La “febbre del Nilo” in Veneto: conseguenza del riscaldamento globale

L’alterazione o il riscaldamento globale, sta modificando il clima determinando anche effetti sulla salute.

Il sole e il riscaldamento irregolare della superficie terrestre, causa i venti e delle correnti. Il surriscaldamento, e l’incremento dell’effetto serra, responsabili di molti problemi. In Veneto si sono verificati dieci casi di “febbre del Nilo” e per ora i casi riguardano Rovigo, Padova e Treviso.

La-febbre-del-Nilo-zanzara

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di Erasmo Venosi (POLITICAdeMENTE)
Astrofisico

ROMA – L’alterazione climatica o meglio il riscaldamento globale, che sta modificando il clima, determina anche effetti sulla salute. Quest’aspetto dovrebbe essere, nelle Agende degli amministratori pubblici e tra la preoccupazione degli amanti dell’ambiente. L’organismo dell’Onu, che ogni cinque anni produce un Rapporto sul clima, è l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC; Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) e, nel prossimo febbraio renderà pubblico il sesto Rapporto.

Il clima della Terra è determinato dall’azione, tra sole, oceani, atmosfera, criosfera, superficie terrestre e biosfera. Il sole è la principale forza motrice del tempo meteorologico e del clima. Il riscaldamento irregolare della superficie terrestre, causa i grandi trasporti di area sia nell’atmosfera sia negli oceani, divenendo così la causa ultima dei venti e delle correnti oceaniche. La Terra è sovrastata da cinque strati che insieme costituiscono l’atmosfera. Si chiama troposfera lo strato più basso e si estende, fino a 12 Km in altezza. Il tempo meteorologico, che influenza la superficie terrestre, si sviluppa nella troposfera.

La stratosfera è lo strato successivo e si estende fino a 50 Km e l’ozono (una forma di ossigeno), in esso presente ci protegge dai raggi solari ultravioletti. Sopra la stratosfera vi sono altri tre strati: la mesosfera, la termosfera e l’esosfera. Questi cinque strati consentono solo alla metà dei raggi solari, di raggiungere la Terra mentre gas presenti nella troposfera come vapore acqueo, anidride carbonica, ossido di azoto, metano, idrocarburi alogenati e ozono assorbono circa un quinto dei raggi del Sole, che attraversa questo strato. Una grande parte dell’energia trasportata dai raggi del Sole è assorbita dal suolo e poi irradiata, di nuovo (radiazione infrarosso) verso lo spazio. Una parte di questi raggi è assorbita nello strato inferiore dell’atmosfera da parte, dei gas serra (vapore acqueo, metano, anidride carbonica, ossido di azoto, esafloruro di zolfo, idrofluorocarburi, per fluorocarburi) causando il surriscaldamento della superficie terrestre facendone aumentare la temperatura.

Erasmo Venosi

Erasmo Venosi

Questo surriscaldamento in più, rappresenta l’incremento dell’effetto serra ed è responsabile di molti problemi. In Veneto in questo scorcio, di agosto si sono verificati dieci casi di “febbre del Nilo” e per ora i casi riguardano Rovigo, Padova e Treviso. Due casi, in particolare hanno suscitato particolare attenzione e riguardano persone residenti in Provincia di Treviso: una donna anziana, che ha sviluppato un’encefalite e un uomo di cinquanta anni una meningite. Esiti questi definiti come complicazione, per questa malattia conosciuta come febbre del Nilo occidentale e trasmessa dalle zanzare. Il principale vettore di questa malattia è rappresentato dalle zanzare del genere Culex.

Tutti i fattori, che favoriscono la proliferazione di queste zanzare, come precipitazioni abbondanti, inondazioni, irrigazioni, temperature elevate, portano a un aumento della diffusione della malattia. Un ruolo significativo nella propagazione della febbre del Nilo è giocato dagli uccelli, che migrando trasportano il virus dall’Africa a zone geografiche più temperate

Le zanzare, che pungono gli uccelli migratori infetti, s’infettano e a loro volta trasmettono il contagio agli animali e agli uomini, che pungono in seguito. I fattori ambientali come piogge intense associate a periodi seguenti di tempo caldo e secco, temperature medie superiori al normale e anche correnti di aria calda che possono trasportare zanzare infette, determinano l’aumento, la densità della popolazione dei vettori e svolgono quindi un ruolo determinante nell’espansione di questa malattia.

Le alterazioni climatiche nei prossimi decenni , con l’aumento costante della temperatura media potrebbero ampliare l’area di distribuzione dei vettori. Dì una cosa si può essere certi. I vettori delle malattie sono molto sensibili ai mutamenti climatici e ambientali, in particolare a variazioni di temperatura e umidità. Alcuni scenari di evoluzione climatica, per il futuro predicono , che molte parti d’Europa diventeranno più calde e umide e questo potrà avere un impatto sui vettori di malattia come le zanzare che trasmettono febbre del Nilo occidentale, chikungunya e persino dengue e febbre della Rift Valley. L’unico Rapporto, che ha esaminato il tema della salute sui cambiamenti climatici, è “Cambiamenti climatici ed eventi estremi: rischi per la salute in Italia”, risultato di una collaborazione tra l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e il Centro Europeo per Salute e Ambiente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha esaminato, i possibili effetti dei cambiamenti climatici sulla diffusione delle malattie infettive, soprattutto di quelle trasmesse da vettori, ritenute più suscettibili ai cambiamenti climatici stessi e in particolare all’aumento della temperatura media.

Il rapporto evidenzia, che l’aumento della temperatura media dovuto ai cambiamenti climatici potrebbe tra le altre cose:

  1. favorire l’importazione e l’adattamento di nuovi artropodi vettori;
  2. favorire l’importazione e l’adattamento di nuovi agenti patogeni.

L’Italia è uno dei paesi più a sud dell’Europa e un ponte ideale , tra l’Europa e l’Africa e potrà essere coinvolta in questo fenomeno e si potrebbe assistere, con l’aumento previsto della temperatura media, a un’amplificazione della densità dei vettori delle malattie infettive, come zanzare, zecche, pappatacei e a variazione nella loro distribuzione geografica. Appare necessari integrare le politiche sanitarie con quelle energetiche e di tutela ambientale e del territorio. Problemi complessi e soluzioni complesse rispetto alle quali solo la pressione cosciente dei cittadini potrà indurre i governanti a fare scelte coerenti con gli interessi attuali e futuri dell’Uomo. A livello nazionale e locale un compito importante sarà quello della Sanità pubblica che dovrà occuparsi delle conseguenze, che i cambiamenti climatici possono avere sulla salute umana soprattutto suggerendo interventi efficaci di mitigazione e di adattamento, volti a ridurre le cause e limitare gli impatti.

Roma, 30 agosto 2013

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