Novità sul sequestro dei 315 appartamenti: Pronto il ricorso al Tribunale del Riesame

Il primo atto è il dissequestro poi l’interpetrazione della norma, circa l’autorizzazione senza Piani di Lottizzazione. Sarà il Prof. Forte a smontare le tesi del CTU.

Sullo sfondo centinaia di famiglie che vivono uno stato di angoscia a seguito del sequestro degli alloggi. Di qui l’interrogativo: “È possibile che quattro dirigenti del Comune, in epoche e circostanze diverse, abbiano portato avanti una svista così madornale?”

Parco-Santa-Lucia-Sequestrato

di Oreste Vassalluzzo
Caposervizio (Roma cronaca Salerno)

BATTIPAGLIA –  E’ già pronto e sarà inoltrato domani il ricorso al Riesame per ottenere il dissequestro de i 315 appartamenti sigillati dai carabinieri della compagnia di Battipaglia giovedì scorso in località Santa Lucia. Il legale della Slam Srl di Giuseppe Pontecorvo, l’avvocato Agostino De Caro, sta approntando il ricorso da inoltrare ai giudici del Tribunale del Riesame.

La partita si gioca sulle consulenze tecniche che saranno richieste per smontare le tesi dell’accusa, che si basano sulla relazione del Ctu (consulente tecnico d’ufficio) architetto Anna Napoli, rappresentata dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Cantarella che ha richiesto il sequestro preventivo delle due strutture Parco Santa Lucia e Parco Primavera al Gip Giuseppina Alfano.

Oltre al professore Francesco Forte, ordinario di Urbanistica alla Facoltà di Architettura Federico II di Napoli, altri tecnici scenderanno in campo per la difesa della famiglia Pontecorvo. «Stiamo contattando numerosi luminari di urbanistica – fa sapere la famiglia Pontecorvo -, per riuscire a smontare la relazione del Ctu della Procura che a nostro avviso ha effettuato un grossolano errore di valutazione delle norme. Il professore Forte sarà così affiancato da altri tecnici esperti. Ricordiamo che in ballo ci sono anche oltre cento famiglie che hanno acquistato già gli appartamenti che abbiamo realizzato e che ora vivono uno stato di profonda agitazione dopo il sequestro delle due strutture residenziali».

E mentre si attuano e contromisure al “terremoto” giudiziario continuano le indagini della Procura della Repubblica. L’inchiesta ora si snoda sui rapporti di interconnessione tra i tecnici comunali che negli anni si sono avvicendati. Quattro dirigenti, Attilio Busillo, Michelangelo Guardigni, Maria Gabriella Camera e Gaetano Oliva,  che in tempi diversi hanno seguito l’iter amministrativo per il rilascio delle concessioni edilizie del Parco Primavera prima e del Parco Santa Lucia dopo. Il tutto con lo “spettro” del progettista Bruno Di Cunzolo, etichettato nel decreto di sequestro notificato come “urbanista creativo”, anche lui raggiunto da un avviso di garanzia assieme all’amministratore della Slam Srl Giuseppe Pontecorvo.

Sono numerose le questioni da chiarire nell’inchiesta avviata dalla Procura di Salerno dopo la denuncia dettagliata dell’ex funzionario del Comune di Battipaglia Vincenzo Silvestri (scomparso qualche mese fa). Ci sono i quattro dirigenti che negli anni hanno approvato le concessioni edilizie per il Parco Santa Lucia (quello immediatamente accanto all’incrocio di Santa Lucia con la presenza anche dei Casoni Doria, prima alla Iacp Futura (procedura avviata completata con l’amministrazione Barlotti), e poi alla Slam Srl di Giuseppe Pontecorvo che ha acquistato le concessioni dalla società di Salerno.

Prima ancora c’è stata la procedura amministrativa per il Parco Primavera, il secondo intervento residenziale in zona. Ebbene, i quattro dirigenti del Comune che si sono succeduti, hanno tutti rilasciato senza alcuna difficoltà le concessioni edilizie. Applicando la medesima procedura che anche in altre occasioni è stata applicata: il rilascio del permesso a costruire diretto senza la necessità di approvazione di un piano di lottizzazione.

È possibile che quattro dirigenti del Comune, in epoche e in circostanze diverse, abbiano portato avanti una svista così madornale?

Su questo indagano i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia coordinati dal sostituto procuratore Antonio Cantarella. Ma l’operato dell’Ufficio Tecnico comunale proprio in merito alla questione Santa Lucia fu oggetto di un altro esposto anonimo formulato nel 2007. Questione affrontata da Gerardo Motta in una richiesta agli uffici comunali del 3 gennaio scorso. Ed è datata 20 settembre 2007 la relazione che i due tecnici del Comune di Battipaglia, Attilio Busillo e Michelangelo Guardigni, che all’epoca inviarono al responsabile dello sportello urbanistica della Provincia architetto Nicola Vitolo, al sindaco Gennaro Barlotti, all’assessore all’urbanistica Valeriano Pesce, alla Procura della Repubblica di Salerno e alla Regione Campania. «(…) La zona omogenea “C2” in località Santa Lucia – si legge nella relazione del 2007 -, il cui ambito è definito nella tavola n. 8 del P.R.G., è esclusa dall’obbligo di lottizzazione. (…) Tant’è che l’attuazione di quanto previsto dal P.R.G. in questo ambito è avvenuta sempre mediante il rilascio di concessioni edilizie dirette (vedasi a tal proposito: Costruzioni Trezza, Cooperativa Azzurra 2000, Costruzioni Anzalone, Costruzioni Mazziotti, C.R. Costruzioni, Iacp – Futura, ecc.)».

Quindi nella zona di Santa Lucia, da un ventennio, si è sempre costruito senza piani di lottizzazione approvati.

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