Il merito al triste fatto di via Mazzini, il movimento Civica Mente chiede di affrontare il tema della sicurezza, della salute mentale e della inclusione sociale e andare oltre la paura.

POLITICAdeMENTE
BATTIPAGLIA – Quanto accaduto nel pieno centro di Battipaglia è un fatto grave che non può essere sottovalutato. Le immagini di un uomo armato di una spranga che semina il panico tra passanti e famiglie hanno inevitabilmente generato paura e preoccupazione, riportando al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza urbana.
Fermarsi però alla sola dimensione emergenziale rischia di non cogliere la complessità del problema. Dietro episodi come quello avvenuto tra Piazza Madonnina e via Mazzini si intrecciano spesso condizioni di forte marginalità sociale, disturbi psichici non adeguatamente seguiti, dipendenze da alcol o sostanze, percorsi migratori difficili e situazioni di esclusione che possono trasformarsi in fattori di rischio sia per la persona sia per la comunità.
Si tratta di fragilità che non riguardano esclusivamente gli immigrati, ma una fascia sempre più ampia della popolazione: persone prive di una rete familiare, di un lavoro stabile, di una casa dignitosa o di un accesso efficace ai servizi sanitari e sociali.
Per questo il tema della sicurezza non può essere affrontato soltanto attraverso la repressione o l’intervento delle forze dell’ordine, fondamentali quando si verificano episodi di violenza. La vera sfida è costruire un sistema capace di prevenire il disagio prima che si trasformi in emergenza.
Occorre una strategia integrata che coinvolga Comune, ASL, Dipartimento di Salute Mentale, SerD, scuole, forze dell’ordine, associazioni del Terzo Settore e realtà del volontariato. L’obiettivo deve essere quello di individuare tempestivamente le situazioni di fragilità, attivare percorsi di presa in carico e accompagnare le persone verso autonomia, inclusione e partecipazione sociale.
In questa direzione potrebbe essere istituito un Tavolo permanente cittadino sulle fragilità sociali e la sicurezza urbana, con il compito di coordinare gli interventi, monitorare le situazioni più complesse e favorire una collaborazione stabile tra tutti gli attori coinvolti.
Parallelamente è necessario rafforzare la rete dei servizi territoriali: potenziare la salute mentale, consolidare i programmi di prevenzione e cura delle dipendenze e sviluppare unità di strada multidisciplinari composte da operatori sanitari, assistenti sociali ed educatori in grado di intercettare precocemente le situazioni più critiche.
Un ruolo centrale deve essere riconosciuto anche alle politiche di inclusione. Servono sportelli di orientamento per immigrati e persone vulnerabili, corsi gratuiti di lingua italiana ed educazione civica, percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo, oltre a una maggiore presenza di mediatori culturali nei servizi pubblici, nelle scuole e nelle strutture sanitarie.
Altrettanto importante è il contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento, fenomeni che alimentano povertà, marginalità e insicurezza sociale, così come il sostegno abitativo per prevenire situazioni di degrado e ghettizzazione.
Occorre inoltre investire con decisione sui giovani attraverso progetti sportivi, culturali e di cittadinanza attiva, capaci di creare occasioni di incontro, rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e prevenire forme di esclusione sociale.
La sicurezza dei cittadini e la tutela delle persone fragili non sono obiettivi contrapposti. Al contrario, sono due dimensioni strettamente connesse. Una città è più sicura quando riesce a riconoscere il disagio, ad accompagnarlo verso percorsi di cura e a prevenire quelle condizioni di abbandono che possono sfociare in comportamenti pericolosi.
L’episodio di ieri deve certamente aprire una riflessione sul controllo del territorio, ma anche sulla capacità delle istituzioni di costruire una rete efficace di prevenzione, assistenza e inclusione. Solo un approccio che tenga insieme sicurezza, salute, integrazione e responsabilità collettiva può ridurre il rischio che simili episodi si ripetano e contribuire alla costruzione di una Battipaglia più sicura, coesa e solidale.
Per questo Civica Mente sta lavorando a un piano di proposte elaborato insieme a professionisti, operatori sociali, associazioni e realtà del territorio. L’obiettivo è trasformare questo percorso in una mozione da presentare al Consiglio comunale affinché Battipaglia possa dotarsi di strumenti permanenti di prevenzione, coordinamento e intervento.
Perché la sicurezza non si costruisce alimentando la paura o inseguendo gli slogan, ma attraverso politiche pubbliche serie, competenze, responsabilità condivise e una comunità capace di non lasciare indietro nessuno.
Battipaglia, 1 giugno 2026






