Napoli: Chi ha paura della Poesia? Parola e verso nel tempo dell’incertezza

Giovedì 3 dicembre, ore 17.00, Biblioteca Benedetto Croce, Vomero, 2° appuntamento della rassegna culturale ‘Apeiron.

Chi ha paura della Poesia? La parola e il verso nel tempo dell’incertezza; ne parlano con Bruno Pezzella che ha curato la Rassegna: Carlo Di Lieto, Antonio Filippetti, Lucia Stefanelli Cervelli.

Poesia-Apeiron

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

NAPOLI – Chi ha paura della Poesia? La parola e il verso nel tempo dell’incertezza; ne parlano con Bruno Pezzella che ha curato la Rassegna: Carlo Di Lieto, Antonio Filippetti, Lucia Stefanelli Cervelli.

La poesia fa ancora paura? I poeti? E i versi hanno ancora la forza di abbattere regimi, di far vacillare sovrani e presidenti? Insomma scrivere poesie ha ancora un senso? Il poeta riveste ancora il ruolo di agitatore di coscienze? O comunque, che cosa ha ancora a che fare la poesia con l’emozione, con la bellezza?

Da qualche tempo, ma succede soprattutto nel nostro paese – mentre in Europa ne sopravvive il ancora il culto – la poesia è diventata la Cenerentola della letteratura, i libri di liriche sono i meno venduti, i poeti spesso vengono giudicati decò, o addirittura derisi .

Il paradosso è che in Italia, ed in particolare a Napoli, sono in tanti che ancora scrivono versi.  In molti ancora cercano la suggestione ed la forza della parola. E allora vale la pena parlarne un po’. Perché il discorso sul senso della parola nel tempo della precarietà e dell’abuso, forse è ancora attuale.

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NOTE BIOGRAFICHE

Carlo Di Lieto, docente di letteratura italiana all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, collabora con numerose riviste ed è autore di pubblicazioni inerenti al rapporto tra letteratura e psicoanalisi . Vincitore  di vari premi  tra cui il Premio Letterario Internazionale per la saggistica Emily Dickinson.

Tra i suoi libri  più recenti: “Il romanzo familiare del Pascoli”  (2008)  e “Francesco Gaeta” (2010) per Guida, “La bella afasia, Cinquant’anni di poesia e scrittura in Campania” (2011), “Psicoestetica, il piacere dell’analisi “ (2012) e “Leopardi e il mal di Napoli” (2014) per Genesi. Con Marsilio ha pubblicato “Pirandello Pittore” (2012) e “La scrittura e la malattia” (2015).

Antonio Filippetti,  giornalista e scrittore, fa parte del Consiglio Direttivo dell’Unione Nazionale Scrittori e Artisti. Ha pubblicato una ventina di libri tra cui  “Jack Kerouac” (La Nuova Italia), “I Figli dei fiori” (Edizioni ERI RAI), “L’illusione e l’ipotesi” (Longo),  “Critica aperta” (Vallecchi), “Lo spessore della scrittura”(Il Mezzogiorno Editore),“I canti napoletani di Giacomo Leopardi” (ICM), “Media Tempora, Mass media e consumi culturali”(R&R), “Il lungo sonno” (Istituto Culturale del Mezzogiorno),  “Il tempo del disonore” (Istituto Culturale del Mezzogiorno),“La Sirena Fuorilegge” (Istituto Culturale del Mezzogiorno), “Italieni.Il Paese delle mezze calzette” (ICM), “Bella Italia, brutta gente” (ICM). “Fata Morgana”(ICM)

E’ il fondatore e direttore di “Arte&Carte”, la rivista della creatività artistica ed è il  curatore del progetto interdisciplinare “Liberi in poesia”.Ha  curato  inoltre  numerose mostre e rassegne d’arte  di alcuni dei maggiori artisti contemporanei.

Ha  collaborato  a  riviste specializzate italiane e straniere  (tra cui  “La Fiera Letteraria”, “Sipario”,“Letteratura”. “Arte e poesia”, “Prospetti”, “Books abroad”. “Il Leonardo”, Studi e Ricerche”, “Libri e Riviste d’Italia”,ecc.)   e a diversi quotidiani nazionali. I suoi interventi vengono attualmente pubblicati da “La Repubblica”.

Lucia Stefanelli Cervelli, docente di Lettere e Filosofia, sociologa,  scrittrice, saggista, regista, attrice e drammaturga, ha insegnato per più di un ventennio Arte del Teatro, Dizione e Recitazione presso L’Acc. Inter. “V. Bellini”- Napoli – Ha tenuto corsi di Sociologia della Comunicazione scenica e Laboratori teatrali per l’Università popolare di Napoli e curato l’attività di Teatro presso numerosi Istituti superiori.

Ha  fondato nel ’90,  con il regista Gianni Spataro,  L’Ass.  di  Cultura  Teatrale    “ L’ASCOLTO “per la produzione, sperimentazione e rappresentazione di testi di Teatro di Parola, coniugando inoltre un sostanziale rapporto con la Poesia.

E’ attualmente nel Comitato scientifico della rivista “TEATRO CONTEMPORANEO E CINEMA“ diretta da G. Bartalotta, docente di Storia del Teatro all’Università di Roma,e vi collabora con  la pubblicazione di saggi critici: (Claudio Magris:L’eco e le voci.  Temi e linguaggio della Gatta Cenerentola  di De Simone. I Drammi di A.Cechov  (…)

Di lei hanno scritto…

Claudio Magris

“ … senso alto ed assoluto dell’autenticità poetica “
“ …grazie soprattutto per queste Sue poesie, che testimoniano una fedeltà alla poesia e alla    vita, una strenua coraggiosa battaglia piena d’amore.”

Giorgio Bàrberi Squarotti

“…con molta gioia ricevo la sua nuova raccolta di versi, che ho subito letto con ammirazione vivissima. La Sua inventività è fervida e avventurosa, e la sezione Giocondità è davvero preziosamente bella.”

Raffaele Sirri  ( presentazione del volume all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici)

“…un volume di versi lindo e senza nessuna di quelle pretensioni grafiche che di solito vogliono dire mediocrità di gusto. E le liriche ci si offrono nella loro nudità di parola, di ritmo, di timbro. Ciascuna avrà una sua storia di relazioni, di misure, di motivazioni. Ma a noi interessa l’onda frastica e musicale, il tocco di pensiero e di giudizio. (…) Liriche sliricate.(…) L’esercizio linguistico della nostra autrice, nei suoi versi, si esplicita in predilezione, a sorpresa, per la novità di posizione e di significato della parola nel discorso, per il desueto della forma, nel suo complesso. “

Domenico Rea (dalla Prefazione a “Chesta è la storia de Pulecenella” ed. Fiorentino – Napoli 1988 – presente in ristampa nel volume TEATRO )

“Il Pulcinella che ci presenta con tanta grazia Lucia Stefanelli Cervelli ha pregi innegabili di levità, inventiva, recupero del dialetto, documentazioni su certi dati che chi ne ha voglia può verificare.(…) se cresce schiacciato dalle leggi inique dell’ingiustizia e della sopraffazione, è credibile quel tanto che basta a legarlo ai più temibili incubi che sono i sogni capovolti del nostro progresso”

Napoli, 28 novembre 2015

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