavia, la CE (Commissione Europea) darà la priorità alle proposte che hanno ad oggetto una gestione e un utilizzo sostenibile delle risorse naturali e dei rifiuti.

ATTIVITA’ AGEVOLABILI

Life+ Politica e governance ambientali mira, specificamente, a contribuire all’attuazione, all’aggiornamento e allo sviluppo della politica e della legislazione comunitaria in materia ambientale, inclusa l’integrazione delle tematiche ambientali in altre politiche, contribuendo in tal modo allo sviluppo sostenibile.
Le azioni finanziate devono, inoltre, avere un valore aggiunto europeo ed essere complementari alle azioni che possono essere finanziate in seno ad altri fondi comunitari durante il periodo 2007-2013.

I finanziamenti saranno assegnati alle migliori proposte in termini di soluzioni innovative relative a tematiche ambientali rilevanti, volte al raggiungimento di risultati concreti fattibili e quantificabili dal punto di vista qualitativo e quantitativo.
Le proposte dovranno, pertanto, possedere un elevato grado di visibilità e dovranno essere valide dal punto di vista tecnico e finanziario. Dovranno, altresì, prevedere la diffusione della conoscenza.
Il carattere dimostrativo è particolarmente importante e, in tale contesto, i progetti devono essere attuati su una scala tecnica che consenta di valutare la fattibilità tecnica ed economica di un’introduzione su larga scala. La proposta non deve quindi aspirare a un vantaggio competitivo, ma a individuare soluzioni ambientali che possano essere diffuse attivamente e riprese da altri soggetti pubblici.

SPESE AMMISSIBILI (COMPLESSIVE)

studi, indagini, elaborazione di modelli e di scenari;

monitoraggio, incluso quello delle foreste;
assistenza allo sviluppo di capacità; collegamenti in rete e piattaforme per le migliori pratiche;
formazione, workshop e riunioni, compresa la formazione degli agenti che partecipano a iniziative di prevenzione degli incendi boschivi;

dimostrazione di approcci strategici, tecnologie, metodi e strumenti innovativi;
azioni di informazione e comunicazione, comprese campagne di sensibilizzazione e, in particolare, campagne di sensibilizzazione del pubblico sugli incendi boschivi; attività operative di Ong che si occupano, prevalentemente, della protezione e del rafforzamento dell’ambiente a livello europeo e partecipano allo sviluppo e all’attuazione della politica e della legislazione comunitarie;

sviluppo e manutenzione di reti, di banche dati e di sistemi informatici direttamente collegati all’attuazione della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente, in particolare se migliorano l’accesso del pubblico all’informazione in materia di ambiente;

SPECIFICATAMENTE per la componente “Natura e biodiversità”:

gestione del sito e delle specie e pianificazione del sito, incluso il miglioramento della coerenza ecologica della rete “Natura 2000”;

monitoraggio dello stato di conservazione, compresa la definizione di procedure e la creazione di strutture per detto monitoraggio;
sviluppo e attuazione di piani d’azione per la conservazione delle specie e degli habitat; estensione della rete “Natura 2000” alle aree marine;
acquisto di terreni, secondo le condizioni specificate nell’Allegato 1 del Regolamento.

Non sono, invece, ammissibili, nell’ambito di Life+ Politica e governante ambientali, i costi correlati a una delle          seguenti attività o voci, (ulteriori costi non ammissibili sono riportati all’art. 26 delle Disposizioni comuni):

attività di ricerca e sviluppo; studi che non trattano direttamente l’obiettivo oggetto della proposta;
costi per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale (ad esempio, brevetti); investimenti in grandi infrastrutture o investimenti di natura non innovativa, tra cui attività già confermate su scala industriale;
costi per le procedure di registrazione a sistemi come EMAS ed Ecolabel; acquisto di terreni o qualunque altra spesa correlata.

AGEVOLAZIONE

Per i progetti Life+ “Natura e biodiversità” il contributo non può eccedere il 50 % delle spese ammissibili, elevabile al 75 % per i progetti riguardanti habitat o specie prioritari delle direttive “Uccelli selvatici” e “Habitat”.
Stessa percentuale massima del 50% per il Life+ “Politica e governance ambientali” e il Life+ “Informazione e comunicazione”.
La media del contributo europeo si aggira intorno a € 1.000.000 – 1.500.000.

Per le opere infrastrutturali il contributo è calcolabile sulla quota di ammortamento della stessa opera pari al 25% (quindi il 12,5%).

IDEA FORZA: Definizione delle idee di sviluppo sostenibile.

Azione a): infrastrutture.

  • § Parcheggio/i nel centro storico e chiusura al traffico automobistico;

Azione b): materiale.

  • § Impianto fotovoltaica e di rifornimento di energia per i servizi pubblici;

Azione c): acquisto.

  • § Pulmini alimentati elettricamente per il trasporto urbano;

Azione d): materiale.

  • § Riqualificazione verde delle strade e aumento di vegetazione ad alto fusto dove possibile;

Azione e): infrastrutture.
  • § Scale mobili e ascensori di collegamento ad alimentazione elettrica;

Azione comune 1): immateriale

  • § Monitoraggio ambientale prima e dopo l’intervento;

Azione comune 2): immateriale.

  • § Pubblicità, animazione e comunicazione locale e territoriale prima, durante e dopo l’intervento;

Azione comune 3): materiale o  immateriale.

  • § Rete dimostrativa e di collegamento negli ambiti territoriali aderenti al partenariato.

Azione comune 4): immateriale.

  • § Formazione ambientale per i residenti (tutelare l’ambiente).

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Bel copia ed incolla dai depliant di qualche agenzia di intermediazione di fondi europei . Azz manco questo riuscite a fare !!!
    Idee brillanti ma soprattutto originali .
    Un solo auspicio : speriamo che riuscite a fare meno danni possibili , ma da come state messi la vedo male per Eboli.

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