Coccaro: La Scuola sui sentieri della sicurezza

Cultura, Scuola e Società: La rubrica di Rosario Coccaro per POLITICAdeMENTE.

La scuola sui sentieri della sicurezza – Scuola Uno… / Scuola Zero. Dalla sicurezza formale alla sicurezza sostanziale.

Rosario Coccaro

Rosario Coccaro

di Rosario Coccaro
per (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – L’articolo di Febbraio, conclamato che una Buona Scuola noi già ce l’abbiamo, provava a delinearne i fondamentali soffermandosi innanzitutto sulla flessibilità quale “ratio di fondo che consente di prendere le distanze dalla logica dell’apparato e dei formalismi per guadagnare quella del servizio.

Ovviamente, una scuola al servizio del cittadino non può non essere una scuola sostanzialmente sicura che, coerentemente, prima interpreta e poi applica la normativa sulla sicurezza. E sui sentieri della sicurezza,  incontra gli Enti Locali, proprietari degli stabili e soggetti concorrenti.

Al di là della copiosa letteratura e dei frequenti terrorismi sulla sicurezza nelle scuole, è utile fare le dovute distinzioni fra la sicurezza formale, spesso di esclusiva autotutela, e la sicurezza sostanziale che, scongiurando la burocrazia e il tenere le carte a posto, valuta attentamente  rischi / pericoli e tiene conto solo di quelli reali ed immediati. Una scuola reale, sempre tesa al miglioramento, ma che non si pone in attesa del binomio perfetto.

Dopo circa venti anni di esperienza sul campo e di sofferta prassi organizzativa, l’iniziale dispositivo legislativo è diventato un dato confermato dai fatti: la Scuola dell’Autonomia è  scuola del territorio, protagonista di incontri sinergici con una pluralità di attori, fra cui il Comune, soggetto concorrente in materia di istruzione e di formazione, preposto ad assicurare servizi, forniture, contributi… e, per la Scuola dell’Infanzia e 1° ciclo istruzione, anche proprietario degli stabili. Un ruolo centrale e propositivo, quello del Comune, non solo nella realizzazione ma anche nella progettazione dei servizi scolastici: non semplice erogatore di servizi e destinatario di conti da altri e prima compilati, ma autentico soggetto pedagogico corresponsabile del progetto di scuola da predisporre e da proporre al territorio.

Dove corresponsabilità può, ad esempio, significare: sedersi al tavolo del POF, dire la propria sugli orari di funzionamento, sui criteri di formazione delle classi e di dislocazione dei vari ordini di scuola nei Plessi, confrontarsi su  moduli più efficaci ed efficienti per la gestione della manutenzione, ecc.

Dove corresponsabilità significa anche assicurare all’utenza ambienti scolastici confortevoli e sicuri grazie al con-corso sia dell’E.L. sia della scuola.

Il Comune, legittimo proprietario degli edifici, deve renderli idonei ed agibili nel rispetto sostanziale delle vigenti disposizioni in materia di sicurezza.

La scuola, dal canto suo,  in quanto conduttore, deve fare la sua parte per la manutenzione e il decoro degli ambienti medesimi e deve, ancor più, fare la sua parte nel valutare attentamente le situazioni che comportino rischi / pericoli reali ed immediati (sicurezza sostanziale), distinguendole da quelle che tali rischi e tali pericoli non presentano e confluiscono nella sicurezza formale  spesso di esclusiva autotutela.

Ove tali azioni di valutazione e di discernimento dovessero difettare, allora, uno dopo l’altro, dovremmo interdire all’uso (perché non agibili) moltissimi locali scolatici; dovremmo chiudere quasi tutte le scuole del nostro Paese poiché ancora non messe in sicurezza.  

Secondo dati MIUR e Legambiente, elaborati da FLC-CGIL e riportati da Educazione e Scuola, infatti, circa il 90% delle scuole italiane è ospitato in edifici costruiti prima del ’96 e del ’92 (anni di confine fra la vecchia e la nuova normativa sull’edilizia scolastica) che ancora attendono di essere messi in sicurezza.

Circa il 60%, poi, è privo del certificato di agibilità  e di accatastamento.

Tale situazione, certamente,  non può essere oltre ignorata: il Parlamento, il Governo, gli EE.LL., ciascuno per le sue competenze, debbono assicurare, per legge,  tutti gli interventi necessari per la messa in sicurezza e le certificazioni degli stabili in questione.  Parta  proprio di qua La Buona Scuola!

Tutto ciò stante, non si può prescindere, però, dalla pressante quotidianità del pubblico servizio: come gestire gli ambienti della scuola? Quale sorte riservare alle attività istituzionali in essi realizzande?  

Alla gogna gli EE:LL.!  Interrompiamo ogni attività didattica! Chiudiamo tutte le scuole! 

Ai soli fini di maggiore concretezza, dal piano nazionale zumiamo su quello locale che si presta meglio alle esemplificazioni, al reperimento dei dati ed ai riscontri immediati.

Il Comune di Eboli (lo avranno fatto anche  gli altri EE.LL.) agli inizi di Settembre 2014, ha rilasciato certificato cumulativo di idoneità dei locali di ciascun edificio, dove, testualmente si attesta: “…gli stessi  sono idonei all’uso a cui sono destinati”.  Dunque, per il legittimo proprietario degli stabili: le aule sono idonee alle attività d’aula, l’Aula Magna  è idonea alle attività collegiali, di rappresentanza , di animazione…, la palestra è idonea alle attività sportive, il teatro è idoneo alle attività di animazione, di laboratorio teatrale/canoro/musicale…, e così via.

Questa certificazione (sicuramente incompleta e da regolarizzare al più presto) o la si ritiene non valida per tutti gli ambienti e, a quel punto, bisogna chiudere le scuole, oppure, fra le more, la si accetta come valida, sempre per tutti gli ambienti, però.

Sarebbe fuori luogo e del comune buon senso, adottare due pesi e due misure, per cui, pur in presenza della medesima e comune certificazione, alcuni locali sarebbero idonei a fare il loro mestiere, altri no e non sarebbe consentito utilizzarli per gli usi a cui [pur] sono destinati.

Ed è un passo su questa strada (decisamente paradigmatico della situazione generale dell’edilizia scolastica del nostro Paese e delle connesse contraddizioni) quanto sta accadendo all’I.C. Giacinto Romano di Eboli, dove tutti i locali scolastici continuano a fare il loro mestiere ad eccezione del teatro, anche se certificato alla stessa maniera degli altri  ambienti.

Tanto nonostante sia stato progettato, approvato, realizzato ed inaugurato quale  Azione PON  Asse  II “Qualità degli ambienti scolastici” Ob. C   e, dunque, nel pieno rispetto della rigorosa normativa europea in materia di sicurezza. E nonostante la D.L. e l’U.T. del  Comune di Eboli abbiano rilasciato la documentazione prevista per la consegna anticipata e provvisoria delle Opere Pubbliche.

Manca, però, il certificato di agibilità che, solo, può sollevare dalle responsabilità per danni eventuali dovuti a rischi / pericoli qui né reali, né immediati.

Dall’esempio, recuperiamo ora il respiro nazionale, auspicando con forza che gli organi preposti si attivino da subito per mettere in sicurezza tutte le scuole della Repubblica.

Ma intanto che tali interventi si avviino e si completino, è bene ricordare che, talvolta, la perfezione è nemica del bene, per cui, nel nostro caso, potrebbe essere più utile ancorarsi all’hic et nunc della sicurezza sostanziale anziché compromettere il presente nell’attesa del binomio perfetto (sicurezza sostanziale/sicurezza formale) da perseguire sempre e comunque, ma  come costante tensione al miglioramento e proiezione della scuola zero (del reale) verso la scuola uno/due/tre(del possibile).

Il buon senso, la coerenza nonché la ragion di Stato, concordi, consigliano di legittimare, temporaneamente, una scuola certamente sicura nella sostanza, evitando di adottare, al suo interno, i due pesi e le due misure.

L’accatastamento e il certificato di agibilità, d’altro canto,  costituiscono procedure e documenti esclusivamente amministrativi/burocratici che nulla aggiungono/tolgono agli ambienti in fatto di sicurezza sostanziale, consentono solo di avere  le carte a posto e di inneggiare alla recuperata sicurezza magari solo formale e di autotutela.

Ma L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro…”, non già sulle carte  e sulla burocrazia!

Noi vogliamo fortemente che la scuola ci sia sui sentieri della sicurezza, ma vogliamo, altrettanto fortemente, che non si debba correre il rischio di dover riscrivere anche il primo articolo della nostra Costituzione: La più bella del mondo! 

Eboli, 27 aprile 2015

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. che Dio ce la mandi buona.Sempre che si voglia intrigare.Non si è intrigato negli olocaustiMi sa che dobbiamo confidare nella buona volontà ed onestà di pochi,che dobbiamo invitare caldamente di darsi da fare.

    Ma c’è un raggio di sole nella lotta
    che sempre lascerà l’ombra sconfitta
    (Miguel Hernandez -Eterna ombra-)

    Sed tenebrae non prevalebunt, (Matteo !6,18)

    Eutuchìa !

  2. Un atto di coraggio per dire basta alla burocrazia e alle carte che bloccano la scuola e l’Italia.

  3. Condivido.
    Continuare a lottare contro formalismi e burocrazia.

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