Sicilia- Lo strappo di Miccichè: Prime ripercussioni

All’Assemblea Regionale Sicilia, cambia lo scenario. PdL diviso: 16 con Micciché

In Sicilia contano più i rapporti personali che quelli politici. Problemi per Berlusconi?

Lombardo Micciché

Lombardo Micciché

PALERMO – In Sicilia, all’Assemblea Regionale Sicilia (ARS), si è consumato lo strappo nel Pdl e un sostanziale rimescolamento gli equilibri interni ai Partiti, alla maggioranza, all’Assemblea stessa, aprendo di fatto un nuova fase politica piena di incognite e di ostacoli per il governo di Raffaele Lombardo, leader del Mpa.

Lombardo, anche se può contare sempre e ancora più saldamente del rapporto con Gianfranco Micciché, che creando il suo gruppo siciliano e separandolo dal Pdl, ha comunque lanciato una sfida a Berlusconi, non lo mette a riparo dall’altro gruppo del PdL, quello dei cosiddetti “lealisti” che sicuramente assumeranno una posizione, ancora più critica, di quanto non lo sia già, con conseguenti ripercussioni anche sulla tenuta della maggioranza e sull’attività legislativa.

Dunque quello del Governatore Lombardo è un esecutivo di minoranza che di volta in volta dovrà concordare le scelte sui singoli provvedimenti. dovrà ob torto collo scendere a compromessi anche con il Pd,  unico gruppo d’opposizione, numericamente parlando, il quale a seguito della “scissione” del PdL diventa il primo gruppo all’Ars, con 29 deputati.

La Sicilia è difficile e non segue schemi di nessuna natura, figuriamoci quelli “imposti” dai partiti nazionali, tanto che anche nel PD le cose non stanno molto meglio, infatti, in questo particolare momento ogni decisione o posizione è rimandata alla conclusione delle risultanze del ballottaggio per la segreteria regionale: se vincerà Giuseppe Lupo (mozione Franceschini) è probabile che l’opposizione a Lombardo sia più dura e incisiva rispetto alla linea che potrebbe assumere il gruppo con la vittoria di Beppe Lumia (un altro autonomo), sostenuto dall’attuale capogruppo del Pd Antonello Cracolici.

Risolti i problemi interni il Partito Democratico, a seguito sempre della scissione del PdL, potrebbe chiedere anche la poltrona di Presidente dell’Assemblea Regionale Sicilia, ruolo che attualmente ricopre Francesco Cascio (Pdl). In Sicilia i “rapporti” personali contano più di quelli politici.

In effetti, in Sicilia, non è passato che un anno dalle elezioni ed il quadro politico è profondamente mutato e per come si stanno mettendo le cose è destinato nel prosieguo a subire altre evoluzioni, anche alla luce dei rapporti personali da una parte e dalla tenuta politica dello “strappo” di Micciché.

Lo scenario è cambiato. Al momento l’Udc e Totò Cuffaro stanno fuori dalla Giunta ed ora è all’opposizione. Il Pdl, era il primo gruppo con 32 deputati e con la divisione in due gruppi: quello dei 17 “lealisti” che fanno capo ai coordinatori siciliani Giuseppe Castiglione e Domenico Nania e quello dei 15 che fanno riferimento all’asse dei deputati Micciché-Misuraca, più la Giulia Adamo (fedelissima di Micciché), Marianna Coronia (vicino ai leadisti ma indipendente), e gli ex di An vicini a Gianfranco Fini.

Raffaele Lombardo potrà contare sicuramente sul sostegno dei 15 deputati del Mpa e dei 16 “ribelli” del Pdl ma non è affatto scontato che i “lealisti”, che esprimono due assessori in giunta, i quali potrebbero allontanarsi e passare all’opposizione, anche se al momento hanno le bocche cucite.

Il banco di prova sarà sicuramente il disegno di legge sul credito d’imposta atteso dalla Confindustria locale e dalle altre categorie produttive, bloccato in commissione proprio per l’assenza dei parlamentari del Pdl che non trovavano al loro interno una posizione univoca. Altri banchi di prova saranno sicuramente le riforme.

La Sicilia come sempre è il primo “termometro” politico, lo ha dimostrato negli anni con esperienze sempre discostanti da quelle del resto del continente, ma comunque le sue scelte hanno inciso in maniera forte sul resto del Paese, ricorderemo il braccio di ferro con Il Governo Berlusconi, nel momento in cui con la minaccia del Partito del Sud di Micciché e Lombardo, riuscirono ad avere fondi extra moenie dal Governo. Furono fondi “esclusivi”, perché il resto del Mezzogiorno rimase a bocca asciutta.

Queste evoluzioni siciliane saranno la prima pietra del Partito del Sud? o è solo un regolamento politico di conti interno al PdL e fra gruppi di potere interni al PdL e non solo? Staremo a vedere nei prossimi giorni.

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