Asl Salerno: nasce il percorso che accompagna i bambini prematuri nei primi tre anni di vita

Ufficialmente avviato presso la sede dell’ASL Salerno il protocollo operativo condiviso che definisce il percorso di presa in carico precoce dei neonati prematuri nei primi tre anni di vita e dei bambini a rischio di disturbi del neurosviluppo.

Gennaro Sosto

POLITICAdeMENTE

SALERNO – Oggi, presso la sede dell’ASL Salerno, in via Nizza, si è proceduto all’ufficializzazione del protocollo operativo condiviso che definisce il percorso di presa in carico precoce dei neonati prematuri e dei bambini a rischio di disturbi del neurosviluppo. Un percorso integrato che accompagna i bambini prematuri nei primi tre anni di vita, per intervenire prima e seguirne meglio lo sviluppo: dalla gravidanza a rischio alla Terapia Intensiva Neonatale, fino al ritorno a casa.

Il nuovo servizio dell’Asl Salerno, promosso dalla Neuropsichiatria Infantile diretta dal dott. Salvatore Iannuzzi, parte dal presupposto che quando un bambino nasce prima del tempo, la cura non può finire con le dimissioni dalla Terapia Intensiva Neonatale. Proprio lì, infatti, comincia per le famiglie un altro viaggio, fatto di controlli, osservazione, riabilitazione, sostegno e, soprattutto, continuità.

È da questa consapevolezza che nasce NPIA-TIN, il percorso clinico che unisce i servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA) con i reparti di Terapia Intensiva Neonatale (TIN).

L’obiettivo è semplice: non aspettare che una difficoltà diventi evidente per intervenire, ma accompagnare lo sviluppo del bambino fin dai primi mesi di vita, quando l’osservazione e gli interventi appropriati possono fare la differenza.

Il progetto arriva al termine di un articolato percorso di formazione e preparazione alla riabilitazione neonatale, svoltosi nei mesi precedenti e rivolto agli operatori interni dell’Azienda e ai professionisti dei centri accreditati, e di una fase di sperimentazione durata alcuni mesi. L’iniziativa sarà sostenuta da specifiche risorse economiche e da protocolli operativi condivisi, che definiscono modalità di collaborazione e presa in carico tra i diversi professionisti e servizi coinvolti.

In Italia sono già presenti esperienze di follow-up e presa in carico precoce dei neonati prematuri, con programmi di monitoraggio neuroevolutivo, interventi riabilitativi e percorsi di sostegno alla genitorialità.

Ma la specificità di NPIA-TIN sta nella volontà di mettere in relazione queste diverse fasi all’interno di un unico percorso coordinato e continuativo, capace di seguire il bambino dalla gravidanza a rischio alla nascita, dal ricovero in Terapia Intensiva Neonatale al rientro a casa, fino al compimento dei tre anni.

Non una successione di prestazioni, ma una rete costruita intorno al bambino e alla sua famiglia.

Il modello prevede:

  • il coinvolgimento della rete dedicata alla gravidanza a rischio;
  • il collegamento diretto tra Terapia Intensiva Neonatale e Neuropsichiatria Infantile;
  • la valutazione precoce del neonato;
  • l’avvio tempestivo degli interventi riabilitativi, quando indicati;
  • il monitoraggio dello sviluppo motorio, cognitivo, comunicativo e relazionale;
  • il sostegno e l’orientamento alle famiglie;
  • la collaborazione tra ospedale, territorio, pediatri, centri accreditati e professionisti della riabilitazione;
  • il passaggio programmato ai servizi territoriali ordinari al termine del percorso dedicato.

Uno degli elementi caratterizzanti del progetto è la possibilità, nei casi indicati, di avviare gli interventi già intorno ai 40 giorni di vita.

Ma la vera innovazione non è soltanto anticipare il momento dell’intervento, ma cambiare il modo in cui il bambino viene seguito, mettere in comunicazione professionisti e servizi, condividere informazioni e valutazioni, accompagnare la famiglia nei diversi passaggi e garantire una continuità che non si interrompa con la dimissione dall’ospedale.

“Con NPIA-TIN vogliamo superare la frammentazione dei percorsi e costruire una continuità reale tra ospedale e territorio – dichiara l’ing. Gennaro Sosto, direttore generale dell’Asl Salerno e vice Presidente vicario di Federsanità. – Investire nella riabilitazione neonatale significa investire nel futuro: significa offrire ai bambini maggiori opportunità di sviluppo e alle famiglie la certezza di non essere lasciate sole. Questa iniziativa rappresenta una scelta di grande responsabilità e di profonda umanità, perché mette al centro non soltanto la cura, ma la vita concreta dei bambini e le speranze dei loro genitori”.

La realizzazione del progetto è il risultato di un lavoro condiviso e progressivo, portato avanti dalla Neuropsichiatria Infantile e dalla Direzione Sanitaria dell’Azienda, con il contributo delle diverse professionalità coinvolte. Un lavoro nel quale hanno avuto un ruolo centrale il direttore della Neuropsichiatria Infantile, dottor Salvatore Iannuzzi, e il direttore sanitario, dottor Sergianni, impegnati nella costruzione del percorso, nella definizione dell’organizzazione e nel raccordo tra le diverse componenti della rete assistenziale.

Il loro lavoro si è inserito in un più ampio percorso aziendale finalizzato a trasformare un’esigenza assistenziale in un modello concreto, strutturato e operativo, capace di mettere in relazione ospedale, territorio e servizi riabilitativi.

Salerno, 2 ottobre 2026

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