Vendita dei Prefabbricati Commerciali, tra diritti, furberie e interrogazioni

Nuova interrogazione dei contiani: chiedono la sospensione del Bando Hispalis 2, e se è il caso di valutare l’opportunità di ridiscutere sul corretto utilizzo e la giusta valutazione del Patrimonio comunale.

Tra diritti, furbizie e complicazioni, Marisei, Petrone, Campagna, Cicalese, chiedono al Sindaco di sapere sulla vendita  dei prefabbricati commerciali.

comune di Eboli

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’interrogazione dei Consiglieri del Gruppo PD Salvatore Marisei, Antonio Petrone, Carmine Campagna, Armando Cicalese, volta a conoscere nei dettagli l’operazione che ricade nel Comparto Hispalis 2, messo in atto con una procedura di manifestazione di interesse di evidenza pubblica, da parte della Eboli Patrimonio Srl, nella quale vi sono anche i famosi prefabbricati commerciali-artigianali e se fosse il caso di sospendere tale procedura, tenuto conto anche delle risultanze dell’ultimo Consiglio Comunale, che rimetteva tutto in discussione, almeno nella parte che interessava i prefabbricati, il loro prezzo, la trattativa in corso, gli sviluppi in relazione a quelle trattative.

E’ proprio vero, quando la politica si mette in mezzo, si finisce sempre per complicare tutto, e le cose si sono complicate, anche perché se da una parte è apprezzabile l’interesse che i singoli Consiglieri o i singoli partiti ripongono sulla vicenda per andare incontro ai commercianti e agli artigiani, che ormai operano abbandonati a se stessi e in condizione veramente pietose, dall’altra vi sono dei passi talmente avanti di gruppi di furbi e di furbastri che si nascondono dietro Partiti, gruppi, sigle e dietro populismi antichi e nuovi.

Va da se che si ricordi le varie tipologie di operatori: gli assegnatari originari; quelli che successivamente, nel corso degli anni hanno avuto l’assegnazione; quelli che sono subentrati per affiancamenti o cessioni o sostituzioni di aziende; quelli che sono abusivi; quelli che abusivamente si sono magari venduti il “diritto” all’abusivismo; quelli, legittimi assegnatari che si sono venduti il locale ad altri; quelli che nel corso degli anni hanno aggiunto superfici a superfici.

Tra tutte queste tipologie poi ci sono quelli che sono in regola con i pagamenti e quelli che invece non lo sono, quelli che ci marciano e non pagano e quelli che tirano a campare e non riescono nemmeno a pagare il fitto. Fitto irrisorio, ma sicuramente non del tutto, tenuto conto dell’abbandono in cui versa l’intero complesso.

Tipizzare in una sola voce tutte queste diversità è veramente un abuso, lo diventa ancora di più per quelli che hanno sempre pagato e lo è per quelli che vogliono lavorare e possibilmente acquistare il Prefabbricato con le dovute facilitazioni, ma lo è soprattutto per i contribuenti che ormai mal digeriscono le scorribande dei “furbetti di Partito“, che si trincerano dietro sigle e con la scusa di difendere linee di principio, finiscono solo per difendere i loro interessi, camuffati da pseudo diritti.

Il prezzo si aggira intorno ai 700 euro e nei diversi incontri, le varie tipologie di occupanti avevano formulato delle proposte che in parte, forse la parte più importante, erano state accolte dalla Eboli Patrimonio, l’altra parte, la sostanza, cioé il prezzo per mq, era in discussione. E lì è iniziata la discussione.  Mentre la Eboli Patrimonio aveva garantito una formula di acquisto che compendiasse anche le cifre dei fitti, per intenderci a scalare fino all’acquisto, versando una piccola somma di acconto,  propensa  anche al trasferimento immediato di proprietà, i vari occupanti avevano formulato una proposta di acquisto offrendo una cifra per mq. intorno ai 400 euro.

La questione, è arrivata in consiglio comunale e si è arenata e complicata. Intanto a seguito di questa complicazione si dovrebbe veramente sospendere il Bando, ma si dovrebbe evitare di dare spazio a qualche furbetto, che in mezzo ai vari artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, vorrebbe complicare le cose per continuare a vivere in questo modo e rimandare il problema, facendo il proprio comodo, senza pagare fitti e senza definire alcunché.

Bene fanno Marisei, Petrone, Campagna, Cicalese a chiedere la sospensione del bando e il rispetto degli impegni assunti in Consiglio Comunale, meno bene fanno quando si spingono in giudizi difensivi tout court in merito all’intera vicenda, questo senza nulla togliere il loro giudizio politico riguardo alle vendite o svendite del patrimonio comunale, sebbene quel giudizio è legato anche alle vicende politiche che legano gli interroganti al PD e all’Amministrazione, e sebbene sarebbe il caso si chiarisse le rispettive posizioni, atteso che nelle varie dichiarazioni venute fuori dal dibattito consiliare ultimo, si è appreso che il gruppo del PD non esista più.

Questa vicenda si è complicata, eppure si era già trovato il percorso, le modalità e le conclusioni, con la disponibilità della Eboli Patrimonio, mentre si lasciava spazio solo alla trattativa riguardo al prezzo per mq., che invece doveva essere contrattato sulla base di una ulteriore perizia di valutazione, che registrasse le reali condizioni e il relativo contesto in cui sono ubicati gli immobili. La Eboli Patrimonio, avendo ricevuto il mandato dall’Amministrazione di alienare il patrimonio e valorizzarlo nei casi in cui è possibile, nella sua piena autonomia, quale Società, sebbene riguardo alla sua definizione, a Responsabilità limitata, poteva concludere ogni trattativa senza che vi fosse nessun pronunciamento del Consiglio se non sottoponendo a valutazione il suo operato a fine esercizio.

Adesso che la vicenda si è complicata e gli operatori che invece avevano visto quasi realizzarsi l’obiettivo di poter acquistare quei locali e risolvere definitivamente i loro problemi, e che la soluzione sembra allontanarsi, chi è che ce lo dice che le carte si sono imbrogliate? quello che si vorrebbe far pesare e farlo passare per un favore è un diritto, semmai il favore lo ricevono quelli che li hanno occupato per anni e quelli che non hanno mai pagato per anni. Di questi tempi questi giochetti non sono più ammissibili.

…………..  …  …………..

Interrogazione dei Consiglieri

Salvatore Marisei, Antonio Petrone, Carmine Campagna, Armando Cicalese

Al Sindaco di Eboli
p.c. al Presidente del Consiglio Comunale

Interrogazione urgente a risposta scritta ai sensi dell’art. 23, comma 5, del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale.

I sottoscritti Consiglieri Comunali del gruppo del Pd, in merito alla procedura di vendita dei locali commerciali ed artigianali del Rione Pescara (comparto Hispalis 2) da parte della Società Eboli Patrimonio srl a mezzo manifestazione di interesse,

  • premesso che il Consiglio Comunale, all’unanimità dei presenti, con propria delibera del 07 novembre 2011 ha stabilitodi impegnare l’Amministrazione ad aprire un tavolo di trattativa con la CNA e la Società Eboli Patrimonio srl volto a trovare un punto di incontro tra l’interesse pubblico alle alienazioni e le proposte formalizzate dalle realtà produttive, prescindendo anche dall’avvenuta manifestazione di interesse”,
  • che ad oggi, trascorsi già 5 giorni, non è pervenuta alcuna notizia in merito, e si avvicina il termine di scadenza della manifestazione di interesse fissato per il 21 novembre;

CHIEDONO DI SAPERE

quale iniziativa ha assunto l’Amministrazione comunale per dare corso al deliberato del Consiglio Comunale ed in particolare:

  1. se è stato contattato l’Amministratore Unico della Eboli Patrimonio srl e fissata una data per tenere un incontro con le rappresentanze sindacali dei commercianti ed artigiani che attualmente occupano i locali posti in vendita del Rione Pescara per discutere della loro proposta di acquisto consegnata al Sindaco ed al dr. Rubini, amministratore della società partecipata;
  1. quali provvedimenti ha assunto o intende assumere in esecuzione della delibera del Consiglio che La impegna a trovare una soluzione prescindendo anche dall’avvenuta manifestazione di interesse;
  1. se non ritiene coerentemente, nelle more di avvio del tavolo di confronto che deve definire il giusto prezzo e le modalità di pagamento, di dover quantomeno sospendere la manifestazione o meglio ancora revocarla per consentire una libera discussione tra le parti senza la scure della scadenza dei termini, considerato che questa “indagine di mercato” (così è definita la manifestazione nel titolo del documento, mentre appare un bando vero e proprio nel dettaglio dello stesso) ha comunque sortito l’effetto di acquisire la disponibilità di tutti gli occupanti gli immobili a procedere all’acquisto;
  1. quale iniziativa intende assumere nei confronti dell’Amministratore Unico della società per gli eventuali danni che dovesse subire il Comune per il caso di un contenzioso giudiziario, visto che la manifestazione di interesse genera equivoci circa il rispetto delle norme relative alla alienazione di immobili comunali commerciali ed artigianali;
  1. se non ritiene che l’operato dell’Amministratore Unico sia in ogni caso da censurare visto il conflitto sociale che ha prodotto ed il grave disagio arrecato agli occupanti i predetti immobili, suscitando in loro una più che ragionevole preoccupazione di vedere compromesso il futuro della propria attività lavorativa, mentre ben altre potevano e dovevano essere le condotte per raggiungere il risultato sperato;
  1. se non ritiene di dover impedire quanto previsto dall’Amministratore Unico della Eboli Patrimonio srl nella relazione annuale 2011 e triennale 2012-2014 della società proprio in riferimento alle procedure di alienazione di questi immobili, perché vi è scritto che “nel caso in cui non pervenga un numero interessante di manifestazioni di interesse, e quindi non si decida di dar seguito alla modalità di vendita sopra descritta, la Eboli Patrimonio porrà in essere una procedura ad evidenza pubblica per la vendita dell’intero comparto Hispalis 2, ad un prezzo base come risultante dall’atto di acquisto effettuato in data 9 dicembre 2010, rettificabile a seguito di eventuali varianti che comportino variazioni di valore del comparto”;
  1. se non ritiene che tale modo di operare non si possa condividere e vada condannato senza mezzi termini perché
    1. non è mai stato oggetto di discussione in nessuna sede, né in Giunta, né in Consiglio comunale,
    2. è figlio di una logica meramente economica che non tiene in alcuna considerazione il valore sociale alla base della scelta di insediare i prefabbricati nel Rione Pescara ed il prezioso contributo dato dai loro occupanti nel presidiare il quartiere tra mille difficoltà;
    3. determinerà la fine delle attività commerciali ed artigianali in loco ed il definitivo decadimento del rione a tutto vantaggio di altre limitrofe attività commerciali.
  1. se non ritiene, in generale, di dover rivedere la scelta di svendere il patrimonio immobiliare di Eboli con il solo scopo di fare soldi per pagare i debiti e porre rimedio alla cattiva amministrazione, perché esso va utilizzato e inquadrato in un piano di sviluppo alternativo e integrativo che apra una prospettiva costruttiva e non di liquidazione a stralcio;
  2. se non ritiene di dover discutere con urgenza la mozione da noi presentata che sul corretto utilizzo del patrimonio comunale offre molte e valide proposte.

Eboli, 15 novembre 2011

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