1° Congresso Provinciale dell’Unione Sindacale di Base di Salerno

5 aprile 2013 alle ore 16.00 presso la sala Mumble Rumble in via Vincenzo Loria è convocato il 1° Congresso Provinciale dell’USB.

Al Congresso provinciale USB, il maggiore sindacato indipendente e di base in Italia, fortemente rappresentativo nei settori produttivi del Paese, si discute del documento congressuale “Rovesciare il tavolo” per un sindacato di classe, conflittuale, indipendente.

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SALERNO – Nell’ambito del percorso congressuale nazionale, l’Organizzazione Sindacale USB di Salerno, ha indetto il proprio 1° Congresso Provinciale per il giorno 5 aprile 2013 alle ore 16.00 presso la sala Mumble Rumble in via Via Vincenzo Loria.

In tutt’Italia sono in via di svolgimento gli ultimi Congressi USB nei luoghi di lavoro dove sono presenti le rappresentanze dell’Unione Sindacale di Base. In tutti i comparti pubblici e privati, la prassi che determina l’elezione dei delegati ai passaggi congressuali del territorio, è la discussione del documento congressuale “Rovesciare il tavolo” per un sindacato di classe, conflittuale, indipendente.

Al 1° Congresso Provinciale USB di Salerno porteranno il loro saluto esponenti territoriali dei movimenti e delle associazioni sociali, nonchè rappresentanti politici: tra questi ci saranno alcuni neoeletti al Parlamento Italiano.

USB, il maggiore sindacato indipendente e di base in Italia, fortemente rappresentativo in tanti settori produttivi del Paese, insieme al percorso democratico dei congressi per l’elezione dei propri dirigenti sindacali, rilancia con forza la propria iniziativa di mobilitazione e di lotta per dare risposte concrete ai lavoratori di questo Paese attraverso precisi punti programmatici di intervento governativo:

  • ripristino della sovranità politico/economica dell’Italia cancellando l’adesione ai trattati europei che predeterminano le scelte economiche del Paese in nome dell’austerity.
  • ripubblicizzazione e rilancio di tutti i servizi pubblici, reinternalizzazione nella pubblica amministrazione dei servizi e dei lavoratori esternalizzati
  • favorire la ripresa economica attraverso la immediata introduzione del reddito sociale minimo di 1000 euro per tutti i disoccupati, i precari, ecc, sblocco dei contratti e consistenti aumenti salariali che restituiscano potere d’acquisto ai salari e agli stipendi
  • nazionalizzare le banche e le imprese strategiche a partire da quelle in crisi (ILVA ALCOA ecc.)
    fine della partecipazione alle “missioni di pace”, no alle spese per il sostegno al sistema militare industriale
  • cancellare le leggi che hanno introdotto e codificato la precarietà e definire un piano straordinario nazionale per il lavoro, sicuro e di qualità coniugare il diritto al lavoro con il diritto alla salute e alla salvaguardia dell’ambiente
  • immediato aumento a 1000 euro delle pensioni più basse, indicizzazione, rilancio della previdenza pubblica e fine dei fondi pensione privati. Tetto massimo di ogni pensione a 5000 euro al mese.
  • fine della lottizzazione politica, diritto alla salute per tutti attraverso un sistema sanitario nazionale pubblico e di qualità sostenuto dalla fiscalità generale e da contributi progressivi da parte di chi ha redditi eccedenti i 35.000 euro.
  • ridefinire il sistema fiscale con forte repressione dell’evasione e elusione fiscale, detassazione dei primi 10.000 euro per i redditi da lavoro fino a 35.000 euro, applicazione della proposta di legge di iniziativa popolare predisposta dall’USB (proposta di legge USB)
  • rilancio del diritto all’istruzione pubblica, di qualità e per tutti; fine del finanziamento pubblico ai privati; rilancio della ricerca pubblica, piano di rientro incentivato dei nostri ricercatori dall’estero.
  • blocco totale di tutti gli sfratti, rilanciare l’edilizia popolare attraverso il riuso dello sfitto e delle strutture pubbliche abbandonate, diritto all’abitare per tutti coloro che vivono in Italia
  • rilancio del trasporto pubblico, diritto alla mobilità, fermare le grandi opere inutili e tutela dell’ambiente
  • cancellare la Bossi Fini, chiusura dei CIE, diritti uguali per i migranti, asilo ai rifugiati e ai profughi, diritto di cittadinanza e residenza per i nati in Italia, diritto di voto per chi lavora in Italia
  • fine del monopolio della rappresentanza sindacale, libertà sindacale, diritto ad eleggere le proprie rappresentanza sindacali democraticamente, fine dei privilegi e della possibilità per le controparti di scegliersi gli interlocutori fra quelli compiacenti (proposta di legge USB)

Salerno, 31 marzo 2013

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Un giudice di Arezzo assolve chi ruba per fame:
    “Ho assolto persone che avevano rubato per fame. Una volta ho celebrato un processo per furto aggravato in un supermercato per due barrette di cioccolato, un pezzo di formaggio e uno di pancetta. Importo della merce rubata 6,50 euro. Costo del processo, fra testimoni, cancellieri e tutto l’insieme, minimo 200 o 300 euro”. – un allarme sociale secondo il giudice, che argomenta anche come è possibile non punire chi ruba per fame. “Il codice penale riconosce la differenza tra un furto commesso con dolo e uno commesso per necessità. Io applico questa differenza. E sono contro l’accanimento nei confronti delle persone in difficoltà”. “Quando si tratta di furti di beni di prima necessità chiedo sempre ai supermercati di rinunciare ad azioni penali ma nessuno rimette mai la querela. E allora, se possibile applico l’articolo 54 sullo stato di necessità”.

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