Sfida all’Occidente: L’Iran inizia test nucleari e lancia un missile

Ahmadinejad sfida l’Occidente: l’Iran lancia un missile, inizia i test nucleari e tiene sotto minaccia lo stretto di Hormuz.

Testata prima barra nucleare costruita nel Paese. Stamane è stato lanciato un missile terra-aria di media gittata capace di “combattere i bersagli invisibili”. Sanzioni di Obama per Banca centrale iraniana.

ahmadinejad-Presidente-Iran

ROMA – L’Iran torna a sfidare l’Occidente. Quesa mattina, dopo dieci giorni di manovre militari nel golfo Persico e sullo stretto di Hormuz, il regime di Ahmadinejad ha lanciato un missile terra-aria di media gittata. La notizia diffusa dall’Agenzia Irna è giunta poche ore dopo la decisione di Obama di varare nuove sanzioni alla Banca centrale della Repubblica islamica. Una risposta ad orologeria ha diffuso la notizia di un  esperimento con un dispositivo (missile) ‘superficie-aria‘, capace di ingannare i più sofisticati sistemi elettronici: “Testata prima barra di combustibile atomico prodotta all’interno del Paese“.

Se questa non è una minaccia è una sfida, e Teheran, il suo regime e il suo Presidente Ahmadinejad sta tenendo sotto scacco il mondo e da dieci giorno sotto pressione l’intera area minacciando di bloccare lo stretto di Hormuz 2, da cui passa il 40% del greggio trasportato dalle petroliere, se saranno adottate sanzioni contro il settore petrolifero.

esercitazioni nucleari iraniane

L’ipotesi di una eventuale chiusura dello stretto di Hormuz è stata bocciata come inaccettabile sia dall’Unione Europea che dagli Stati Uniti.  Lo stretto è di vitale importanza per i traffici regionali e globali, tra l’altro l’intera area è controllata dalla Quinta flotta Usa di base in Bahrein che sta assicurando il passaggio delle navi nelle acque del Golfo Persico, crocevia importantissima per il commercio mondiale di petrolio.

E il Dipartimento della Difesa ha rincarato la dose sottolineando che qualsiasi tentativo di bloccare lo stretto creerebbe “un problema serio”, lasciando immaginare che non se ne starebbero buoni a guardare.

“Si tratta, – ha dichiarato all‘Agenzia Irna l’ammiraglio Mahmud Mussavi, portavoce delle manovre navali della Repubblica Islamica dell’Irandel primo test di un tipo di missile progettato e realizzato, esclusivamente in Iran“. Il missile è del tipo balistico‘superficie-aria’ di media portata, cioè predisposto per colpire gli aerei ed è anche capace, secondo Teheran, di ingannare le contromisure elettroniche di quelli più sofisticati, anche di quelli invisibili. Quello che non è chiaro è se il missile è stato sparato da una nave o da terra.

Stretto di Hormuz

La replica di Ahmadinejad è una vera e propria sfida lanciata a Barak Obama che proprio ieri dalle Hawaii aveva firmato una legge di finanziamento del Pentagono, per applicare nuove sanzioni contro le gli istituti finanziarie che intrattengono rapporti con la Banca centrale iraniana. La legge autorizza la Casa Bianca di congelare i beni di scambio con la Banca centrale iraniana nel settore petrolifero.

La crisi dell’Area è molto più delicata di quanto non si immagini, e un eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz comporterebbe un ulteriore peggioramento dei rapporti politici internazionali e un conseguente aggravamento della crisi economica mondiale. Le minacce iraniane sono da prendere in seria considerazione specie se si tiene conto dell’avanzamento del suo programma nucleare. Il programma di arricchimento dell’uranio dell’Iran è al centro delle crescenti tensioni tra la Repubblica Islamica e la comunità internazionale, che ha fondati sospetti che Teheran voglia dotarsi di armi nucleari. L’Uranio arricchito al 20% ha un impiego puramente civile e non dovrebbe comportare nessun pericolo, ma se l’arricchimento viene portato oltre il 90% può essere utilizzato per fabbricare armi atomiche, e nelle mani di Ahmadinejad non starebbero per niente bene.

E il Petrolio è alle stelle, e ogni crisi è buona per affermare il potere dell’oro nero, ma ogni scusa è buona per fare magari una guerra, e lo “sceriffo” a stelle e strisce negli ultimi anni non ne ha azzeccata una, speriamo che alle armi si faccia spazio la diplomazia, anche perchè dietro il Regime iraniano c’è la Cina.

Roma, 1 gennaio 2011

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