Solidarietà di Etica per il Buongoverno agli assegnatari degli alloggi popolari

Solidarietà di Etica agli assegnatari degli alloggi popolari di Via Manfredi.

La commissione provinciale verifichi dei ricorsi alla graduatoria di Battipaglia e si avviino subito i controlli sull’effettivo mantenimento del possesso dei requisiti denunciati all’epoca della domanda.

Giuseppe Speranza

BATTIPAGLIA – Etica per il Buongoverno, il Movimento politico fondato da Cecilia Francese, attraverso il suo portavoce Giuseppe Speranza, esprime piena solidarietà agli assegnatari degli alloggi popolari di via Manfredi, in lotta per accelerare l’assegnazione di quegli alloggi, ormai ultimati da oltre due mesi,ma che non riescono ancora ad essere assegnati.

Si tratta di gente esasperata, alla quale era stata promesso che avrebbero preso possesso degli alloggi già nel 2007, che sono in graduatoria da anni che nel frattempo, dal 2005 vivono in abitazioni che spesso non hanno i requisiti di igienicità o che vengono ospitati da due lustri in un asilo comunale.

Dopo anni si chiede,ancora a queste famiglie di aspettare, ancora 3 mesi, che poi diverranno sette,se si debbono discutere i cento ricorsi ed in un mese ne sono stati visti solo una ventina. E dopo ci sarà la pubblicazione e dopo le verifiche del mantenimento dei requisiti da parte di coloro che sono utilmente collocati in graduatoria e poi…..e poi?

Quando questi cittadini avranno la possibilità di entrare, finalmente, nelle loro case?
Quanto spende il comune, che già versa in condizioni drammatiche dal punto di vista finanziario? 100/150.000 euro all’anno?

Nel frattempo il comune da anni continua a pagare oltre 500 euro mensili di fitto per le famiglie che sono ospitate presso abitazioni private.

C’è necessità che la commissione provinciale assuma la questione della verifica dei ricorsi sulla graduatoria di Battipaglia come una priorità, e che quei sei/sette/otto mesi si riducano ai soli tempi per la pubblicazione.  Lo si può fare, se l’Amministrazione pone con forza la questione ricordando che sono famiglie che aspettano da oltre cinque anni quegli alloggi, chiedendo che nel contempo si avviino subito i controlli sul mantenimento del possesso dei requisiti denunciati all’epoca della domanda.

Cecilia Francese

Insomma si tratta di spendere su questa vicenda peso politico ed investire in termini di organizzazione. Questo per arrivare alla assegnazione, ma già il giorno appresso si pone il problema di come attenuare gli effetti della vendita di quegli alloggi che, questa Amministrazione ha voluto collocare fra gli immobili da alienare. In sostanza la domanda da porsi come Consiglio Comunale è una soltanto: “se chi è assegnatario degli alloggi, non è in condizione di acquistare l’immobile, come facciamo ad evitare che il proprietario immobiliare che lo acquista non lo cacci fuori, o non pretenda fitti che nulla hanno a che vedere con i canoni di locazione dell’edilizia economica e popolare?”

La nostra preoccupazione è che chi è utilmente collocato in graduatoria, dopo aver aspettato 5 anni per avere, finalmente, l’assegnazione, si trovi a dover pagare un fitto non sostenibile perchè, non potendo comprarsi l’appartamento, si trova ad avere un nuovo padrone di casa, che non è più il Comune, il quale pretenda un fitto insostenibile, alla luce del quale gli scenari che si disegnano sono due:

  1. l’assegnatario impossibilitato a pagare abbandona (o viene sfrattato per morosità!),così oltre al danno di avere aspettato oltre 5 anni quella casa,si ritrova anche la beffa di esserne cacciato quando, finalmente, l’ha attenuta;
  2. Il Comune finisce per farsi carico,come avviene già oggi ,di fitti eccessivamente onerosi,con una ricaduta negativa sulle casse del Comune. Ed a questo punto non comprendiamo dove sarebbe il guadagno dell’ente nella operazione “alienazione case popolari“.

Etica per Il Buongoverno continuerà a vigilare perchè quelle case vengano assegnate rapidamente ai legittimi assegnatari,dopo anni di attesa, e che questi rimangano in quegli alloggi come è loro diritto, nonostante la politica “negazionista” del problema casa” propria dell’amministrazione Santomauro. Lo faremo già nei prossimi giorni, con apposita interrogazione consiliare, che la nostra Consigliera comunale Cecilia Francese presenterà, per chiedere a che punto è la verifica dei ricorsi presentati, e cosa l’amministrazione ha inteso fare per accelerare le procedure; lo faremo subito dopo l’assegnazione, chiamando l’amministrazione comunale a spiegare, al Consiglio Comunale, cosa intende fare per evitare che, in caso di alienazione di quegli alloggi, gli assegnatari si trovino a fare i conti con canoni locativi dettati dal mercato esuberanti quelli propri dell’edilizia economica e popolare.

Chiederemo a questa amministrazione di dare, finalmente, un segnale di presenza sul terreno delle politiche sociali, su cui in questi anni di governo Santomauro, abbiamo visto poco o nulla.

Battipaglia, 31 gennaio 2012

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