All’Ospedale di Battipaglia Infermieri in rivolta contro il Commissario Bortoletti

Al centro della protesta sostenuta dalla CISL FP è il demansionamento della professionalità degli infermieri.

La protesta: una petizione firmata da 110 operatori. Chiedono l’obbligo di adeguare le dotazioni organiche al fabbisogno assistenziale. Per Antonacchio, Bortoletti aumenta i posti letto, e sovraccarica il personale.

Maurizio Bortoletti

di Oreste Vassalluzzo
caposervizio (Roma Cronache Salerno)

BATTIPAGLIA – Si concretizza con una petizione firmata da 110 impiegati ospedalieri la rivolta degli infermieri del Presidio Ospedaliero Santa Maria della Speranza di Battipaglia contro l’Asl Unica di Salerno.  Il problema è sempre lo stesso denunciato anche in occasione del taglio del nastro dell’ala est del reparto di Ostetricia e Ginecologia.

Una protesta diretta nei confronti del commissario Maurizio Bortoletti. La questione è il demansionamento della professionalità degli infermieri. É la Cisl Funzione Pubblica ad agitare da tempo questo problema raccogliendo la profonda insoddisfazione dei dipendenti Asl, sottodimensionati e costretti a massacranti turni di lavoro per far fronte alle richieste dei cittadini.

«Dequalificazione professionale. Finalmente i lavoratori dell’ASL Salerno a partire dagli infermieri del Presidio Ospedaliero di Battipaglia, cominciano sul serio a far valere la propria dignità professionale e lavorativa – dice il segretario provinciale della Cil Fp Pietro Antonacchio -, intimando con una petizione firmata da oltre 110 operatori, l’obbligo di adeguamento delle dotazioni organiche al fabbisogno assistenziale con personale le cui funzioni sono specificatamente relative all’assistenza socio sanitaria».

Una polemica che va avanti da alcune settimane e che è culminata con la lettera di protesta letta al commissario Maurizio Bortoletti da un’infermiera durante l’inaugurazione dell’ala est del reparto di Ostetricia. La Cisl aveva anche annunciato una denuncia alla Procura della Repubblica.

Pietro Antonacchio

«Purtroppo in un’Azienda Sanitaria in cui ormai si sono ridotti i momenti di confronto negoziale e si assiste ad una sconsiderata politica di non adeguamento delle dotazioni organiche al fabbisogno assistenziale che sta turbando oltre ogni limite la qualità di vita lavorativa della maggior parte degli operatori, i lavoratori ormai esausti e delusi dall’attuale gestione invitano a prendere in seria considerazione la possibilità di adire le vie legali a propria tutela per dequalificazione professionale e demansionamento – continua Antonacchio -. Infatti, continuativamente ormai si assiste nell’ASL Salerno alla violazione dell’articolo 2103 cc, attraverso dequalificazione che costituisce un atto illecito, anche quando si corrisponde ai lavoratori la corretta retribuzione – perché il lavoro costituisce non soltanto un mezzo di sostentamento e di guadagno, ma anche un mezzo di estrinsecazione della personalità del lavoratore stesso. Il danno da dequalificazione professionale, difatti, non s’identifica con il danno derivante dalla mancata corresponsione del trattamento retributivo ma può consistere semplicemente nel mancato aggiornamento e nella mancata pratica della propria professione, la qualcosa avviene in ogni struttura sanitaria e servizio, allorquando i collaboratori professionali sanitari sono costretti a svolgere, continuativamente e quotidianamente, funzioni che sono in capo al personale di supporto».

L’attacco diretto è proprio al Commissario Asl Maurizio Bortoletti che ha avviato, nonostante la contrarietà dei sindacati, l’aumento dei posti letto al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Santa Maria della Speranza.

«Invece, nell’ASL Salerno, si assiste a finte cerimonie inaugurali di ulteriori posti letto, come è accaduto nel reparto di ostetricia e ginecologia del plesso di Battipaglia, nel mentre i lavoratori denunciano un carico di lavoro non più sostenibile, con l’aggravio di sobbarcarsi di ore di lavoro straordinario. E proprio da Battipaglia parte il “rigurgito di orgoglio” del personale infermieristico il quale minaccia azioni legali, poiché allo stato nell’ASL Salerno è l’unica strada percorribile a tutela della dignità del lavoro e della propria indiscussa professionalità, ma soprattutto a tutela degli assistiti che sempre richiedono giustamente livelli assistenziali degni di una società civile».

Battipaglia, 14 marzo 2012

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. ke dire… il commissario “Basettoni” alleato dalla Banda Bassotti sta dando una grossa mano allo sfacelo della sanità pubblica della provincia, lasciando anke infiltrare la camorra nell’ “affare Sanità”. I dipendenti pubblici oramai non hanno scampo: sono i primi a pagare sempre, gli unici a non poter evadere neanke 1 euro, i soli a lasciare non volutamente ke le trattenute x tasse siano arrivate al 52%… è una situazione insostenibile!

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