Crisi idrica: L’Amministrazione di Eboli si attiva presso l’Ato

Eboli: L’Amministrazione Cariello si attiva contro la Crisi Idrica con i suoi rappresentanti in seno all’Autorità Ambito Sele.

Dopo la richiesta dello Stato di Calamità, l’Amministrazione Comunale con i suoi delegati nel consorzio di Bacino del Sele, Merola e Masala ha perorato le istanze del Territorio e perorato l’attenzione sulla Piana del Sele nella gestione delle risorse idriche.

Pierluigi Merola-Emilio Masala

Pierluigi Merola-Emilio Masala

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – La città di Eboli nuovamente protagonista delle politiche per il territorio gestite dall’Autorità di Ambito Sele, consorzio tra Comuni appartenenti ad un Ambito Territoriale Ottimale creato per organizzare il servizio idrico integrato e provvedere a programmazione e controllo. In occasione delle elezioni per il Consiglio di distretto dell’ambito distrettuale “Sele”, il Comune di Eboli ha designato come candidati, poi risultati eletti, i consiglieri comunali Pierluigi Merola ed Emilio Masala.

E sono stati proprio i due rappresentati consiliari ebolitani che nell’ultima seduta di Ambito hanno riportato l’attenzione sulle criticità del territorio di Eboli e della Piana del Sele, sottolineando interventi che produrranno benefici in termini idrici, con aumento dei volumi disponibili.

Pierluigi Merola ha dichiarato: «Possiamo dirci soddisfatti per le iniziative messe in campo dalla Regione e dei vertici dell’ATO Sele, per far fronte all’emergenza nel breve periodo tra settembre ed ottobre. Ho voluto manifestare però la nostra preoccupazione per il lungo periodo in assenza di una vera e propria programmazione di interventi alla rete idrica obsoleta che, proprio durante il periodo di emergenza, fa emergere drammaticamente tutte le sue carenze e criticità in termini di tenuta».

Dunque necessità di mettere in campo piani specifici, come ha sottolineato anche l’altro rappresentante ebolitano Emilio Masala:. «Abbiamo la necessità di programmare interventi infrastrutturali che interessino un’area vasta, e non invece solo parti di territorio, per evitare che emergenze, di questo genere, si ripropongano in maniera sempre più marcata e frequente anche in considerazione dei cambiamenti climatici».

Eboli, 3 agosto 2017

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