A Napoli, in Piazza del Plebiscito in occasione della Festa dei Lavoratori, il Lavoro al Centro dai Liberiagricoltori un Appello per il Futuro.

POLITICAdeMENTE
NAPOLI – In occasione della Festa dei Lavoratori, si è svolta nella cornice di Piazza del Plebiscito la manifestazione promossa da Confsal, dedicata al lavoro in tutte le sue forme. Tra le realtà presenti anche ANPA – Associazione Nazionale Produttori Agricoli e Liberiagricoltori, che ha portato il proprio contributo al dibattito sulla centralità del lavoro come motore dell’economia e della società.
La giornata è stata un momento di confronto per ribadire il valore universale del lavoro, inteso non solo come attività economica, ma come elemento fondamentale della dignità della persona e della coesione sociale. Un messaggio trasversale, condiviso da tutti i settori produttivi, dalla produzione agroalimentare alle professioni tecnico‑scientifiche, fino al mondo dei servizi.
In questo contesto, i rappresentanti dei Liberiagricoltori hanno sottolineato come l’agricoltura rappresenti l’origine stessa del lavoro umano, il primo modello di organizzazione produttiva nella storia. Un richiamo non nostalgico, ma profondamente contemporaneo: “l’agricoltura – è stato ribadito – non è solo un settore tra gli altri, ma la base su cui si fonda l’intero sistema economico e sociale”.
Nel corso dell’iniziativa è emersa la necessità urgente di difendere e valorizzare il lavoro in tutte le sue espressioni, oggi messo alla prova da trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali sempre più rapide. Il lavoro agricolo, in particolare, continua a svolgere un ruolo essenziale, pur confrontandosi con criticità strutturali, precarietà e mancanza di politiche di lungo respiro.
Il contributo di ANPA – Liberiagricoltori si inserisce in questa visione più ampia: rafforzare l’agricoltura significa rafforzare il concetto stesso di lavoro, restituendogli centralità, dignità e prospettiva. Un settore che non esprime soltanto produzione, ma anche tutela dell’ambiente, salute dei cittadini e salvaguardia delle tradizioni.
Dal cuore di Napoli, nel giorno simbolo del 1° maggio, è emerso un messaggio chiaro: il lavoro va difeso nella sua interezza, riconosciuto nel suo valore umano prima ancora che economico. E in questo quadro, l’agricoltura torna ad essere punto di riferimento, non solo come attività produttiva, ma come origine e simbolo del lavoro stesso.
Confsal e il salario minimo: basta contratti seri, non nuove leggi
Nel corso degli interventi, è stato evidenziato anche un aspetto cruciale legato alla retribuzione: non è necessaria una legge sul salario minimo, se i sindacati impongono livelli minimi contrattuali chiari e vincolanti.
Il Segretario Nazionale di Aladi – Confsal, Dott. Antonio Valitutto, ha sottolineato che la Confsal da almeno due anni si rifiuta di sottoscrivere contratti con salari inferiori a 9 euro l’ora.
“Se tutte le aziende applicassero i contratti che noi firmano – ha dichiarato Valitutto – avremmo già di fatto un salario minimo senza dover ricorrere ad alcuna legge statale.”
Una posizione che ribadisce la funzione dei sindacati come garanti del valore del lavoro: più tutele e salari dignitosi, meno precarietà e più competitività sociale.

Napoli, 3 maggio 2026






