Potrebbe intitolarsi: “la disfida dei platani”; La protesta di residenti e non contro l’abbattimento dei platani su Viale Amebdola. Non si placa a Eboli il dibattito su gestione e manutenzione del verde pubblico, attesa la scia di polemiche che la caratterizza. Intanto l’amministrazione affronta anche il delicato nodo del bilancio Consuntivo sperando si sblocchi e la Giunta non operi più dissociata dal Consiglio Comunale.

di Massimo Del Mese e Marco Naponiello per POLITICAdeMENTE
EBOLI – Una guerra arborea o come potrebbe essere ribattezzata: la “disfida delle piante“; tiene ancora banco, anzi si è riaccesa specie dopo la risposta del Sindaco, che si allega qui di seguito, e in questi giorni tutto gira attorno ai platani del Viale Amendola di piazza Carlo Levi, l’area simbolicamente legata al celebre “Cristo si è fermato a Eboli”, diventata ora teatro di una nuova e durissima polemica cittadina attesa la perseverante azione demolitoria che coglie L’Amministrazione comunale:
Da una parte i residenti e i cittadini, che hanno protocollato una raccolta firme per chiedere lo stop al taglio degli alberi presenti lungo viale Amendola e nei vialetti che circondano la piazza; Dall’altra l’amministrazione Comunale con La “sindrome” di Attila, che ha replicato difendendo gli interventi programmati e sostenendo la necessità di operazioni legate alla sicurezza pubblica, alla stabilità delle alberature e alla manutenzione Urbana.
Fosse una volta accettasse una critica e ammettano di essersi sbagliati.
Ma il caso dei platani non nasce oggi. È soltanto l’ultimo episodio di una vicenda che ad Eboli va avanti da anni e che ha trasformato il verde urbano in uno dei temi più sensibili e controversi della vita cittadina, a partire tanti anni fa quando un Assessore ordinó di capitozzare i platani del Cimitero cittadino.

Già nel 2018 il professor Abbinente lanciava un allarme sullo stato dei platani di viale Amendola, denunciando problemi fitosanitari e condizioni di progressivo deterioramento degli alberi storici della città. In quegli anni toccò anche ai Pini mediterranei in via Giarletta, una traversa di Via Spirito Santo, abbattuti solo perché le grosse pigne cadevano su alcune auto in sosta facendo imbestialire qualcuno che, come al solito, si rivolse all’assessore di turno e questi “bene” fece e ne ordinó l’abbattimento, ora nei pressi dei Pini abbattuti, sta sorgendo un Complesso Residenziale che prende il posto della Scuola Berniero Lauria, anche questa abbattuta perché ritenuta pericolante (Un edificio in muratura di due Piani) Berniero Laura è proprio sfortunato con le Scuole di recente se ne è abbattuta un’altra, alla Salita Ripa, anche questa di 2 Piani e in muratura, pare che la decisione sia stata presa dopo una perizia che certifica a che l’impianto elettrico non era a norma (sic) con questo criterio, il solito Attila sembrerebbe essere un dilettante in materia di distruzione. Ritornando agli alberi, è toccata la stessa sorte qua e la in Città ivi compreso alcuni alberi adulti di Viale Amendola e in via Matteotti. In quest’ultima un commerciante non gradiva che alcuni alberi (Ancestoemia) oscurassero la sua vetrina. Ma quelli più saccheggiati sono stati gli alberi del Viale Amendola, su entrambi i marciapiedi, ne fecero le spese diverse specie, ivi compreso i Platani. In quella circostanza furono piantate nuove specie alloggiate nei tronchi capitozzati alla radice, in altri casi fino a via San Giovanni addirittura piantati, causando danni irriparabili ai sottoservizi, lasciando la Città al buio nella rabbia della Società che gestisce la Pubblica Illuminazione, è pure lì ci fu polemica tra l’amministrazione e la Ditta..
Negli anni successivi, però, le polemiche si sono moltiplicate. Associazioni ambientaliste, cittadini e comitati hanno spesso contestato potature considerate eccessive o abbattimenti ritenuti evitabili. Nel 2025, ad esempio, scoppiò una forte protesta contro il previsto abbattimento di 32 alberi, tra cui diversi platani ad alto fusto, con l’intervento anche di Europa Verde Salerno a sostegno del comitato cittadino.
Sempre negli ultimi mesi, un’altra vicenda ha acceso il dibattito: l’ordinanza relativa all’abbattimento di 260 pini nella fascia pinetata di Campolongo, motivata da ragioni fitosanitarie e di sicurezza Pubblica. E anche in quel caso forse si sarebbe dovuto intervenire attraverso una sostenuta diradazione sistematica dei Pini atteso la difficoltà di sopravvivenza degli stessi, troppo vicini e troppo fitti da non consentire il passaggio del Sole e conseguentemente impedendo la Naturale crescita del sottobosco, fino a qualche anno fa molto rigoglioso, luogo di nidificazione del Fringuello e molte altre specie di uccelli migratori. Il punto centrale della contestazione, però, resta sempre lo stesso: molti cittadini ritengono che il problema non sia soltanto il taglio degli alberi, ma soprattutto l’assenza di una programmazione strutturale sulla cura del verde urbano. Oggettivamente non hanno torto, forse con una attenta e sistematica manutenzione del verde urbano si potrebbe evitare questi interventi utili ma postumi e oggettivamente molto dannosi, specie quando si abbattono alberi adulti.
Eboli è sempre stata percepita come una cittadina ubertosa, ricca di alberature storiche e zone ombreggiate che, soprattutto durante l’estate, garantivano frescura naturale e vivibilità. Un patrimonio che negli anni, pur tra incuria e manutenzioni spesso discontinue, ha rappresentato un elemento identitario della città. Oggi, invece, cresce la sensazione di un progressivo impoverimento ambientale. Le immagini di tronchi abbattuti, capitozzature drastiche e viali sempre più spogli alimentano il malcontento e una percezione diffusa di perdita del patrimonio arboreo urbano.
Non a caso, il dibattito ebolitano si inserisce in una discussione nazionale molto più ampia sulla gestione del verde pubblico. Negli ultimi anni in molte città italiane si sono moltiplicate proteste analoghe contro abbattimenti di platani e alberi storici, spesso accompagnate da accuse alle amministrazioni di puntare più sul taglio che sulla prevenzione e sulla cura programmata.
Anche sui social e nei forum online il tema divide profondamente cittadini, tecnici e ambientalisti. Da un lato c’è chi richiama la necessità di intervenire su alberi malati o pericolosi; dall’altro chi denuncia una cultura amministrativa troppo incline alla “mutilazione del verde urbano” e alle capitozzature aggressive.
Ed è proprio in questo clima che ad Eboli torna a riecheggiare, con amara ironia, la celebre frase di Carlo Levi. Perché se “Cristo si è fermato a Eboli”, oggi qualcuno teme che anche il verde possa fermarsi qui. O peggio ancora, che “il verde sia partito da Eboli”.
La questione assume inevitabilmente anche una valenza politica. L’amministrazione guidata dal sindaco Mario Conte vive infatti una fase particolarmente delicata, segnata da tensioni crescenti e difficoltà amministrative. Sul tavolo non c’è soltanto la polemica sui platani, ma anche il nodo del rendiconto finanziario, sperando che il prossimo Consiglio appositamente convocato approvi il Bilancio è si chiude la ormai continua e stancante pantomima di una maggioranza consiliare sempre in subbuglio tra loro.
Va ricordato che il termine ordinario per l’approvazione del consuntivo era fissato al 30 aprile, mentre incombe ora la scadenza del 20 maggio nell’ambito delle procedure prefettizie relative agli adempimenti contabili. Una situazione che aumenta ulteriormente la pressione politica sull’esecutivo cittadino.
E così, mentre la città discute del destino dei suoi alberi, resta sospesa anche un’altra domanda: riusciranno i nostri eroi amministratori a trovare la quadratura del cerchio, tra platani da salvare, conti da approvare e una comunità sempre più divisa? Intanto volano gli stracci insieme ai tronchi, i rami, le foglie, e ancora il vecchio detto: “Accett ru cumpar taglia u fierr“, figuriamoci gli alberi.
Ecco di seguito l’intervento del Sindaco Mario Conte che come al solito fornisce chiarimenti su chiarimenti su progetti ritenuti non chiari.


Eboli, 17 maggio 2026






