Regioni in rivolta per i tagli: Contro Renzi un nuovo fronte di opposti interessi

Rivolta delle Regioni ai tagli voluti da Matteo Renzi: Si apre un nuovo Fronte tra opposti interessi politici.

Mentre il Presidente della Conferenza Regioni e Province Autonome Chiamparino, media sui tagli di 4mld di €, i suoi Colleghi Governatori, del Veneto e della Lombardia Zaia e Maroni sono pronti alla lotta, fino allo sciopero fiscale come extrema ratio.

Renzi-Chiamparino

Renzi-Chiamparino

di Marco Naponiello
per (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mes

In tutto questo animato dibattito si alza anche la voce del Governatore campano Stefano Caldoro,che accetta la sfida della legge di stabilità sui “costi standard” voluti da Delrio,ma nel frangente incassa l’ennesima bocciatura internazionale (Commissione UE) come ultima in Europa per qualità dell’azione istituzionale e della amministrazione pubblica.

La posizione del Premier – Segretario al riguardo è chiara è netta: ”non arretrerò di un centimetro”; del resto come da lui più volte ribadito in ospitate tv (dalla D’Urso su Canale 5 su tutte) e dichiarazioni varie,il taglio di trasferimenti di 4 miliardi di euro su centoquaranta,imposti dalla Legge di Stabilità, non sono da considerarsi esosi e dunque, le Regioni si rimbocchino le maniche per scovare i centri di spreco,senza andare a detrimento dei servizi essenziali dei cittadini. Ribadendo che sui “costi standard e proposte in merito” Renzi è disposto a transigere sul come ma non sul quanto,cosi come affermato nella Sala Verde di Palazzo Chigi alla presenza di quasi tutti i Governatori dello Stivale,tranne Maroni assente per protesta,e rappresentato dal suo Assessore al Bilancio Massimo Garavaglia, in un clima amichevole ove gli astanti si davano reciprocamente del “Tu”, pur nelle nettezze delle reciproche posizioni.

Chiamparino Presidente del Piemonte, oltre che della Conferenza delle Regioni, di concerto con il Sottosegretario alla Presidenza Delrio, hanno chiarito la necessità, di un “metodo comune nella razionalizzazione della spesa corrente” sulla falsariga della Spending Review, che si vorrebbe su  base di  applicazione coattiva per tutte le Regioni, dal Governatore del Veneto Zaia. Incriminata è sempre la Sanità (si prospetta una sorte di “Patto sulla salute”) che assorbe l’85% medio del Budget regionale,il resto se ne va in trasporti e stipendi e vitalizi vari,ed incentivi agli Enti Pubblici che cedano quote delle loro partecipate, art 44 Legge di Stabilità,che parla propriamente di “benefit” sulle spese in conto capitale, dunque investimenti, che le Regioni facciano sui proventi di dismissioni di quote di partecipate,potranno sforare il patto di stabilità interno.

Graziano Delrio-1

Graziano Delrio-1

Toccato anche il tema scottante della quantità dei dipendenti pubblici, il Premier “Non penso che i dipendenti pubblici siano troppi. Noi non siamo quelli che vogliono toccare i dipendenti pubblici“, secondo quanto riferisce chi era presente all’incontro, rispondendo così a Luca Zaia, che già ieri aveva sollevato il tema del personale in esubero nella P.A. e che ad oggi ha sollecitato più volte una risposta da Palazzo Chigi;del resto il Paese è in perniciosa sofferenza,o si procede con coraggiose riforme, e tagli calibrati alla Spesa Pubblica,o come si dice nei corridoi del “Palazzo”,le elezioni si avvicinano.

La rabbia delle Regioni

Le Regioni compatte sono furiose: ”coi tagli difficile non alzare le tasse” un mantra che attraversa la Penisola da Nord a Sud ed è indifferente al colore politico. “Non so se le regioni aumenteranno le tasse“, ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sul rischio di aumenti fiscali da parte delle regioni in seguito ai tagli decisi dal governo con la legge di Stabilità.

Sentendo i miei colleghi non vedo proprio tutti  questi margini”. Chiamparino è stato tirato in ballo da Renzi durante la conferenza stampa seguita al Cdm di ieri sera: “Con 15 miliardi di spending, di cui la maggior parte dallo Stato centrale, vorrà dire che alle Regioni chiederemo un piccolo sforzo. Conosco Chiamparino come un grande riformatore, mi risulta difficile pensare che possa aumentare le tasse“. E il diretto interessato che dice? “Nessuno vuole aumentare le tasse, anzi. Ma ci sono limiti di tolleranza oltre i quali non si può andare“.

E più tardi ha aggiunto, rincarando la dose: Piuttosto che aumentare l’Irap lascio l’incarico: aumentarla sarebbe dare colpo mortale all’economica. Facciamo un ragionamento che sia ragionevole. Noi non vogliamo succhiare sangue al contribuente”. E sul tema specifico delle tasse fa sapere: “Altro che ridurle, sarà un miracolo se riusciremo a non aumentarle. Temo sarà difficile evitarlo”. A deciderlo saranno i numeri, una volta confrontati con la realtà dei bilanci: “Non è stato possibile ottenere un incontro prima della manovra, spero ci sarà modo per un approfondimento“.

Tagli ai trasferimenti alle Regioni dell’entità annunciata dal governo significano “sicuramente tagli alla sanità” oltre che al “diritto allo studio, alle borse di studio, ai trasporti pubblici”. Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al termine della Conferenza delle Regioni. Lo scaricare il peso del calo delle tasse sugli enti locali, ha affermato il governatore del Lazio, “rompe o logora la lealtà dei rapporti interistituzionali perché sottopone livelli di governo eletti a suffragio universale a un metodo di assunzione di decisioni che entra nel vivo della carne. Il fronte dei Governatori è praticamente unanime nella protesta.

Ma il premier Matteo Renzi tira dritto e alle critiche delle Regioni risponde: Una manovra da 36 miliardi e le Regioni si lamentano di uno in più? Comincino dai loro sprechi anziché minacciare di alzare le tasse. No alibi”. E poi ha aggiunto: “Tagliare i servizi sanitari è inaccettabile. Non ci sono troppi manager o primari? È impossibile risparmiare su acquisti o consigli regionali?. Incontreremo i presidenti di regione. Ma non ci prendiamo in giro. Se vogliamo ridurre le tasse, tutti devono ridurre spese e pretese“.

“Considero offensive le parole di Renzi perché ognuno deve badare ai suoi sprechi. Inoltre, se guardiamo ai ministeri, gli sprechi non ci sono? Questo dimostra che non si vuole stare a sentire le nostre ragioni. E se non vogliono sentire le nostre ragioni, prenderemo atto che non siamo più parte di questo Stato”, ha replicato Chiamparino.

Zaia-Vendola-Caldoro

Zaia-Vendola-Caldoro

Padoan, intervenuto stamani a Radio anch’io, ha ribadito che il pressing sugli enti locali“non è a che aumentino le tasse, ma perché aumentino l’efficienza. Siamo convinti che i margini ci siano. Si tratta di dare gli stimoli giusti, a partire dal governo”.

Questa ipotesi ha scatenato il finimondo, con reazioni anche incomprensibili, minacce di tagli ai servizi, vesti stracciate ed urla belluine; il tutto mentre la magistratura avanza nell’azione penale giornaliera e scoperchia quasi quotidianamente il vaso di Pandora delle spese folli e degli sprechi amorali
Una ritrosia comprensibile, che si prova nel constatare una resistenza pregiudiziale da parte delle amministrazioni regionali in toto a considerare ipotesi di riduzione di ciò da molte parti viene definito “grasso che cola”,una Casta che impunemente cerca l’autoconservazione, bisogna però anche sottolineare che nell’ambito delle proteste dei vari governatori, alcune sono totalmente strumentali altre forse hanno qualche ragione sostanziale,come quelle del Nord,da sempre meglio amministrate.

Si potrebbe obiettare che anche prendersi cura del sostentamento dei propri abitanti è un dovere primario di ciascuna regione e ciò è  vero, anche se sarebbe più logico che ciò fosse fatto a carico della fiscalità generale di tutta la nazione, ma in un momento nel quale ci si interroga sulla necessità di provvedere sussidi di disoccupazione a tutti e si conclude che non ci sono le risorse per farlo e mentre ci si dice che il modo miglior per rilanciare economia e far crescere il Pil è quello di abbassare le tasse sulle imprese ma non si riesce ad andare oltre una lieve diminuzione dell’Irap, lasciare la libertà ad alcune regioni di amministrare i loro ammortizzatori sociali e più costosi di un sussidio di disoccupazione, mentre si mettono alcune regioni nelle condizioni, forse, di ridurre i servizi, suona oltre che iniquo anche strategicamente perdente. Ma certamente, il taglio lineare è più facile da pensare e imporre che non l’analizzare, il distinguere e lo scontrarsi pesantemente con quelle regioni alle quali si dovrebbero chiedere sacrifici troppi  e  significativi rispetto al passato prossimo amministrativo.

Lodo  Chiamparino

Ma se è vero che la politica sia “l’Arte del Possibile” spunta il Lodo Chiamparino, infatti Sergio Chiamparino lavorerà a una proposta generalizzata  che renda sostenibili i 4 miliardi di tagli chiesti con la legge di stabilità senza pesare su tasse e servizi.

Nelle intenzioni dell’ex Sindaco di Torino: “C’è un punto di convergenza tra Regioni e governo che abbiamo chiamato il Lodo Chiamparino: in una settimana, dieci giorni, faremo una proposta che renda sostenibile la Manovra per le Regioni senza avere ricadute sui servizi” ha riferito il 
presidente delle Regioni, Sergio Chiamparino, in conferenza stampa ieri al Palazzo Chigi.

Vogliamo evitare ricadute sulla fiscalità e sulle tariffe, ma i saldi non sono fatti solo di tagli. La lettera e lo spirito del Lodo Chiamparino è quello di rendere sostenibile la manovra evitando ricadute sia di tagli che aumenti della fiscalità. Non è detto che poi si arrivi necessariamente ad accordo tra le parti. Ma mi sembra questo un buon punto di partenza.

Tra gli assi portanti del lavoro delle prossime settimane, il recupero,da parte dello Stato, di fondi inutilizzati per riprendere una politica di investimenti sull’edilizia sanitaria. “Abbiamo poi indicato il tema dell’ottimizzazione della gestione di risorse che sono delle Regioni e sono attestate presso i ministeri e non comportano aggravi di cassa per lo Stato“, Infine, una razionalizzazione sia della spesa sanitaria sia delle spese a livello centrale. “Il premier ci ha chiesto di avanzare proposte specifiche e suggerimenti, anche al di là della legge di stabilità. Tutto questo aiuta ad ottenere un equilibrio istituzionale che vede nel sistema delle autonomie un asse portante. Questa è la strada giusta“, ha concluso Chiamparino.Si profilerebbe,nel caso di una mancata convergenza, anche nel PD uno scontro fratricida,visto che la maggior parte delle regioni italiane è Governata dal centro-sinistra,segnatamente da esponenti del partito di maggioranza relativa,e questo sia il Segretario sia i componenti tutti della leadership democratica vogliono evitare ad ogni costo.

Caldoro e la Campania

E la nostra Campania in-felix,che posizione prende? Baldanzoso il nostro semi-visibile Governatore afferma: ”La Campania accetta la sfida”, ma ”la partita deve essere giocata senza truccare le carte”. O Tempora O Mores. Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, scrive sulla sua pagina Facebook dell’incontro con il premier Matteo Renzi sui tagli alle Regioni previsti nella legge di Stabilità.

Cuomo Antonio

Cuomo Antonio

Il vicepresidente della Conferenza delle Regioni definisce costruttivol’incontro con Renzi su una manovra economica che ”ha alcuni aspetti positivi e altri negativi‘. E mette in chiaro: ”Non difendo il palazzo. Piuttosto si dice ”impegnato a evitare” che quei tagli previsti dal Governo, e che rimarranno, possano incidere sui trasporti e sulla sanità, sulle prestazioni da dare ai cittadini”.

“Le soluzioni dovranno essere individuate insieme – scrive – Le Regioni sono l’ unico comparto dello Stato in pareggio di bilancio, daranno il loro contributo per trovare le risorse necessarie al Paese’‘. Ma intanto, fa presente il governatore campano, ”lo Stato, i Ministeri e gli Enti locali rinviano l’obiettivo del pareggio ricevendo il rimprovero della Commissione europea”.
Parlando di costi standard, Caldoro si dice pronto ad accettare la sfida e rilancia: ”Per cambiare, riforma vera. Sciogliere le Regioni” perché ”serve più coraggio per cambiare il Paese” e pensare a macro aree, ”omogenee di pianificazione e non di gestione”, che siano ”più snelle, più veloci, capaci di andare al passo con i tempi, con la società che cambia con grande velocità”. ”Spero se ne discuta”, afferma.

A Renzi, Caldoro fa sapere di aver ripetuto che ”la Campania è pronta alla sfida dei costi standard”. ”Non abbiamo paura e vogliamo giocare questa partita”, assicura. Dal momento in cui si è insediato a palazzo Santa Lucia, nel 2010, Caldoro sottolinea come ”abbiamo dimostrato di essere capaci, molto più di tanti altri”: conti in ordine e riduzione degli sprechi.

Ma davvero? Allora esaminiamo l’ultima “perla“ in ordine cronologico, “Per chi suona la Campania?”:

La Campania ultima per la qualità dell’azione istituzionale delle amministrazioni pubbliche e nell’utilizzo dei fondi comunitari. Peggio di Bulgaria e Romania. La bocciatura arriva dalla Commissione Europea con la relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale., il documento triennale dell’Europa sullo stato di salute delle politiche nell’anno 2013 nelle Regioni. Relazione pubblicata a luglio e ora disponibile in italiano anche sul sito istituzionale della UE. I ritardi nell’attuazione del Progetto Pompei, ma anche lo sfascio dei trasporti, (astir eavbus caremar etc) e la scadente qualità dell’assistenza sanitaria ,a rischio mille assunzioni in Campania e ridimensionamento nosocomi e reparti. Sono molteplici i parametri presi in considerazione dalla Commissione per tracciare una classifica tra le regioni europee.  I parametri servono a valutare un corretto uso dei fondi europei. La Campania guidata dal governatore di Forza Italia- Nuovo PSI Stefano Caldoro è maglia nera,oltre a molteplici indagati nella Giunta sia dalla Magistratura Ordinaria che da quella Contabile non può il vertice di Palazzo S. Lucia dare “lezioni” di buona e corretta amministrazione. Il rischio plausibile è un effetto valanga sui Comuni e relativi residenti, la legge di stabilità, nei riguardi dei tagli per complessivi 8 miliardi da qui al 2017 imposti a regioni ed enti locali, in effetti, può contare solo sulla sforbiciata alle province come reale diminuzione della spesa. Le province,altri Enti colpiti infatti, a differenza di regioni e comuni, non possono disporre di aumenti di imposte o addizionali locali. Occorre comprendere,a meno di ripensamenti, che l’impatto dei tagli alle province si ripercuotano sui servizi locali,in specie delle zone meno accessibili,come quelle montane della nostra Regione

Qual è il problema, allora? Semplice comuni e regioni, che ancora non se ne sono accorti, si troveranno addossato in grossa parte anche il taglio a regime di 3 miliardi imposto dalla legge di stabilità alle province. C’è da scommettere che appena l’arcano sarà chiaro anche a loro, altre invettive saranno lanciate verso il Governo centrale, con futuribile  contorno di ulteriore aumento delle imposte locali e perdita di qualità e quantità, comunque, dei servizi ai cittadini.

In una personale ed amabile conversazione avutasi qualche giorno addietro, con un autorevolissimo e storico esponente della politica regionale e non solo, l’On. Antonio Cuomo, prossimo candidato alla poltrona di Primo cittadino della Città di  Eboli, faceva rilevare di come i trasferimenti dallo Stato centrale verso gli oltre ottomila comuni del Paese, si siano ridotti negli anni, dall’80% ad un misero 20%, e quindi l’onere incombente ad ogni consuntivo del cittadino, di coprirne il fabbisogno,e conseguentemente la necessità indifferibile che tali Enti Minori, ma fondamentali nel rapporto – Cittadino-Stato, siano guidati da persone di esperienza che ottimizzino l’azione di governo cittadino nell’ottica dell’efficacia e dell’efficienza,al fine di razionalizzarne il binomio spese-servizi territoriali.

Una posizione ragionevole su cui, auspico,nei tempi bui e gravosi che viviamo, ci trovi tutti d’accordo.

Salerno, 26 ottobre 2014

32 total pingbacks on this post
Lascia il tuo commento

Inserisci il tuo nome

Il tuo nome

Inserisci una email valida.

Inserisci una email valida (non viene pubblicata)

Inserisci il tuo commento

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese © 2022 All Rights Reserved

2009-2016 Fluidworks Web & Media Solutions

2009-2012 by Fluidworks Web Agency Eboli (Salerno)

PoliticaDeMente