Formazione e assunzione per 240 giovani al Cilento Outlet Village di Eboli

Parte “Cilento Outlet in Formazione” con 6 bandi, 4 progetti e 3 sezioni. Il 28 maggio le prime selezioni. 60 ragazzi per progetto. 600 ore per ogni corso remunerati 2 € all’ora.

Il progetto, dell’Assessore alle Politiche del Lavoro della Campania Severino Nappi, interessa 240 giovani dai 18 ai 34 anni inoccupati o disoccupati, e propone la formazione professionale presso le aziende operative nell’ambito del Cilento Outlet Village.

Santoro-Pansa-Nappi-Cipolletta

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Il 12 maggio sono stati pubblicati i primi 6 Bandi relativi al Progetto “Cilento Outlet in Formazione”. Il progetto complessivo ricade nel programma “Campania al Lavoro – ELFI, formazione e lavoro per lo sviluppo locale” e rientra nella tipologia di azioni previste nel piano di attuazione regionale “Garanzia Giovani” approvato con D.G.R. 117/2014. Il programma si pone le seguenti finalità:

  • rispondere in maniera adeguata ai fabbisogni formativi e professionali espressi dal sistema produttivo e commerciale campano;
  • favorire l’integrazione e la qualità di sistemi produttivi e commerciali, attraverso il miglioramento delle competenze delle risorse umane coinvolte nel Piano Formativo;
  • agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro di soggetti inoccupati o disoccupati;
  • fornire ai destinatari delle azioni un’esperienza tale da far acquisire, attraverso i percorsi attivati, le specifiche competenze richieste dalle filiere produttive e commerciali ospitanti, favorendone il successivo inserimento lavorativo;
  • sostenere aggregazioni tra imprese che, in una logica di filiera produttiva e commerciale, si avvalgono di soggetti adeguatamente qualificati che abbiano superato con successo il percorso formativo cui hanno partecipato.
Roberto Pansa-Severino Nappi.

Roberto Pansa-Severino Nappi.

Il progetto, promosso dall’Assessorato alle Politiche del Lavoro della Regione Campania retto dall’avv. Severino Nappi, interessa 240 giovani dai 18 ai 34 anni inoccupati o disoccupati e propone una innovativa forma di intervento per la formazione di professionalità specifiche nell’ambito di uno specifico sistema produttivo/commerciale in quanto associa alla formazione inside in aula lo stage presso le aziende operative nell’ambito del Cilento Outlet Village.

«La Campania, – per il project manager dott. Roberto Pansa rispetto alle altre Regioni d’Italia, ha risentito maggiormente della crisi economica, determinando riflessi negativi nel mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione è uno dei più alti d’Italia, un giovane su tre è senza lavoro con implicazioni negative sulle prospettive di futuro per le nuove generazioni. In tale contesto generale è importante capire quali azioni mettere in campo per fronteggiare questa deriva che potrebbe risultare molto deleteria per i giovani della nostra area. Anche in un contest occupazionale quale quello offerto dal Cilento Outlet Village – ad oggi circa 400 Unità lavorative impegnate tra attività commerciali e di servizio, di cui l’80% riferibili alla Provincia di Salerno – diventa fondamentale un’attenzione mirata alla formazione professionale specifica. L’immenso capitale umano di giovani viene sprecato in quanto si tralascia di programmare bene la formazione dei futuri lavoratori, di analizzare indirizzi, aggiornare competenze, di effettuare un valido orientamento, ovvero, individuati i settori di possibile crescita economica, pianificare lo sviluppo preparando strutture adeguate alla formazione dei giovani e che diano le giuste competenze.

Roberto-Pansa-Severino-Nappi

Roberto-Pansa-Severino-Nappi

Questo metodo – conclude Pansa – deve coinvolgere tutte le attività formative, soprattutto le aziende, al fine anche di trasferire ai giovani non solo competenza e professionalità ma anche la passione per il lavoro che si andrà a svolgere. Il progetto “Cilento Outlet in Formazione”, grazie all’innovativo programma che prevede la formazione inside in aula e lo stage presso le aziende presenti al Cilento Outlet Village rappresenta la risposta coordinata alle caratteristiche di una domanda sempre più esigente e differenziata secondo stili di vita e modelli di consumo diversi, tali da rendere indispensabili la formazione di figure professionali qualificate in grado di cogliere le necessità del Cliente e di proporre l’acquisto più idoneo alle sue aspettative, assumendo comportamenti orientati alla sua soddisfazione».

Oltre a rappresentare un’offerta nuova nel panorama commerciale italiano, il Cilento Outlet Village, conferma di essere una grande opportunità lavorativa per i giovani della Campania e, in particolare, della provincia di Salerno. Inoltre, nelle prossime settimane, l’investimento del Gruppo Irgenre determinerà l’apertura di nuovi store e la implementazione di nuovi servizi accessori per coniugare ulteriormente la formula classica dello shopping con quella dell’entertainement.

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Santoro-Pansa-Nappi-Cipolletta

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Cilento-outlet-vilage-formazione

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Cilento-outlet-Village-formazione-1

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P.O.R. Campania FSE 2007-2013

Asse II Occupabilità
Obiettivo Operativo: e1) “Rafforzare l’inserimento/reinserimento
lavorativo dei lavoratori adulti attraverso percorsi integrati ed
incentivi”
Elfi formazione e lavoro per lo sviluppo locale
Piano di Azione “Campania al Lavoro!”
D.G.R. n. 647 del 13.11.2012

PROGETTO

“CILENTO OUTLET IN FORMAZIONE”

Il progetto complessivo ricade nell’ambito del Piano di Azione “Campania al Lavoro” ”ELFI, formazione e lavoro per lo sviluppo locale” e rientra nella tipologia di azioni previste nel piano di attuazione regionale “Garanzia Giovani” approvato con D.G.R. 117/2014.

Finalità del Progetto

Il programma “Elfi formazione e lavoro per lo sviluppo locale” si pone le seguenti finalità:

  • rispondere in maniera adeguata ai fabbisogni formativi e professionali espressi dal sistema produttivo e commerciale campano, in modo da creare skills adeguate allo sviluppo del territorio;
  • favorire l’integrazione e la qualità di sistemi produttivi e commerciali, attraverso il miglioramento delle competenze delle risorse umane coinvolte nel Piano Formativo, quale nodo fondamentale per le politiche di sviluppo territoriale;
  • agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro di soggetti inoccupati o disoccupati;
  • fornire ai destinatari delle azioni un’esperienza tale da far acquisire, attraverso i percorsi attivati, le specifiche competenze richieste dalle filiere produttive e commerciali ospitanti, favorendone il successivo inserimento lavorativo;
  • sostenere aggregazioni tra imprese che, in una logica di filiera produttiva e commerciale, si avvalgono di soggetti adeguatamente qualificati che abbiano superato con successo il percorso formativo cui hanno partecipato.

Nello specifico il Progetto è mirato a rispondere alle caratteristiche di una domanda sempre più esigente e differenziata secondo stili di vita e modelli di consumo diversi, tali da rendere indispensabili la formazione di figure professionali qualificate in grado di cogliere le necessità del Cliente e di proporre l’acquisto più idoneo alle sue aspettative, assumendo comportamenti orientati alla sua soddisfazione.

N. di Progetti: 4
Importo: il finanziamento stanziato per il progetto complessivo è pari a 2.016.000,00 Euro (504.000,00 euro a progetto)
Enti di Formazione coinvolti:

  • Centri Linguistici Consorziati
  • CSM SERVICE
  • Associazione Didactica.it
  • Formazione e Società

ogni progetto si compone di n. 3 edizioni:

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Moduli Formativi:

Addetto alle Vendite
1. Elementi di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro 40 ore;
2. Cultura del Lavoro, CCNL di categoria e delle pari opportunità 20 ore;
3. Gestione del magazzino 50 ore;
4. La relazione con il cliente 40 ore;
5. Tecniche di comunicazione e vendita 60 ore;
6. Gestione del punto vendita 50 ore;
7. Gestione dei prodotti/servizi 40 ore;
8. Inglese commerciale 40 ore;
9. Il contratto di compravendita e gli strumenti di pagamento 20 ore.

Store Manager
1. Orientamento 12 ore;
2. Elementi di economia e organizzazione aziendale 18 ore;
3. Elementi di marketing e comunicazione 40 ore;
4. Organizzazione e gestione commerciale del reparto/settore/punto vendita 32 ore;
5. Informatica di base e applicata alla statistica 32 ore;
6. Amministrazione e contabilita’ del punto vendita 30 ore;
7. Lingua inglese 60 ore;
8. Pianificazione e gestione delle promozioni 24 ore;
9. Caratteristiche merceologiche ed utilizzo dei prodotti alimentari e non 18 ore;
10. Gestione e valorizzazione del personale 16 ore;
11. Customer care 18 ore;
12. Salute e sicurezza sul lavoro 40 ore;
13. Cultura del lavoro, CCNL e pari opportunità 20 ore.

Barista/addetto alla somministrazione
1. Orientamento 12 ore;
2. Elementi di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro 40 ore;
3. Cultura del Lavoro, CCNL di categoria e delle pari opportunità 20 ore;
4. La relazione con il cliente 24 ore;
5. Tecniche di comunicazione e vendita 24 ore;
6. organizzazione e gestione dell’ambiente bar 50 ore;
7. Approvvigionamento, conservazione e stoccaggio materie prime 40 ore;
8. Preparazione e somministrazione di bevande e snack 60 ore;
9. Le materie prime e i semi lavorati 50 ore;
10. Inglese commerciale 40 ore.

Durata: ogni Edizione/Attività Corsuale ha la durata di 600 ore, così suddivise: 340 ore d’aula e 260 ore di Stage.

Avvio Attività preliminari: lunedì 12 maggio 2014
Primo Step selezioni: a partire dal 28 maggio 2014
Avvio Attività Aula: a partire dal 09 giugno 2014
Fine attività formative prevista entro il 31 dicembre 2014
Luogo di svolgimento: L’attività d’aula sarà svolta presso n. 4 aule del Cilento Outlet Village
L’Attività di Stage sarà svolta presso gli store del Cilento Outlet Village

Partecipanti: Ad ogni progetto parteciperanno n. 60 ragazzi (20 per ogni edizione) dai 18 ai 34 anni inoccupati o disoccupati in possesso del Diploma di scuola media superiore o Diploma di Laurea.
Per un totale di 240 giovani coinvolti.
Indennità di frequenza e rimborso spese: Ai partecipanti sarà riconosciuta un’indennità oraria lorda di Euro 2,00, e il rimborso spese viaggio relative all’uso del mezzo pubblico.
Qualifica Professionale: A conclusione dei percorsi formativi sarà rilasciato ai partecipanti un Attestato di qualifica professionale, nel complesso saranno formati:

  • n. 160 Addetti alle vendite
  • n. 60 Store Manager
  • n. 20 Barist/Addetti alla somministrazione

Modalità di partecipazione: Presentazione candidatura in ottemperanza di quanto previsto dai singoli bandi di selezione allievi pubblicati sui siti delle agenzie formative e della Regione Campania. I primi 6 Bandi sono stati pubblicati lo scorso 12 maggio, i successivi 6 saranno pubblicati il 28 maggio.

In fase di promozione e sensibilizzazione, oltre che attraverso la pubblicazione dei singoli bandi di selezione allievi, il Progetto viene promosso attraverso la rete dei centri per l’impiego, informa giovani, garanzia lavoro, nonché attraverso l’attività svolta dai singoli enti di formazione attraverso i propri canali ed i social network.

Per ulteriori informazioni:
Cilento Outlet Village
S.S. 18 Tirrena Inferiore.
www.cilentooutlet.com
Cilento Outlet Village è:
Innovazione Commerciale – Gruppo IRGENRE
www.irgenre.it

Eboli, 20 maggio 2014

20 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. certo certo per fare la commessa/o ci vuole il corso di formazione professionale!!!!! roba da pd

    • a marianna,vedi che critiche senza neanche leggere,vi è l’assessore regionale che presenta il progetto,in regione ti risulti che comanda il PD?
      il classico intervento fuori luogo e senso di stampo grillino-grullesco!

    • il mio è un commento finalizzato proprio a dire lo fa il pdl ma è proprio come ciò che ha fatto il pd durante la lunga amministrazione regionale con Bassolino….aspetta aspetta mi pare che il responsabile della formazione fosse proprio Andrea Cozzolino, pluriindagato e attuale candidato Pd alle europee…..LIBERATE L’ITALIA

    • LA LIBERIAMO COI FASCIO GRILLINI DI CUI,UN SINDACO,(Pomezia), NEGA IL DOLCETTO ALLA MENSA PER I BIMBI POVERI,UN ALTRO ESPONENTE, SIBILIA,VUOLE I MATRIMONI DI GRUPPO E ANCHE CON ANIMALI….
      SE VOLETE RINNOVARE MORALMENTE L’ITALIA SIAMO A CAVALLO…RIDATECI IL PDL IL PSI E COMPAGNIA,MA PER FAVORE..
      P.S GRILLO PLURIOMICIDA ED EVASORE,TANTO PER SAPERE E FAR SAPERE!

    • ma che dolcetto e dolcetto, il dolcetto era per merenda e se per scagliarvi contro grillo avete bisogno di queste notiziole contestabilissime perchè assolutamente fuorviate e distorte, siete proprio alla frutta!!!! LIBERATE L’ITALIA

    • Cara Marianna,
      come al solito si guarda il dito e non la Luna. Premettendo ed immediatamente accantonando l’intera vicenda del tutto infelice del Sindaco grillino,
      è opportuno rilevare che il pranzo a scuola è un momento di grande convivialità e di socialità, ma presuppone anche vi sia un ordinamento scolastico che prevede il tempo pieno.
      Tempo pieno, contestato da tutti e naturalmente anche dalle famiglie, proprio perché molti bambini e molte famiglie che magari avevano più di un figlio a scuola non si potevano permettere di pagare le rette, fino a “consigliare” agli Istituti scolastici di eliminare il pasto e con esso anche la vormula del tempo pieno.
      Le ragioni che hanno suggerito l’eliminazione in molte scuole del tempo pieno, naturalmente erano ritenute discriminatorie per alcuni bambini che al contrario non potendo pagare rette e dovevano mangiavano un panino o altro evidenziando le differenze ma anche costringendo i piccoli ad una alimentazione sbagliata, venivano tagliati fuori da una corretta alimentazione. E’è necessario sapere che il cibo non era portato in mensa a caso, ma seguiva una tabella che consentiva il giusto apporto calorico e nutrizionale su scala giornaliera e settimanale, comprendendo carboidrati (pasta, pane, verdure e altro) e proteine (Carne, uova, formaggi, pesce) ma anche rispetto all’assunzioni di lipidi con i condimenti e di glucidi con (frutta il dolce o la merendina).
      Ma le ragioni oltre che nutrizionali erano anche educative e sociali, e nel complesso il Tempo Pieno garantiva un’assistenza ai piccoli, i quali se di mattina apprendevano, di pomeriggio mettevano in pratica gli apprendimenti e nello stesso tempo non era trascurato nemmeno l’apporto ludico ricreativo che seguiva il pranzo. Il momento del pranzo è un momento importantissimo per i piccoli e non solo.
      La formula, nello stesso tempo garantiva una permanenza dei piccoli dalle 8.00 del mattino alle 17.00 di sera, consentendo soprattutto ai genitori che lavoravano di essere sicuri per i loro figli e se vogliamo fare due conti, non hai idea di quanto si risparmi in termini economici, per il trasporto scolastico, la movimentazione su veicoli laddove non c’é il trasporto, l’inquinamento nelle ore di punta e l’affidamento dei piccini a scuole private o asili se sono piccoli perché i genitori lavorano.
      Costi in termini economici e di stress sociale che non ha prezzo e addirittura la retta diventa risibile e bambini per quanto mi riguarda dovrebbero mangiare gratis.
      Nel caso specifico indipendentemente dal risibile costo del dolce, non inteso come premio, ma come apporto nutrizione, venendo a mancare sulla tavola di tutti diventa veramente discriminatorio e stupido, e solo un imbecille che dedica il suo impegno pensando ai conti, e non ad un servizio e ad un apporto alla educazione alimentare, può fare una cosa del genere.
      In questo non c’entra nel il PD e ne il PDL o altri, allo stesso tempo nemmeno si può puntare il dito sul M5S.
      Quel sindaco si merita solo una pernacchia e si spera rimedi all’errore. Nello stesso tempo, poiché non conosciamo i grillini sul campo, dobbiamo solo sperare che non siano come quel Sindaco e non governino facendo i ragionierucoli, la politica è un’altra cosa, deve guardare altro e non deve preoccuparsi se per erogare quualche servizio si possa anche perdere in termini economici. Alcuni servizi non hanno prezzo per quello che servono.
      Ci trovaimo a questo punto proprio perché la politica è stata snaturata e ha abdigato a favore dei Rgionieroni. E se non ci sono riusciti i ragionieri ad aggiustare quei numeri, pensi lo possa fare un ragionierucolo imbecille?
      La discriminazione è l’atto più arrogante che un individuo possa fare e non ci sono giustificazioni per chi la compie.
      L’Italia si deve liberare e come, ma facendo attenzione alle avventure.
      Massimo Del Mese

  2. SONO CORSI DI SICURO FINANZIATI,CERCANO PERSONALE CHE POSSA DARE LORO SGRAVI FISCALI,VI è UNA ROTAZIONE NELLE ASSUNZIONI G.D.O.,QUINDI ASSISTIAMO AL FUTURO DELL’OCCUPAZIONE GIOVANILE E NON…

  3. prima operazione Melchionda:trasformazione di un suolo agricolo del valore di 15 euro in suolo commerciale del valore di 250 euro al metro, totale plusvalenza 30.000.000 di euro a beneficio dei benefattori Melchionda-pansa.seconda operazione non sono stati rispettate le opere di urbanizzazione previste nella convenzione. terza operazione,trascorsi i 5 anni dalla realizzazione vendita dei manufatti e la banda incassa un incremento valore di almeno 50.000.000 di euro.frattanto che il commercio ad eboli sta’ morendo sai quanto se ne fregano i responsabili?

  4. sono gli effetti della riforma Biagi,precarizzazione del mercato del lavoro, tutto inteso,Nella realtà lavorativa, il contratto co.co.pro ha sostituito completamente i contratto di formazione e lavoro, ed infatti i contratti di lavoro a tempo determinato sono ormai oggi poco utilizzati; con la Legge Biagi/Maroni l’azienda può assumere lavoratori di tipologia flessibile in base ad un “progetto” in cui indica lo scopo della prestazione e la durata di solito annuale. L’abuso di tale contratto in cui non è previsto un periodo di prova e nemmeno un percorso professionale che porti all’assunzione a tempo determinato o indeterminato lascia il lavoratore in una situazione psicologico-lavorativa grave, per cui come precario “cronico” non ha la forza per poter partecipare pienamente alla gestione/attività dell’azienda, non ha diritto alla formazione, non ha la fiducia nella progettualità di vita (crearsi una famiglia, chiedere un prestito per comprarsi una autovettura o di fare un mutuo per l’acquisto di una casa).
    La critica che si può fare dunque è quella di una legge incompiuta che ha colpito in maniera massiccia i giovani lavoratori che dal 2003 si affacciano al mondo del lavoro diminuendo la loro sicurezza, ovvero la stabilità lavorativa senza un “futuro” certo, il posto di lavoro con i diritti sanciti dallo statuto del lavoratore e dai contratti collettivi.
    L’elevato numero di forme contrattuali previste ha, in molti casi, disorientato le società (soprattutto quelle medio-piccole), spingendole a sfruttare solo una piccola percentuale dell’ampio ventaglio di soluzioni messo a disposizione. Forme come il lavoro condiviso, il lavoro a chiamata o lo staff leasing sono concretamente poco o per nulla usate.
    Il precariato, inoltre, pone il dipendente in una situazione di debolezza, nella quale, sottoposto al rischio di perdere il lavoro, più difficilmente potrà rivendicare i suoi diritti (sicurezza compresa) e un salario migliore.

  5. QUESTI CORSI DI FORMAZIONE NON SERVONO PROPRIO A NIENTE è SOLO UNO SPERPERO DI SOLDI PUBBLICI MENTRE LE FAMIGLIE FANNO LA FAME xxxx xx xxxxxxxx xxxxxxxxxx INCREMENTA I LORO BANCOMAT PER SPENDERE E SPANDERE ALLA FACCIA DELLA DELLA POVERTA’. E SOLO UN MAGNA MAGNA. MA QUALE LAVORO VERGOGNATEVI.

  6. QUESTI CORSI NON SERVONO A NIENTE SERVONO SOLO A CONTINUARE AD ARRICCHIRE I BANCOMAT DELLA xxxxxx xx xxxxxxx xxxx ALLA FACCIA DELLA POVERA GENTE AD FINANZIARE IL POLITICO DI TURNO E NON DARANNO LAVORO A NESSUNO.

    • Per Donato e Donato Petrillo,
      innanzi tutto non è vero affatto che i corsi di formazione professionali non servono a nessuno e a niente, sono la conseguenza di una legge Regionale e indipendentemente da ogni considerazione, con esclude affatto critiche rispetto alle politiche regionali, ma questa è un’altra cosa.
      Nello specifico, come iniziativa, tra l’altro già programmata, dai vertici del Cilento Outlet Village, non è affatto malvagia, e non lo è se si tiene conto che è finalizzata all’inserimento di personale, man mano che le singole aziende che operano all’interno dell’Outlet ne hanno bisogno.
      I corsi sebbene siano pagati solo 2€ euro all’ora rappresentano una prospettiva per coloro i quali hanno interesse a quel tipo di lavoro.
      E’ da aggiungere che i dipendenti di tutte le attività che operano all’interno della struttura somno pagati con tariffe che stabilisce il contratto nazionale per quella tipologia di lavoro.
      Quindi, coloro i quali si rivolgono a quel tipo di lavoro, sono consapevoli sia dei loro diritti che del lavoro che andranno a svolgere.
      L’iniziativa sicuramente segue anche una finalità che può inquadrarsi in un interesse della struttura, anche perché in tantissimi casi, il personale nonostante abbia cercato ed ottenuto il lavoro rispondente alle figure corrispondenti alle specificità delle attività esistenti, per diverse motivazioni, si licenzia e conseguentemente si deve procedere all’assunzione di altro personale che a sua volta viene catapultato nei vari ruoli senza nemmeno avere un minimo di formazione.
      Riguardo poi all’organizzazione, non ho gradito affatto il riferimento a persone o a “famiglie”, e confesso che mi è sfuggito altrimenti avrei crociato prima quei riferimenti.
      La società Cooperativa a cui maldestramente si è fatto riferimento non è diversa da tante altre che propongono e presentano progetti che a loro volta poi vengono finanziati perché rispondenti alle varie misure previste dai Bandi regionali, e non è affatto corretto additarli facendo riferimenti negativi e adombrando imbrogli vari.
      Questo disfattismo e questo giustizialismo è il limite al quale spesso ci si affida affondando ogni iniziativa e facendo sprofondare sempre di più in giù questa straordinaria Città, prigioniera dei sospetti e delle diffidenze.
      Come leggi, non ho fatto nessun specifico riferimento a clientele varie, che, anche se ci sono state le possiamo sicuramente condannare, ma veramente è difficile stabilirlo.
      Massimo Del Mese

    • condivido l’intervento di admin,prima di infangare persone e situazioni sarebbe d’uopo accertarsene con cognizione di causa.
      le diceria avvelenano il clima e lasciano il tempo che trovano,il tempo che è il miglior giudice, sentenzierà il giusto,scartandone il falso!

  7. Caro Massimo, sono convinto anch’io che i corsi di formazione professionale, più o meno, sono utili però mi domando innanzitutto a chi sono utili di più e a chi di meno.
    Ipotizzando che non sono bravo a fare i conti se mi aiuti posso dare una risposta alla banale domanda che mi sono posto.
    I corsi per permettere ai giovani di lavorare proficuamente all’Outlet Cilento sono stati finanziati con soldi pubblici(ovviamente)per un importo di circa Euro 2.000.000. Ai 240 giovani partecipanti ai corsi verrà riconosciuta un’indennità di euro 2,00/ora (lorda o netta?..vabbè non importa,altrimenti sembro eccessivo). In sostanza mi e ti chiedo: dei circa 2.000.000 di euro quanta parte verrà impiegata per finanziare i giovani partecipanti? A quanto ammonta la rimanente somma? In particolare quest’ultima da chi e come verrà impiegata?…Ad esempio a quanto ammonta l’importo dell’indennità riconosciuta ai docenti per ogni ora di lezione?
    Mi scuso in anticipo con chi troverà il mio intervento fuori luogo, lo è sicuramente ma una risposta alle mie domande,ripeto, sicuramente banali mi sarà utile per dare una corretta interpretazione alle bellissime parole ed alle nobilissime intenzioni che si propone questa iniziativa,in verità non inedita nel panorama dell’azione politica di destra e sinistra(bisogna riconoscerlo, per non far torto a nessuno) rivolta alla valorizzazione dei giovani ed alla promozione del lavoro in Italia e nel Sud, che più ne ha bisogno. Ti abbraccio e ti ringrazio in anticipo per l’aiuto.

  8. 2,00 euro…lordi, mi scuso mi era sfuggito ma ci avrei giurato!

  9. XMaria
    1 l’area in questione é ricompresi in “area di trasformazione” del vigente P.R.G ( già approvato nel 2003 dalla Giunta Rosania) del Comune di Eboli, per la quale all’epoca è stata specificamente prevista la destinazione commerciale.

    2 l’area in questione è riconosciuta, altresì, tra quelle destinate alla realizzazione delle grandi strutture di vendita, in virtù del vigente SIAD del Comune di Eboli, approvato in attuazione della L.R.C. n1/2000. L’ora strumento d’intervento per l’apparato distributivo (SIAD) è stato approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n 18 del 23/03/2004 ( giunta Rosania) e vistato con delibera regionale n 915 del 26/06/2004, pubblicata sul B.U.R.C. n34 del 19/07/2004.

    3 Per quanto riguarda il prezzo di acquisto del terreno, lo stesso è di pubblica ragione in quanto riportato in atto pubblico, registrato e trascritto, e tra l’altro depositato anche presso gli uffici del comune di Eboli in quanto parte integrante della documentazione a corredo del permesso a costruire e di ogni altro titolo abilitante, basta rivolgersi per ogni informazione agli uffici comunali di competenza.

    4 l’atto di acquisto del terreno è datato 2007, quindi 3/4 anni dopo il conferimento della destinazione d’uso e la ricomprensione nel SIAD. Nessuna variante di tipo urbanistico è mai intervenuta.

    5 Le opere di urbanizzazione sono state completate e collaudate: basta rivolgersi per ogni informazione agli uffici comunali di competenza

  10. Per Admin e Naponiello ma vi sembra logico spendere 2.5oo.ooo euro per formare dei venditori di scarpe e abbigliamento. Poi se sono aziende private per quale ragione devono usufruire di soldi che son pubblici.
    La formazione è utile quando tiene conto delle peculiarità di un territorio come le produzioni agricole gli allevamenti o la formazione di piccoli imprenditori che a loro volta assumono altre persone creando posti lavoro. Che le Cooperative non sono diverse dalle altre non è una bella consolazione.
    Finalmente questa onda nuova che sta arrivando in Italia spazzerà via tutta questa assuefazione a questa politica clientelare e mercificazione del capitale umano.

    • Per Lello,
      se vuoi sapere la verità, credo che la formazione professionale dovrebbe essere sottratta dalle competenze delle Regioni. Se l’avessero affidata alla Scuola pubblica, avrebbero risparmiato un fottio di soldi che non hai proprio idea.
      Allo stesso modo si potrebbe incentivare imprese e artigiani, dando loro la possibilità di formare il personale. Prima era proprio così. Poi ci sono state le famose “innovazioni” che furono portate da quelli che erano simili a quelli per i quali tu affidi a quella onda lunga che dovrebbe spazzare via a quella che tu chiami politica clientelare.
      Gli innovatori di oggi, sempre che ci facciano comprendere quali siano le innovazioni, sono simili a quegli innovatori di ieri e che oggi i giornali ci informano dei loro arresti.
      Stai tranquillo che fra qualche annetto arresteranno anche questi altri, e io non gioirò, perché nel frattempo correndo dietro la speranza abbiamo perso altro tempo e il Paese va sempre più giù e questo mi rattrista, certo non è per me che mi preoccupo, ormai ho 64 anni, mi preoccupo per i giovani, per te se sei giovane,per i miei e per i figli degli altri.
      Quello che forse non sai è che la formazione oltre a qualche agenzia regionale o statale, è completamente in mano ai privati, studi professionali, o cooperative, e quando escono i bandi, che seguono le direttive dell’Europa e della Regione, presentano i progetti per rientrare nei finanziamenti, e se rispondono ai bandi ricevono i finanziamenti e partono, proprio come quello a cui fai riferimento, oggettivamente alcuni di quei progetti sono abbastanza interessanti. E seguono proprio quel criterio che invochi rispetto alle potenzialità, peccato che poi non hanno ottimi riscontri.
      SE fabbriche non ne mette più nessuno preferendo paesi stranieri ancora da sfruttare e se al posto delle fabbriche invece costruiscono i Centri Commerciali desertificando le Città, cosa ti aspetti che fanno un corso di formazione per un meccanico di micro sistemi complessi? Ecco che diventano peculiari i corsi formativi anche per cassieri, vetrinisti, commessi, e direttori di attività commerciali varie.
      Poi che succede? Poichè tutti vorrebbero fare gli impiegati, quando si accetta il lavoro e ci si rende conto che il lavoro di commesso o commessa non ti piace e anche per fare quello devi saper usare il computer e il registratore di cassa e devi saper fare il carico e scarico della merce oltre che i conti, si lascia e si colleziona delusioni e mancate aspettative.
      Riguardo alla clientele, quelle hanno orgini molto antiche e ci conducono ai “Clientes” romani, coloro i quali erano la “corte” di uomini potenti pronti all’obbedienza e a compiacere e pronti a ricevere consigli e ogni cosa.
      Purtroppo è nella natura dell’uomo “accodarsi” e compiacere per avere in cambio qualche cosa, fortunatamente ci sono altri uomini che queste pratiche non le seguono e le combattono, a me piace pensare che questi ultimi siano la maggioranza, ma ahimè temo proprio di sbagliarmi e lo dimostra il seguito di Berlusconi, quello che ha avuto Bossi, quello che ha avuto Di Pietro, quello che ha al momento Grillo e quello che si accinge ad avere Renzi.
      Tu aspetti l’onda? Quell’onda non viene perché tutto si ricostruisca daccapo, ma per spazzare quelli che ci sono e sostituirli, così noi avremo un’altra speranza e ci affideremo a qualche altro sciambtato che ci promette un’onda più forte, più giusta e più seletiva, magari ricorrendo anche aprocessi sommari.
      Grazie per i l tuo intervento.
      Massimo Del Mese

    • il tuo ragionamento ha della basi,ma ne mondo globalizzato occorrono competenze ben superiori a qualche anno addietro,mi riferisco all’uso corrente dell’inglese che in un outlet grande e collocato su di una “via del mare”,potenzialmente potrebbe,sict et simpliciter, accogliere diversi turisti stranieri.
      certo l’uso dei soldi pubblici ,nella fattispecie regionali rischia di infastidire il cittadino,ma lo stato deve anche formare la popolazione in particolar modo al sud.
      difatti molti lavoratori che perdono il classico posto vengono riformati quando sono in mobilità da fondi pubblici,altrimenti lo stato stesso non può essere visto solo come ente impositore di gabelle o di servizi standard,salute,sicurezza,giustizia viabilità e scuole,ma in sincronia con paesi avanzati,anche la rimodulazione professionale per coloro che sono stati espunti o vogliono entrare nel mondo del lavoro.
      pensa che stesso gli istituti comprensivi sul nostro territorio,organizzano corsi di vario grado e anche genere,completamente gratuiti per quel che riguarda la didattica,un segnale di civiltà.
      operante da un paio di lustri,sul territorio eburino penso in primo luogo all’istituto ripa che alacremente con in fondi fas,organizza i corsi pon,opportunità nobile e irrinunciabile per cittadini a basso reddito che vogliano stare al passo coi tempi!
      mi spiace che alcuni commentatori,in questo bel post come in altri,utilizzano lo spazio per gettare sospetti o illazioni alla cieca…in una nazione di diritto ci vogliono i riscontri,altrimenti si incorre nel reato di diffamazione.

  11. Mah… 2 milioni di euro per questo progetto mi sembrano congrui, visti i costi standard dei progetti di formazione e considerato anche che si tratta di un progetto piuttosto complesso. Gestire dodici classi di 20 alunni da formare per sei mesi non è una passeggiata. Considerando che c’è anche il rimborso viaggio…ci sta.
    Poi la formazione è formazione, c’è su chi attecchisce e chi no. La domanda nella GDO ci sta, e le opportunità di crescere professionalmente ci sono. Anche se in cuor mio mi piacerebbe veder sprofondare tutti i centri commerciali in una voragine, va preso atto che questo corso può essere una bella opportunità per i giovani se ben sfruttata.

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