Etica: Piano Casa tra scadenza e proposte oscene

Il Piano Casa e la sconfitta degli speculatori politici.

La proposta dell’Amministrazione pone paletti al Piano Casa, e incanala l’attività edilizia verso la cementificazione di un’area agricola vasta quanto l’attuale città. Questa è vecchia politica ma che pone le basi per decine di ricorsi al Tar che causeranno enormi danni all’ente.

Cecilia Francese

BATTIPAGLIA“A un mese dalla scadenza del Piano Casa, – si legge nella nota di Etica per il Buongoverno, il movimento politico battipagliese fondato da Cecilia Francese – l‘arroganza di questa amministrazione ha portato in Consiglio Comunale una proposta oscena, che dietro l’apparenza di un (falso) passo indietro per eliminare lacci e lacciuoli imposti in spregio della legge regionale 1/2011, intende invece assoggettare il diritto dei privati alle linee guida del PUC, perpetrando la truffa politica da queste innescata e da noi puntualmente denunciata in Consiglio e sui giornali. Il tutto, come al solito, in ritardo, essendosi nel frattempo inserita l’innovativa legislazione introdotta dalla legge 106/2011, già diventata il nuovo terreno di scontro tra questa amministrazione e i cittadini.

La legge sul Piano Casa si pone l’obiettivo della riqualificazione degli ambiti urbani degradati e la riduzione del disagio abitativo tramite la cessione gratuita al Comune di quegli alloggi sociali che a Battipaglia rappresentano una vera emergenza. Per  raggiungere questi importanti obiettivi è prevista per legge la deroga agli strumenti urbanistici; perciò Etica per il Buongoverno ha da sempre chiesto che tale processo venisse favorito e incentivato, presentando fin dal 2010 una serie di emendamenti alla delibera 26/2010 che andavano in questa direzione. In Consiglio furono tutti respinti, ma poi la legge regionale cambiò e ci venne incontro nell’estendere la riqualificazione urbana vanificando di fatto quella delibera.

Per due anni Etica ha costantemente denunciato l’incapacità di questa amministrazione di dare attuazione a quella legge, che avrebbe già potuto dare risposte concrete alla cronica carenza di standard e di edilizia sociale. Ma allora perché a Battipaglia si continua a non tenerne conto, proponendo ancora oggi di anteporre alla legge le storture di un documento, come le linee guida del PUC, che invece non hanno alcun valore giuridico?

La proposta presentata – secondo la nota di Etica – crea deliberatamente l’incertezza del diritto e lascia facile gioco a speculatori politici bipartisan, non accomunati da identità politica ma dallo stesso modo trasversale di piegare la politica verso le proprie vicende personali: sono iniziate da subito le chiacchiere da bar contro coloro che sono gli avversari storici, i nemici giurati, chiacchiere subito amplificate dalla stampa e da un “porta a porta” asfissiante, circa non meglio precisati imbrogli.

C’è chi gioca a buttare le bombe nel bel mezzo del mercato affinché tutti si chiudano in casa e nessuno pratichi più questo mercato, a meno che non lo vengano a chiedere prostrati a qualche potente.

Ma c’è di più: l’oscena proposta dell’amministrazione nel porre paletti all’attuazione del Piano Casa, incanala così l’attività edilizia verso la cementificazione di un’area agricola vasta almeno quanto l’attuale città, secondo le linee guida del PUC.

Tutto questo rappresenta la vecchia politica, quella che in tutta Italia sta perdendo consensi, di cui la gente è stanca e che finora ha portato al fallimento, a Battipaglia, della riqualificazione urbana prevista dal Piano Casa; fallimento di cui questa amministrazione è complice e fautrice e di cui si assumerà la responsabilità che sarà consacrata dalle decine di ricorsi amministrativi pendenti presso il TAR.

NOI NON CI STIAMO

Noi – prosegue la nota di etica – abbiamo chiesto di ritirare la proposta, a meno che essa non si traducesse in una mera presa d’atto che la legislazione regionale e nazionale, prevalente rispetto alle delibere comunali sul piano casa, di fatto le rende inefficaci.

Ma se gli speculatori politici sono bipartisan, anche nell’attuale maggioranza abbiamo trovato chi, su questa cosa, la pensava come noi dell’opposizione, presentando degli emendamenti che minavano fin dai presupposti la proposta dell’amministrazione e ne svuotavano i contenuti: ogni riferimento alle linee guida del PUC, ogni vessazione rispetto a quanto previsto e consentito dalla legge, con questi emendamenti veniva eliminato, come chiedevamo da sempre.

Non potevamo – conclude Etica – non condividere questi emendamenti, anche se venivano da una parte della maggioranza. Non possiamo basare i nostri atteggiamenti sulla base dei pregiudizi, anziché sull’Etica, altrimenti come potremmo chiedere al Consiglio intero il voto sulle proposte di Cecilia Francese di Etica per il Buongoverno, se non sulla base di una loro condivisibile validità?

Con l’approvazione della delibera emendata, oggi il gruppo di quelli che volevano creare ostacoli, vincoli e dubbi interpretativi negli operatori, negli stessi uffici, nell’opinione pubblica, finanche nella magistratura, si è trovato isolato. E’ una sconfitta per gli speculatori politici e una vittoria per la Città.

30, novembre 2012

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