Il PUC di Battipaglia tra politica, sogni e realtà

Giovedì 6 dicembre 2012, 18:30 a Serroni e Venerdì 7 dicembre 2012, 17:30 a Taverna al via la Pianificazione urbanistica con i Laboratori di Quartiere PUC Battipaglia.

Iniziano i laboratori di quartiere si parla di Pianificazione Urbanistica e di incontri partecipati con i World Cafè. Iniziano anche le attese per uno piano urbanistico atteso da anni. E tra politica, sogni e realtà ne parliamo in un’intervista con l’Arch. Nicola Vitolo.

Nicola Vitolo

BATTIPAGLIA – Si è appena conclusa la prima fase del processo partecipativo che tenta di coinvolgere la Città, nella prospettiva della definizione del nuovo Piano Urbanistico Comunale di Battipaglia, che si è articolata nella attivazione di alcuni “focus group tematici” aperti alla cittadinanza con la formula del World Cafè, svoltisi presso il Centro Sociale  di Battipaglia.

La forma partecipativa scelta dall’amministrazione apre ora una nuova fase di approfondimenti sulle problematiche dei singoli quartieri. Gli incontri si svolgeranno attraverso laboratori condotti da alcuni facilitatori che avranno il compito di raccogliere le descrizioni dei luoghi fatte dagli abitanti, l’individuazione delle problematiche, le idee e i suggerimenti per affrontarle ed evidentemente di farle proprie in uno alle definizioni progettuali.

Al termine di ogni laboratorio, verrà consegnato ai partecipanti un documento riassuntivo di tutte le questioni affrontate (instant report). I relativi materiali resteranno agli atti del processo partecipato di costruzione del PUC, fornendo informazioni utili all’Amministrazione Comunale, ai tecnici e al Responsabile di piano per integrare il punto di vista dei cittadini negli indirizzi di pianificazione.

Gli incontri previsti sono 6. I prossimi Laboratori di Quartiere sono previsti con il calendario che segue:

  • Giovedì 06 dicembre 2012 ore 18:30 c/o Teatro Parrocchia Sant’Antonio di Padova, via Serroni: Quartiere Serroni
  • Venerdì 07 dicembre 2012 ore 17:30 c/o Aula Magna Istituto IPSIA “E. Ferrari”, via Rosa JemmaQuartiere Taverna, Quartiere Schiavo, Quartiere Turco

I referenti del progetto sono:
Prof. Arch. Valter Fabietti Consulente scientifico e Coordinatore
Arch. Antonio Parente Responsabile Ufficio di Piano
Ing. Attilio Busillo Responsabile Unico del Procedimento

L’appuntamento è importante ed è innovativa la forma, sempre che si riesca nella migliore e più efficacia maniera di coinvolgere al massimo i cittadini, sia quelli che legittimamente hanno degli interessi, che quelli che ripongono delle aspettative. Quindi in maniera solidale, imprenditori, tecnici, opeeratori a vario titolo interessati, organizzazioni sociali e ambientalistiche, e cittadini a vario titolo interessati possono partecipando sollevare problemi, dare suggerimenti, chiedere spiegazioni.

L’esperienza su altre iniziative analoghe, in verità non è molto positiva, in quanto i cittadini che hanno preso parte alle varie iniziative di confronto, sebbene fornivano questioni sul tappeto interessanti, trovavano la puntuale risposta “tecnocratese” che rendevano inutili i confronti fino poi a desertificarli, poichè il cittadino rinunciava ad ogni forma di incontro perché percepiva una distanza se non una barriera tra la domanda e la risposta.

In ogni forma di confronto, se questo vuole essere proficuo, si deve accettare coloro i quali si siedono intorno al tavolo dando loro la dignità del “pares”, e seguendo lo strumento metodologico che si rifà alla tecnica del brainstorming, dove si mettono sul tavolo tutte le idee che si propongono, anche quelle che apparentemente sembrano le più strampalate, senza adottare nessuna censura o defezione, ma la condizione essenziale che quelle idee, tra le quali ci può essere quella risolutiva e geniale, che solo in un secondo momento devono essere vagliate da una commissione terza, proprio per evitare che chi tra quelli ha avanzato qualche proposta, non se ne “affezioni” fino al punto di sostenerla e magari poi “imporla”, rischiando non sia una risoluzione giusta.

Quindi sarebbe quanto mai opportuno che chi deve selezionare il sistema delle analisi, delle osservazioni, e dei suggerimenti, non sia lo stesso che deve poi progettare materialmente il Piano Urbanistico Comunale. Ma questo è solo un suggerimento. Invece la programmazione, sebbene deve seguire la strada della evidenza pubblica e della partecipazione, fino a renderla vincolante, non sottrae all’Amministrazione la facoltà dell’indirizzo e della proposta, quindi se si intende aprire ad una partecipazione veritiera si deve tenere conto di alcuni margini, dai quali è impossibile derogare. Uno di questi è sicuramente l‘istituto della contrattazione, che rende gli strumenti urbanistici fluidi, ma nello stesso tempo “vulnerabili” nel senso che una programmazione può essere funzionale al tempo, alla circostanza, alle opportunità, all’intervento istituzionale, che fa “saltare” quella famosa “promessa” raccolta dai cittadini nei vari incontri di cui ai famosi “world cafè”.

Di quì una serie di quesiti: è una partecipazione sentita quella che si chiede ai cittadini e i loro suggerimenti sono soggetti alla sovranità limitata, oppure sulla base di quelle valutazioni si va oltre e si vincola rinunciando a quelle famose “emergenze” che nascono dalla “contrattazione”?

E’ ancora, il PUC la migliore espressione per definire il disegno urbanistico in un centro come Battipaglia?

A queste domande si cercherà di dare delle risposte nel corso dei vari workshop, e nello stesso tempo si cerca di darle riproponendo un’intervista che il Direttore de “Il BattipaglieseAlfonso Amato ha fatto all’Architetto Nicola Vitolo, responsabile dell’Ufficio Urbanistica della Provincia di Salerno, sia per il ruolo che riveste e sia perché cittadino battipagliese, tra l’altro individuato anche come coordinatore del tavolo tecnico del PUC di battipaglia, dal quale in un secondo momento diede le dimissioni. E l’intervista parte proprio dalla domanda:

E’ ancora, il PUC la migliore espressione per definire il disegno urbanistico in un centro come Battipaglia?
Stiamo in Campania, ed i riferimenti della pianificazione sono il PTR, il PTCP, il PUC,  i PUA nonché  gli Atti di programmazione. Quindi  “per definire il disegno urbanistico” necessariamente, oltre ad essere un obbligo di legge, si redige il PUC all’interno del disegno sovraordinato del PTR e del PTCP. – Ma i riferimenti citati sono solo norme! E, dietro le norme ci sono gli uomini.

E’ d’accordo nel ritenere il “world cafè” (praticamente il workshop dell’amministrazione con associazioni, partiti, parrocchie ecc., iniziato venerdì e sabato scorso…) importante ai fini della stesura definitiva del Puc. o  avrebbe preferito che l’Amministrazione avesse messo prima su carta un’idea, per poi confrontarla e farla digerire alla “città”?
Sicuramente utilizzare la metodologia del World Cafè,  è un aspetto positivo che è stato posto in essere per conoscere, apprendere, suggerire, come è e quale dovrebbe essere la futura città di Battipaglia, posta all’interno anche di una visione socio-economica che si rapporta con ambiti di area vasta e non solo.

Ritiene possano sorgere problemi tra il Comune e la Provincia di Salerno, riguardo il Ptcp? 
Assolutamente no. Il PTC della Provincia di Salerno è vigente. Pertanto, considerato che la Provincia “al fine di coordinare l’attività pianificatoria nel proprio territorio verifica  … omissis … la coerenza alle strategie a scala sovra comunale individuate dall’amministrazione provinciale anche in riferimento al proprio piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) vigente” necessita  che il PUC sia semplicemente coerente al PTCP.

E’ impegnativo come discorso ma…”Dia una ricetta sullo sviluppo urbanistico della città”. Lo sviluppo in zona mare è qualcosa che la affascina?
Alcuni temi che mi ri-vengono in mente potrebbero essere: INQUADRAMENTO GENERALE 1. Il PTR – I Sistemi Territoriali di Sviluppo – 2. Il PTCP – Sviluppo e risorse territoriali – 3. Progetto TAV e Raccordo Autostradale 4. Aree per lo Sviluppo Industriale 5. Piano Insediamenti Produttivi 6. Interporto 7. Parco urbano 8. Aree agricole ed Edilizia Rurale 9. Centro storico e insediamenti storici ed INDIRIZZI PER LA NUOVA STRUMENTAZIONE URBANISTICA 10. La salvaguardia e la riqualificazione del territorio 11. Integrazione infrastrutturale e delle attrezzature 12. L’adeguamento normativo 13. Governo e programmazione della domanda abitativa 14. La Perequazione 15. La Cura della Qualità
.

Naturalmente nello sviluppo e nella riqualificazione c’è la fascia costiera, all’interno di uno sviluppo sostenibile  complesso e completo che vede l’intera costa, da Salerno ad Agropoli, come un unicum. Credo che nessun Pianificatore Territoriale si presterebbe ad un’azione anticipatoria lungo un territorio articolato e debole che interagisce con tutta la complessità produttiva del territorio retrostante, con il centro abitato, con quello contermine e non solo. All’interno poi di una valutazione strategica complessa, parziale, non validata (e, credo, non validabile).

Il ridisegno urbanistico-territoriale dovrà essere “strutturale” per imprimere veramente una svolta al territorio, non solo dal punto di vista dell’assetto urbanistico- territoriale, ma anche dal conseguente assetto socio-economico e culturale.

Un obiettivo del piano, credo, che sarà il superamento dei limiti di una pianificazione basata sulla zonizzazione e sugli aspetti quantitativi.

Infine…per quanto riguarda la vicenda del progetto della scuola De Amicis. Ritiene opportuno un project financing di quella sostanza?
Il project financing è solo uno degli strumenti procedurali, che “affascina” qualcuno. Il problema vero sono i contenuti, gli obiettivi. Battipaglia ha una maledizione di dover/voler distruggere sempre ciò che “è vecchio” in cambio di una vantaggiosa speculazione redditizia. Come si sa il PRG non ha una zona omogenea “A”.  E, come mai la “classe politica” – a fronte di un probabile errore del PRG – in tanti anni continua a proporre Varianti al PRG senza pensare di salvaguardare, anche riqualificando, certe zone? Senza conservare un minimo di memoria storica. Sarà perché non tutti sono di Battipaglia e non amano questa città?, vivendola solo come un osso da spolpare?.

Una riflessione non è stata fatta. Credo la più importante. Come detto. Dietro le norme, dietro le carte, ci sono gli uomini. Ma quali? quelli di quali tavoli? quelli delle riunioni tecnico/politiche, impettiti e pieni di splendidi paroloni ? quelli degli altri tavoli? quelli che siedono attorno ad entrambi i tavoli? Pertanto, al di là delle mie stesse belle parole, c’è da chiedersi seriamente e veramente cosa si vuole fare. Si vuole ripristinare la legalità? con quali metodi e con quali uomini.

Forse, a Battipaglia, oggi più di ieri, è opportuno affrontare tematiche come “ Legalità (e Trasparenza) e Sviluppo Economico ”.

Queste due parole: un principio e un processo. Legalità e Sviluppo Economico ( processo di trasformazione strutturale) devono necessariamente camminare insieme.

Ultimamente “va forte” la negoziazione. Come si sa, la negoziazione è decisamente impossibile quando gli interessi delle parti sono diametralmente opposti, tali cioè da rendere impossibile una soluzione di  compromesso che  accontenti entrambi i contendenti (Interessi della gente e interessi speculativi dei prenditori a rischio zero). Ed è qui che nasce l’esigenza “degli altri tavoli”, come ancora avviene. L’accordo si chiude sul tavolo privato speculativo, per poi venderlo politicamente sul tavolo istituzionale collettivo prima e consiliare dopo.

Battipaglia, 4 dicembre 2012

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