Workshop sulla prosocialita’ a Salerno: Come migliorare le relazioni interpersonali

Una terapia psicologica può avere effetti benefici anche sulla salute fisica? Sicuramente “SI”. Workshop: “La comunicazione pro sociale: come migliorare le relazioni interpersonali”. Salerno 1-02-’14, ore 10.00-19.00,

Domanda e risposta che alla luce dei nuovi studi effettuati nel campo della genomica psicosociale, sembrano assumere connotati più profondi e la conclusione affermativa al quesito appare più sorprendente di quanto si possa immaginare.

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Il 17 dicembre 2013 scorso, POLITICAdeMENTE riportò la notizia che due professori si Salerno, Mauro Cozzolino e Giovanna Celia; rispettivamente Direttore scientifico di CIPPS e Direttrice didattica CIPPS, del Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica CIPPS di Salerno erano tra gli studiosi di fama internazionale che avrebbero preso parte alla 7^ edizione del Convegno Evolution of Psychotherapy.

Ed è proprio pensando a Cozzolino e a Celia e conseguentemente al futuro e alla evoluzione della psicoterapia necessaria alla facilitazione della genomica psicosociale, che si propone un’articolo apparso sul sito web Rete Salute Mentale Campobasso, www.rsmcampobasso.it, che appunto ripropone quella particolare attenzione ai fattori comuni che sono alla base dei successi terapeutici e allo sviluppo storico e alle proiezioni delle discipline psicoterapeutiche.

Così come si propone il workshop sulla prosocialita’ per medici, psicologi e professionisti del settore, organizzato dal CIPPS di Salerno nel quale relazionerà il professore Roche, e che si svolgerà a Salerno il 1 Febbraio 2014 dalle ore 10.00-14.00 e dalle 15.00 alle 19.00, presso il Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica (CIPPS) dal tema: La comunicazione pro sociale: come migliorare le relazioni interpersonali.

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Workshop:
“La comunicazione pro sociale: come migliorare le relazioni interpersonali”
Salerno 1-02-’14, ore 10.00-19.00,

“La comunicazione pro sociale: come migliorare le relazioni interpersonali”. E’ questo il titolo del workshop gratuito organizzato dal Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica di Salerno, via Antonio Amato 20/22 e tenuto da Robert Roche, Professore Emerito in Psicologia delle Relazioni familiari di Barcellona.

L’appuntamento è per il 1 Febbraio 2014 dalle ore 10.00-14.00 e dalle 15.00 alle 19.00.  Il Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica (CIPPS), primo centro europeo interamente dedicato all’integrazione del modello strategico ericksoniano con gli innovativi studi sulla genomica psicosociale di Ernest Lawrence Rossi, nasce a Salerno nel 2012 dalla sinergia tra la PERSEO SPA Impresa Sociale e il team di ricercatori del Dott. Mauro Cozzolino e della Dott.ssa Giovanna Celia, entrambi allievi e collaboratori del Prof. E.L.Rossi.

Tante le iniziative promosse dal CIPPS che, oltre ad essere stato abilitato con Decreto MIUR del 2 agosto 2012 ad istituire e ad attivare nella sede principale in via Amato, un corso di specializzazione quadriennale in Psicoterapia, organizza anche workshop ed eventi con docenti di fama nazionale ed internazionale. Il 1 febbraio sarà la volta del prof. Robert Roche, che terrà delle lezioni sulla “prosocialità”, una tematica molto complessa, vasta ed in costante divenire.

Negli ultimi trent’anni, infatti, il panorama scientifico, psicologico, pedagogico, sociologico ed antropologico internazionale è orientato allo studio della “prosocialità”,  intesa come via di crescita e di sviluppo per l’uomo. Atteggiamenti e comportamenti prosociali sono intesi come un sistema di pensiero orientato alla ricerca, alla formazione, all’applicazione ed alla diffusione, nella vita reale, di una serie di valori che permettano il miglioramento della qualità di vita delle persone.

Durante la giornata  formativa, quindi,  si cercherà di introdurre il concetto di prosocialità con riferimento agli studi del LIPA e verrà presentato un modello per l’ottimizzazione della Comunicazione di Qualità Prosociale.

Altri argomenti trattati saranno: Sensibilizzazione e Autoanalisi personale; Disegno personale e training per una ottimizzazione di alcuni punti deboli; Introduzione all’Applicazioni professionali nel ruolo psicoterapeutico.

Il workshop, gratuito e con prenotazione obbligatoria, è rivolto prevalentemente a medici e psicologi ed anche a tutti i professionisti interessati alla tematica. Per info e prenotazioni contattare info@cipps.it o collegarsi al sito www.cipps.it

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Giovanna Celia 2^- Ernest L. Rossi 3°- con alcuni giovani.JPG

Giovanna Celia 2^- Ernest L. Rossi 3°- con alcuni giovani.JPG

Una psicoterapia mirata migliora anche lo stato fisico dei pazienti

Può una terapia psicologica avere effetti benefici anche sulla salute fisica? La risposta appare scontata. Basterebbe pensare a come l’umore del paziente influisca in bene o in male sull’andamento di una malattia o sui tempi di ripresa da un intervento per archiviare il quesito con un rotondo ‘Sì’.

Tuttavia, alla luce dei nuovi studi effettuati nel campo della genomica psicosociale, domanda e risposta sembrano assumere connotati più profondi e la conclusione affermativa al quesito appare più sorprendente di quanto si possa immaginare.

Secondo una ricerca effettuata dal Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica (CIPPS) di Salerno, infatti, non solo da una psicoterapia mirata si sono riscontrati benefici sullo stato fisico dei pazienti; addirittura l’intervento psicologico ha lasciato emergere veri e propri cambiamenti a livello genomico con l’attivazione di particolari geni che hanno condotto al miglioramento rispetto a malattie gravi come tumori, malattie autoimmuni, degenerative del sistema nervoso, malattie infiammatorie e così via.

In pratica, associata ad una corretta terapia medico-farmacologica, il metodo studiato al Cipps di Salerno, sotto la direzione dei professori Mauro Cozzolino e Giovanna Celia, ha dimostrato un miglioramento – nei pazienti sottoposti a sperimentazione – della risposta mente-corpo nel contrastare la malattia, in particolar modo attraverso un potenziamento della risposta immunitaria e della risposta antinfiammatoria.

Una nuova frontiera inaugurata dal professor Ernest L. Rossi e approfondita, a mezzo metodo scientifico, dai due colleghi salernitani che hanno lavorato in stretta collaborazione con il neuroscienziato americano, allievo di Milton Erickson. Proprio da Erickson, Rossi ha mutuato l’uso dell’ipnosi che, non più regressiva, diviene un viatico al processo auto curativo intrapreso dal paziente. Processo creativo è il nome dato alla terapia. Un percorso in quattro stadi in cui il rapporto terapeuta-paziente devia da ciò che l’immaginario collettivo è abituato a intendere, con il terapeuta che diviene, a tutti gli effetti, un facilitatore, una guida per il paziente che, a tutti gli effetti, diventa il proprio terapeuta.

Fin qui l’approccio, benché innovativo, potrebbe apparire logico sulla base dell’indirizzo ormai intrapreso dalla psicoterapia mondiale. Quel che risulta innovativo, però, è il beneficio riscontrato non solo a livello psicologico ma, soprattutto, a livello genomico in chi si è sottoposto al ‘processo creativo’ sviluppato da Rossi.

In sostanza, e senza voler anticipare la pubblicazione ufficiale dei dati sperimentali, quanto riscontrato dall’equipe ‘italo-americana’ è stato un cambiamento nell’attivazione di determinati geni che ha prodotto un mutamento fisico rispetto a pazienti affetti dalle patologie sopraindicate. Un cambiamento che, associato sempre alla terapia medico-farmacologica, ha contribuito al miglioramento dello stato della malattia.

Risultati evidences-based presentati anche al The Evolution of Psychotherapy, il convegno internazionale di psicoterapia tenutosi ad Anaheim, in California, dal 10 al 16 dicembre. Un summit che ha raccolto il gotha della psicoterapia mondiale e durante il quale l’Italia è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante proprio grazie agli studi sperimentali portati avanti da Ernest L. Rossi e dal Cipps di Salerno.

Quali siano gli scenari che l’approccio dettato dalla genomica psicosociale potrebbe aprire ora, è un interrogativo affascinante quanto complesso. Saranno gli ulteriori studi, in corso, a consegnare maggiore spessore al metodo già, di per sé, comprovato e sostenuto, in tutta Europa, solo dal Cipps. Certo è che quanto appurato appare come un deciso passo in avanti rispetto all’idea che il cervello, questo “sconosciuto”, in definitiva sia capace non solo di curarsi ma, soprattutto, di curare il corpo di cui fa parte.

Salerno, 22 gennaio 2014

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