Dal magistrato alla Riforma: a Eboli prende forma il “Sì” al Referendum del 23 e 24 marzo sulla Giustizia e la Separazione delle carriere, “per una parità effettiva tra accusa e difesa“. L’incontro, promosso dall’Associazione “Valore Futuro” con Martino Melchionda e Cosimo Rosati sui cinque quesiti referendari, in un clima politico che guarda anche alle prossime politiche, si è rivolto ad una platea composta da tecnici del diritto e cittadini, ha reso il dibattito ancora più interessante con domande pertinenti al relatore.

da POLITICADEMENTE
EBOLI – All’Hotel Grazia, l’associazione Valore Futuro ha lanciato ufficialmente la campagna per il Sì alla riforma della giustizia. Protagonista il professore e avvocato Martino Melchionda, già sindaco di Eboli per due mandati (2005–2014), affiancato dal dirigente di Forza Italia Cosimo Rosati. Un appuntamento che, oltre a spiegare i contenuti dei cinque quesiti, ha restituito il senso di un’area di centrodestra in movimento, mentre sullo sfondo si avverte anche qualche possibile scenario politico futuro. Non solo un convegno tecnico, ma un vero e proprio appuntamento politico quello che si è svolto all’Hotel Grazia di Eboli, dove l’associazione Valore Futuro ha organizzato l’iniziativa dal titolo “Dal magistrato alla Riforma: un percorso per capire”. Un evento che ha acceso i riflettori sulla riforma costituzionale della giustizia e sui cinque quesiti referendari, ma che ha anche restituito la fotografia di un’area politica in fermento.
A guidare il confronto è stato il professore Martino Melchionda, noto avvocato, già sindaco di Eboli per due mandati consecutivi dal 2005 al 2014, figura da sempre centrale nel dibattito giuridico e istituzionale del territorio. Melchionda ha messo a disposizione del pubblico la propria esperienza amministrativa e professionale per spiegare, con linguaggio diretto ma rigoroso, i passaggi fondamentali della riforma.
Accanto a lui Cosimo Rosati, giovane dirigente di Forza Italia, che ha rappresentato il punto di raccordo tra l’analisi giuridica e la lettura politica della consultazione referendaria. Un binomio che ha dato all’incontro un’impronta chiaramente riconducibile all’area del centrodestra, senza ambiguità ma con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere un pubblico più ampio possibile.
Nel corso dell’intervento, Melchionda ha illustrato le ragioni del Sì, soffermandosi in particolare sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, sul rafforzamento del principio di terzietà del giudice e sulla necessità di restituire ai cittadini una giustizia percepita come più equa, moderna e credibile. Temi che — ha sottolineato — non riguardano solo gli addetti ai lavori, ma toccano direttamente la vita quotidiana delle persone e il rapporto di fiducia tra Stato e cittadini.

Ampio spazio è stato dedicato ai cinque quesiti referendari, presentati come strumenti concreti per rimettere ordine nel sistema giudiziario, ridurre le distorsioni e garantire maggiore equilibrio tra i poteri. Da qui l’invito esplicito a sostenere convintamente il SÌ, considerato dai promotori non un atto ideologico, ma una scelta di responsabilità.
Ma l’incontro non si è fermato alla sola riforma. Nella sala dell’Hotel Grazia, tra interventi e applausi, si respirava anche un’aria più ampia, decisamente politica. Con un’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Conte descritta da più parti come attraversata da difficoltà e tensioni, l’appuntamento ha assunto i contorni di una possibile ripartenza per una parte del centrodestra locale Chi ha sicuramente il Martino Melchionda la punta di diamante.
Non è passato inosservato, infatti, come la figura di Melchionda — forte del suo passato da sindaco e del profilo istituzionale — sia apparsa a molti come qualcosa di più di un semplice relatore. Senza annunci ufficiali, ma con segnali di stima evidenti, in sala si è colto quello che più di un partecipante ha percepito un “odore di candidatura” in vista delle prossime elezioni politiche, o comunque di un ritorno in campo in ruoli di primo piano, anche se la disquisizione del relatore è stata sotto un tratteggio puramente tecnico con rari passaggi politici sempre inerenti ai quesiti referendari.
L’iniziativa di “Valore Futuro” ha così finito per intrecciare giustizia, referendum e politica, confermando che il tema della riforma non è solo una questione tecnica, ma un terreno di confronto decisivo per gli equilibri prossimi venturi.
Un primo passo, dunque, per una campagna referendaria che a Eboli parte con un messaggio chiaro: Sì alla riforma, sì al cambiamento, dentro un perimetro politico ben riconoscibile.
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Nel suo intervento, Martino Melchionda ha ricondotto il tema della riforma della giustizia a una questione di chiarezza e di fiducia tra istituzioni e cittadini. «Il punto centrale, – ha spiegato, – è la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e magistrati giudicanti, un passaggio che non nasce da spirito punitivo nei confronti della magistratura, ma dall’esigenza di rendere il sistema più leggibile, equilibrato e credibile. – Melchionda ha ricordato come – oggi giudici e pubblici ministeri appartengano allo stesso ordine e possano, nel corso della carriera, svolgere funzioni diverse. Una commistione che, secondo i promotori della riforma, rischia di indebolire la percezione di terzietà del giudice agli occhi dei cittadini. Separare in modo netto chi accusa da chi giudica significa invece rafforzare l’imparzialità del processo e rendere più evidente la distinzione dei ruoli, principio che in molti ordinamenti europei è già realtà consolidata.


Eboli 29 gennaio 2026






