Grazie a Pastore rivive l’Opera di Pietro da Eboli

Il grande sogno di Mariano Pastore, l’opera di Pietro da Eboli “De rebus Siculis carmen ad honorem Augusti” finalmente riedita.

La presentazione ufficiale avverrà il 26 dicembre 2010 al Centro Elaion con la presentazione storica di Currò.

EBOLI – Il grande sogno di Mariano Pastore, l’opera di Pietro da Eboli  “De rebus Siculis carmen ad honorem Augusti” finalmente riedita. Pastore ne è il curatore, Carlo Manzione un altro ebolitano ha curato la traduzione e Carmelo Currò è toccato l’introduzione storica.

Mariano Pastore

La presentazione ufficiale avverrà il 26 dicembre 2010 al Centro Elaion, la manifestazione si avvale dei patrocini della Regione Campania, della Provincia di Salerno, delle Città di Salerno, Lecce ed Eboli, dell’ACIM di Milano (Associazione Culturale Italia Medievale), del “Brigantino il Portale del Sud di Palermo, della Burgerbibliothek Bern (CH) dove è custodito il Cod. 120. II, f. 101r. che contiene l’unico esemplare del De rebus Siculis carmen ad honorem Augusti“, della Biblioteca Angelica di Roma dove è conservato l’altro manoscritto miniato del nostro concittadino Pietro il “De balneis Puteolanis”, della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, della Biblioteca Nazionale Centrale, e con grande soddisfazione di una lettera elogiativa inviata dalla Presidenza della Repubblica Giorgio Napolitano.

La passione, i sentimenti in generale e l’amore per le proprie radici, per la storia, per i percorsi che ci hanno condotto ai giorni nostri, va oltre e sovrasta le fatiche che Mariano Pastore ha investito in questa lavoro paziente e certosino, che ha portato finalmente ad una vera e propria opera sul cittadino ebolitano più illustre Pietro da Eboli. Questi percorsi e queste fatiche vengono raccontate magistralmente qui di seguito da Mariagrazia Maganò, che coglie nei tratti di Mariano Pastore quello che nessuno avrebbe saputo fare meglio.

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Mariagrazia Maganò

E’stato finalmente dato alle stampe il volume De rebus Siculis carmen ad honorem Augusti: l’opera di Pietro da Eboli scritta per Enrico VI, edita in magnifica veste tipografica a cura di Mariano Pastore, con traduzione di Carlo Manzione. Si tratta della realizzazione di un grande sogno. Il sogno di Mariano Pastore il quale completamente rapito dal suo grande amore per Eboli, ha voluto con tenacia l’uscita di un’Opera che non è soltanto monumento di poesia, storia e pensiero sociale di un importante periodo medievale ma che costituisce anche un contributo decisivo all’immagine della città ebolitana, di cui vengono riscoperti e valorizzati un antico personaggio che vi ebbe i natali e le passioni che nutrivano i suoi abitanti. Alla realizzazione ha contribuito il Sanatrix Nuovo Elaion di Eboli del Presidente Cosimo De Vita, ora non più solo una grande struttura volta alla cura e al recupero fisico dei suoi pazienti ma anche istituzione dedita al mecenatismo e alla riscoperta del suo territorio.

L’Opera, conservata in originale manoscritto presso la Burgerbibliothek Bern (CH) costituisce un punto di vitale importanza per le nostre conoscenze sulla cultura e la mentalità meridionale nel periodo federiciano e prefedericiano. In particolare, il poema apre letteralmente un’ampia finestra sulle convinzioni della classe dirigente filo-sveva, e sulla propaganda che il partito imperiale si sforzava di estendere fra i popoli dell’Impero. La tesi di una Monarchia universale quale centro di propulsione sociale e spirituale, astro civile e politico intorno a cui dovevano ruotare sudditi e potentati, viene ampiamente rilanciata da Pietro da Eboli che, mutando con evidente entusiasmo i suoi originali piani sull’opera poetica e didascalica che aveva in animo di comporre, finisce poi per prestarsi alle necessità di un lavoro in cui si perseguono i caratteri (allora diffusi in Europa) del poema elogiativo e propagandistico.

La lotta militare e politica dell’epoca, così come è spesso avvenuto in altri periodi storici, al tempo degli Svevi è stata combattuta utilizzando anche parole e ritmi poetici, servendosi di allegorie e di racconti, in modo tale da sostenere con toni aulici e sacrali un’opera di persuasione nei confronti dell’opinione pubblica, tendente a dimostrare l’ineluttabilità della supremazia imperiale. Una supremazia che racconta l’imperatore come l’emanazione della Divinità, e che lo raffigura (grazie alle meravigliose miniature del tempo) nelle vesti sontuose che stanno a metà strada fra abito regale e sacerdotale, a dimostrare quale sia la Volontà celeste e come l’eventuale opposizione nei confronti del sovrano costituisca un disordine spirituale oltre che civile.

Non si tratta di rispondere solo alle attese della politica imperiale: Pietro fece in modo che il suo Poema meritasse un privilegio di Federico II alla città di Eboli, un segno di grande importanza e di considerazione, in un momento storico di insicurezza politica, che vedeva puniti severamente tutti coloro che osavano frenare i progetti in movimento sulla grande scacchiera dell’impero.

L’introduzione storica di Carmelo Currò ha ribadito con grande padronanza della materia proprio un aspetto finora poco approfondito di questo periodo: la parte negativa della politica di Federico II  nei confronti dell’Italia e dell’Italia meridionale in particolare. Strategia di sfruttamento e di oppressione, di spietata rappresaglia verso gli oppositori, che sfociò in una depressione economica e in un diffuso malcontento, dimenticati dalla storiografia ottocentesca e novecentesca, legate ad una visione politica filo-tedesca e quindi raffigurante “alti” esempi storici che dovevano esaltare le figure appartenenti a quella nazionalità. In questo autentico saggio storico, Carmelo Currò mette in luce anche la figura umana e culturale di Pietro da Eboli, precisando gli aspetti peculiari del Poeta, della sua vicenda personale e intellettuale. Un lavoro che procede da un’attenta analisi interna del Carme e dalla approfondita conoscenza della Storia medievale, che hanno consentito di fare piena luce su Pietro, già per troppi secoli avvolto da silenzi e supposizioni non sempre aderenti alla realtà.

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2 Pietro da Eboli _ De Balneis Puteolanis Balneum Plagae Miniatura dal Codice della Biblioteca Angelica di Roma

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