Indagine Cresme. 37miliardi nel Fisco dal Superbonus

Indagini Cresme sul Superbonus: “Quota Maggiore, 37 Miliardi, Rientrata al Fisco”. 

Antonio Lombardi Presidente Nazionale Federcepicostruzioni: “Si sfata il falso mito delle imprese che si sono arricchite. Ora proroga di almeno sei mesi per i cantieri in corso”. 

Antonio Lombardi

POLITICAdeMENTE

ROMA/SALERNO – A guadagnare più di tutti col Superbonus non sono state le imprese di costruzioni, ma lo Stato. È quanto emerge dai dati di uno studio dell’istituto di ricerche Cresme. La quota maggiore degli introiti non è stata affatto per il settore edilizia, come più volte (impropriamente) si è sostenuto, ma per le casse del fisco. 

Le aziende hanno beneficiato solo per il 21,8% dei totali 97 miliardi di euro di erogazioni in incentivi. Per la restante quota ci sono: il settore servizi con il 26%, diviso tra progettazione e consulenze di varia natura, tra cui sono incluse anche le banche e gli intermediari finanziari. Infine, il 12% circa all’industria manufatturiera che ha fornito i materiali. 

La percentuale più alta, del 34%, è rientrata allo Stato sotto forma di tasse: Iva, Ires e Irpef dei lavoratori. Una percentuale consistente che collima con la stima dell’Ufficio Studi di Federcepicostruzioni e del Consiglio nazionale dei commercialisti.

“Qualche riserva sui dati Cresme – commenta il presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardinon in linea con i nostri studi, la percentuale indicata relativa ai costi di monetizzazione praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari che stando alle nostre rilevazioni incide dal 25 al 30%: siamo fuori da ogni logica e da ogni regola di mercato. Ancora una volta l’elaborazione dei dati macroeconomici sfata il mito che a beneficiare del Superbonus 110% siano state soltanto le imprese di costruzioni”.

“Auspichiamo ora un sollecito intervento affinché si conceda una proroga di almeno sei mesi – conclude il presidente Lombardi – che consenta il prosieguo e il completamento dei lavori già iniziati. Il termine di fine anno è assolutamente improponibile e, se non dovesse intervenire sollecitamente una proroga, le conseguenze potrebbero essere molto pesanti non solo per le imprese e le famiglie che hanno beneficiato del Superbonus ma anche per tutto il sistema economico”.

Roma/Salerno, 21 novembre 2023 

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