Proteste al Borgo: IACP sotto accusa per il degrado delle palazzine

E’ ora che l’IACP dia una risposta ai cittadini e intervenga sulle case al Borgo.

E’ ora che si faccia chiarezza sui lavori non ultimati e sulle occupazioni delle case, ma anche su tutte le agevolazioni concesse nel corso degli anni.

Borgo Palazzine IACP Forte apache

EBOLI – Sinistra Ecologia e Libertà fa bene a chiedere un intervento risolutivo all‘IACP di Salerno, per le case del Rione Borgo di Eboli, ribattezzate “Forte Apache“. Nessuno dovrebbe vivere in abitazioni umide e malsane. Nessuno oggi giorno merita un simile trattamento. Tuttavia vanno dette alcune cose, che forse non fanno piacere, ma che purtroppo rappresentano quella parte di verità che sull’onda della emotività, spesso si tende a nascondere.

Quelle case sono un vero e proprio menagramo per il Comune di Eboli. Sono decenni che non possiamo liberarci di quelle case, vista la ostinata tendenza dell’Istituto Autonomo Case Popolari, ha salvaguardare quei blocchi. Si progetto abitazioni per giovani coppie e persone anziane, ma l’Intendenza di Finanza e lo stesso Istituto si opposero redigendo diverse perizie, in contrasto con quelle del Comune che riconoscevano la vetustà ed alcuni pericoli nelle strutture orizzontali, ma che riteneva invece quelle verticali (i muri) per niente compromesse dal punto di vista statico, e di qui la “truffa” continua ai dannni dei cittadini e ai danni dell’erario.

Perché truffa continua?

La prima truffa perché gli abitanti di quelle palazzine hanno ottenuto, attraverso una corsia preferenziale nuovi alloggi, con una palazzina costruita ad hoc per quegli sgomberati, nella 167 sud (palazzine Esposito). Erano gli anni ’70.

La seconda truffa è avvenuta agli inizi degli anni ’80, allorquando, quelle abitazioni vennero occupate da nuovi nuclei familiari, e per sgombrare nuovamente quelle palazzine, evidentemente si dette agli occupatori la “scorciatoia” di altre agevolazioni, come essere considerati sfollati, o abitanti in alloggi impropri, igienicamente inadeguati e non rispondenti ai requisiti di abitabilità, e consentendo loro di scavalcare nei punteggi centinaia di famiglie “gabbate” ed ottenere l’assegnazione, nella seconda tranche di abitazioni costruite dallo IACP sempre nella 167 Sud (palazzine Marroni, ora celesti).

La terza truffa risale agli anni ’90, quando si consentì ad alcuni, sempre sulla spinta emotiva, di occupare quelle abitazioni, mentre i lavori erano ancora in corso, o non erano del tutto ultimati, aggiungendo danno alla beffa.

Danno perché quei lavori non sono mai stati più ultimati, immaginando il contenzioso con la ditta esecutrice, e immaginando la difficoltà che si incontra nel definire la responsabilità civile dell’impresa, che può sempre contestare di aver eseguito a regola d’arte i lavori realizzati.

Beffa, perché ancora una volta si è consentito di occupare gli alloggi ben sapendo le difficoltà che si sarebbero presentate e ben sapendo che coloro i quali li avevano occupati, lo facevano solo a danno di altri che invece nel rispetto delle leggi attendeva una normale assegnazione.

Senza dare giudizi sull’opera e sulla esecuzione, proprio per non essere impietosi, va evidenziato che in tutto questa storia vi sono una serie di anomalie, di silenzi, di connivenze di occultazioni di verità, sulla spinta di ragioni emotive quali potrebbero essere il bisogno di un alloggio, la necessità di averlo, le condizioni economiche per meritarlo, e sottacendo un’altra verità che attiene al regolamento per l’assegnazione, che vredrebbe esclusi da ogni assegnazioni gli occupatori abusivi di alloggi pubblici.

Ebbene, per ricondurre il tutto sui binari della legalità e delle regole, è necessario dare una risposta sia al bisogno, che ai diritti e alla legge, e l’uno non può essere a detrimento degli altri, sovvertendo tutti i principi, sol perché si ha la forza di strafregarsene delle regole per poi invocarle al momento opportuno.

Valutati il bisogno e i diritti con la stessa lente se vi è una minima deviazione e successivamente si tenderebbe a giustificarne l’azione addirittura schierandosi a sostenere un principio che fonda su basi illegali e di prepotenza e arroganza, si è complici e si è moralmente condannabili.

Sulla base di queste considerazioni è mai possibile porre fine a questa storia infinita? E’ possibile individuare delle responsabilità, se non penali quantomeno politiche? Si può pensare di condannare l’IACP per le sue responsabilità? E chi darà soddisfazione e ripristinerà giustizia per quelle centinaia di famiglie che si sono viste negare un alloggio popolare per queste “furberie”? E chi pagherà tutti i soldi per i danni che si sono causati in tutti questi anni oltre quelli maturati per i mancati fitti? Pantalone?

Quel Pantalone siamo noi. Anche a noi vanno date delle risposte.

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INTERVENTO SULLE CASE AL BORGO.

E’ ORA CHE L’ I.A.C.P. DIA UNA RISPOSTA AI CITTADINI.

Gerardo Rosania

EBOLI – E’ da mesi che Sinistra Ecologia e Liberta’, in raccordo con l’Amministrazione comunale di Eboli, sta seguendo la situazione dei cittadini alloggiati nelle palazzine del Borgo (“forte Apache“), per affrontare la situazione della regolarizzazione delle assegnazioni e degli interventi di risanamento degli alloggi.

SEL ha più volte sollecitato ed ha ottenuto diversi incontri con il presidente dell’ Istituto Autonomo Case Popolari, insieme all’assessore ai lavori pubblici del Comune di Eboli, alla struttura tecnica del Comune ed alla delegazione dei cittadini che abitano in quelle case. Si era raggiunto un accordo che prevedeva:

  • regolarizzazione della  situazione  dei  cittadini,  mediante  la  stipula  di apposito contratto di locazione con l’I.A.C.P.;
  • definizione della partita degli arretrati, maturati a causa della mancanza del contratto, che prevedeva il ricalcolo degli importi dovuti sulla base del tipo di assegnazione ed una valutazione degli interventi fatti dai singoli assegnatari, sulla propria abitazione, dinanzi all’inerzia dell’Istituto;
  • impegno dell’Istituto a mettere in campo interventi di riqualificazione degli alloggi, per eliminare, in particolare, la forte presenza di umidità;
  • impegno del Comune di Eboli ad intervenire sulla parte esterna alle palazzine, in particolare la sistemazione dei marciapiedi.

Da mesi, tuttavia, i cittadini attendono che quel verbale di accordo venga firmato.

Pur comprendendo lo stato di assoluta incertezza in cui versa l’I.A.C.P. che da mesi aspetta la nomina del “commissario”, non è accettabile che si trascurano cittadini che hanno il diritto di ottenere un riscontro alle proprie attese, e di vedere tradursi in un verbale le cose discusse e concordate nelle riunioni avute.

Per tutti questi motivi S.E.L. fa appello al presidente dell’I.A.C.P. di Salerno a voler firmare il verbale delle riunioni, per consentire ai cittadini del borgo di riprendere a sperare che per loro il futuro non è fatto di permanenza in alloggi insani, di una regolarizzazione contrattuale che non arriva mai, e d’insicurezza rispetto ad una partita per molti eccessivamente onerosa, relativa agli arretrati.

S.E.L. rivolge, altresì, un invito all’Amministrazione comunale, e per essa all’assessore ai lavori pubblici, a farsi promotore di un nuovo incontro affinché  i cittadini non abbiano l’impressione di essere stati, nuovamente, dimenticati dalle istituzioni.

Eboli, 27 aprile 2011

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